Borse, 2025 record per Milano con banche e difesa. Il Ftse Mib archivia l'anno al top da gennaio 2001
Il comparto degli istituti credito segna un rialzo del 65,7% a Piazza Affari. Il dollaro si avvia a registrare il peggiore anno dal 2017. Rally per l'oro e l'argento, al Bitcoin (-5,1%) non basta l'effetto Trump
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il Ftse Mib di Milano archivia un 2025 da record. Il principale indice milanese mette a segno un rialzo annuale del 31,5%, segnando la seconda performance migliore del Vecchio Continente dopo l’Ibex di Madrid che nell’anno solare è avanzato del 50,4%. A trainare i guadagni milanesi è stato soprattutto il comparto bancario con l’indice di settore che archivia un rialzo del 65,7%. Positivo il bilancio annuale anche degli altri indici europei: il Dax di Francoforte si aggiudica la medaglia di bronzo con un guadagno del 23%, seguito dal Ftse 100 di Londra a +22,4%. In coda, ma comunque più che positivo, il Cac di Parigi, che termina il 2025 a +11,9%.
Un 2025 nel segno di difesa e banche, Fincantieri maglia rosa a Milano
Banche e titoli della difesa in prima fila nell'anno record di Piazza Affari. A trainare il listino milanese, che chiude il 2025 sui massimi dei dodici mesi aggiornando il top dal gennaio 2001, sono infatti le azioni più esposte ai principali temi macro che hanno catalizzato l'attenzione degli investitori, dalla guerra in Ucraina all'allentamento della politica monetaria delle banche centrali. Tra le blue chip la maglia rosa va a Fincantieri (+141%), ma si sono messe in luce anche Leonardo (+89,6%) e Iveco (+101%). Tra le banche, l'acquisizione da parte di Bper (+89,11%) ha messo le ali alla Banca Popolare di Sondrio (+104,5%), che si prepara a lasciare il listino in seguito alla fusione con Modena. Annata brillante anche per UniCredit, che nonostante lo stop all'aggregazione con Banco Bpm (+66,67%) e lo stallo in Germania su Commerzbank ha messo a segno un +84,09% e guida il listino in termini di capitalizzazione a oltre 110 miliardi. Sopra i 100 miliardi anche Intesa Sanpaolo (a 105), che nei 12 mesi segna +53,27%. Tra gli altri titoli, ha più che raddoppiato il proprio valore anche Tim (+108,4%). La guerra commerciale varata dall'amministrazione Trump e l'impatto dei dazi hanno invece zavorrato il settore auto, con Stellantis in calo del 24,9% e Ferrari del -22,7%. Penalizzati anche i titoli legati alla salute, con Amplifon giù del 44,7% e Diasorin del 31,1%. Trend analoghi si sono registrati anche a livello europeo, dove la classifica 2025 dell'Eurostoxx 50 vede in testa Rheinmetall (154%), seguita da Siemens Energy (+139%), Santander (+130,9%), Bbva (+114,5%) e Deutsche Bank (+99%). In rosso invece Wolters Kluwer (-44%), Adidas (-28,6%), Ferrari (-22,7%), Sap (-11,8%) e Sanofi (-10,8%).
In rally oro e argento, al Bitcoin non basta l'effetto Trump
Il 2025 è stato un anno da record per le materie prime, grazie soprattutto all’inasprirsi delle tensioni commerciali (derivate dai dazi Usa) e geopolitiche, con lo svilupparsi dei conflitti in Medio Oriente e in Ucraina. In particolare, l’oro ha continuato a macinare record, arrivando a registrare un rialzo del 67,6% annuale nel contratto spot – la crescita più rapida dal 1979 – e del 66,8% in quello future. In volata anche il prezzo dell’argento, che il 29 dicembre ha toccato il massimo storico di 82,67 dollari l’oncia, e nell’intero anno è cresciuto di oltre il 144%. Il Bitcoin invece chiude con un bilancio in rosso un 2025 in altalena, in cui l'euforia per l'elezione negli Usa di un presidente considerato pro criptovalute come Donald Trump ha portato a ripetuti rally a cui sono tuttavia seguiti altrettanti scivoloni. La performance complessiva dei 12 mesi è così di un calo del 5,1%. 2025 in calo anche sul fronte dell'energia. Il Brent del mare del Nord ha chiuso l’anno in contrazione del 16,7%, mentre il Wti ha perso il 19,3%
Milano chiude a +1,4% nell'ultima seduta dell'anno
Le Borse europee concludono l'anno nel migliore dei modi, con il Ftse Mib di Milano che chiude la seduta con guadagni per l'1,14% e si riporta sui massimi da gennaio 2001 grazie alla buona performance del settore bancario. Intanto, cresce l'attesa per i verbali dell'ultima riunione della Fed, in uscita in serata, che forniranno maggiori spunti sulle future mosse di politica monetaria e sulle posizioni dei vari membri della banca centrale americana. Dagli States sono attesi poi il 31 gennaio i sussidi di disoccupazione. Guardando al 2026, i mercati si attendono tassi fermi il prossimo mese ma prevale incertezza sulle mosse della Fed a marzo. Sullo sfondo le questioni geopolitiche con la battuta d'arresto sui negoziati per la pace in Ucraina e le dichiarazioni del presidente Usa, Donald Trump, su un possibile altro grande attacco contro l’Iran.
Wall Street chiude in calo, Dj -0,20%, Nasdaq -0,24%
Wall Street chiude negativa. Il Dow Jones perde lo 0,20% a 48.367,06 punti, il Nasdaq cede lo 0,24% a 23.419,08 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,14% a 6.896,26 punti.


