Borse: effetto Draghi su Milano ma restano incognite ripresa e vaccini
Indici in deciso rialzo e spread ai minimi dal 2015. Lo scenario dei mercati italiani è mutato sensibilmente nel corso degli ultimi giorni seguendo l’evoluzione della crisi politica e della discesa in campo dell’ex presidente della Bce
di Corrado Poggi
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Indici in deciso rialzo e spread ai minimi dal 2015. Lo scenario dei mercati italiani è mutato sensibilmente nel corso degli ultimi giorni seguendo l’evoluzione della crisi politica e della discesa in campo dell’ex presidente della Bce Mario Draghi.
Permane sullo sfondo l’incertezza - catturata dal sondaggio di gennaio condotto da Assiom Forex fra i suoi associati in collaborazione con Il Sole 24 Ore Radiocor – legata all’andamento dell’economia e della campagna di vaccinazione contro il covid che in prospettiva potrebbe tornare a condizionare l’andamento dei mercati e del mercato del debito.
La variante Draghi
“Il sondaggio è stato realizzato a cavallo delle dimissioni del governo Conte e prima dell’incarico affidato al professor Mario Draghi – spiega il presidente di Assiom Forex Massimo Mocio – e da allora la reazione dei mercati e dello spread ha superato le previsioni più ottimistiche. Basta guardare allo spread Btp/Bund che ora è attorno a 96 basis points o anche alla Borsa italiana, in forte salita invece che in diminuzione come previsto dagli operatori”.
La fotografia scattata poco prima dello scatto in avanti della crisi politica vedeva il 55% degli operatori puntare su nuovi rialzi (dal 56% di un mese fa) con un 9% che si attendeva rialzi in doppia cifra ma, a indicazione di una maggiore cautela, era da registrare l’aumento dal 16% al 24% di quanti vedevano all’orizzonte ribassi, superiori al 10% per il 3% degli intervistati. L’opzione mercati stabili era invece stata scelta dal 21% degli operatori, in calo di 7 punti percentuali rispetto a gennaio.
L’entrata in scena dell’uomo a cui viene universalmente riconosciuto il merito di aver salvato l’euro con il celeberrimo “whatever it takes” ha avuto un impatto particolarmente sensibile sullo spread che è tornato a sfondare al ribasso quota 100 punti. La situazione su questo fronte era andato peraltro migliorando dallo scorso mese grazie soprattutto agli oltre 136 miliardi di euro di acquisti di Btp effettuati dalla Bce nell’ambito del programma Pepp dallo scorso marzo.


