Mercati

Borse, settimana brillante con la tregua in Iran. Milano (+4,3%) al top dal 2000

La schiarita in Iran ha permesso a Piazza Affari di ricucire le perdite rispetto all'inizio della guerra in Medio Oriente. Nell'ottava petrolio in calo a doppia cifra, con il Brent a -11,3% sui 96 dollari al barile

di Paolo Paronetto e Ivan Torneo

La Borsa in un minuto

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee chiudono in deciso rialzo una "settimana corta", a causa delle festività pasquali, la cui chiave di volta è stato l'annuncio della tregua in Iran in vista dei negoziati di pace che partiranno domani. Il rally messo a segno mercoledì dai listini ha così permesso di archiviare l'ottava con un bilancio positivo, nonostante i dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco e sull'andamento delle trattative. La maglia rosa è andata a Piazza Affari, dove il Ftse Mib è salito del 4,3% portando a +5,9% il bilancio da inizio anno. Seguono Parigi (+3,7%), Madrid (+3,7%), Francoforte (+3%) e Londra (+1,6%), mentre l'Eurostoxx 50 è salito del 4%. Gli acquisti sono stati guidati dal settore bancario (+6,5% il sottoindice Stoxx), mentre l'unico comparto con un bilancio settimanale in rosso è stato quello energetico (-0,6%), colpito dai realizzi a causa della frenata del prezzo del petrolio.

Il greggio, del resto, ha registrato un calo del 10,8% in settimana per il Wti e dell'11,3% per il Brent. In decisa diminuzione anche il gas naturale, che ha ritracciato dell'11,7% ad Amsterdam. Tornando all'azionario milanese, le prestazioni migliori sono state quelle di StMicroelectronics (+16,5%), Prysmian (+14,4%), Buzzi (+9,7%), UniCredit (+9,4%) e Mediobanca (+9,3%). Realizzi invece sulla difesa, con Leonardo in calo del 9,6%, anche a causa dei dubbi sul cambio della governance, e Avio del 3,9%. In rosso poi Eni (-3%), Recordati (-2,3%) e Diasorin (-0,9%). Tra le big europee si sono distinte Siemens (+11,7%), Schneider Electric (+10,2%), Infineon (+9,9%) e Asml (+9,4%). Male Rheinmetall (-6,8%), Sap (-6,4%) e Wolters Kluwer (-4%). In rialzo dell'1,8% l'oro spot, +8,6% per il Bitcoin. In discesa di otto punti, infine, lo spread tra BTp e Bund, sceso a 78 punti dagli 86 di venerdì scorso.

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Venerdì positivo in Europa, Piazza Affari (+0,6%) al top dal 2000

Le Borse europee chiudono con un cauto ottimismo la seduta di venerdì e scommettono sulla tenuta della tregua fra Washington e Teheran, alla vigilia dell'inizio dei negoziati in Pakistan. Restano comunque profonde divisioni, a partire dalla questione dello Stretto di Hormuz, che l’Iran vuole sotto il suo controllo consentendo il passaggio di sole 15 navi al giorno. Pesa anche l’ipotesi di pedaggi per il transito, oltre alla spinosa questione dell'arricchimento dell'uranio iraniano. Il fragile cessate il fuoco mantiene il prezzo del petrolio sotto i 100 dollari al barile, mentre l'atteso aumento dell'inflazione americana di marzo non è andato oltre alle previsioni degli analisti. Si muove così in prudente rialzo anche Wall Street, dove l'S&P 500 si avvia a chiudere la migliore settimana dal maggio scorso.

Così alla fine dell'ultima seduta settimanale mette a segno un buon rialzo Milano (+0,59%) che ritrova i massimi da novembre 2000 a 47.609 punti. Bene anche Parigi (+0,2%), Madrid (+0,5%) e Amsterdam (+0,5%), stabile Francoforte. Il presidente Trump è inoltre tornato ad attaccare Teheran, definendo «imbarazzante» il blocco del petrolio attraverso lo Stretto: «non è questo l’accordo che abbiamo», ha scritto il tycoon sul social Truth. In questo scenario, rallenta ma non si arresta la corsa del petrolio, con il Brent in lieve rialzo intorno ai 96 dollari al barile e il Wti che sale in area 98 dollari. Il gas ad Amsterdam è invece in deciso calo sotto i 44 euro al megawattora.

“In attesa delle trattative sulla pace, l’inflazione Usa ruba la scena”

Wall Street contrastatapoco mossa, fiducia consumatori ai minimi

Wall Street chiude contrastata. Il Dow Jones cede lo 0,56% a 47.916,57 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,35% a 22.902,89 punti e lo S&P 500 lascia lo 0,11% a 6.816,89 punti.

Inflazione Usa +0,9%, prezzi energia a top da 2005

A marzo l'inflazione americana è salita in linea con le attese, con un +0,9% su base mensile (il massimo da marzo 2022) e un +3,3% su base annuale. Il dato 'core', ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,2%, sempre in linea con le attese. Rispetto a un anno prima, il dato 'core' è salito al 2,6%, contro il 2,7% delle attese. I prezzi energetici sono aumentati del 10,9%, il maggior aumento dal settembre 2005. L'indice della benzina è aumentato del 21,2% nel corso del mese, il maggiore incremento mensile da quando i dati vengono pubblicati, ovvero dal 1967.

I Mercati a metà seduta

A Milano corrono Buzzi e Cucinelli, giù la difesa

A Piazza Affari bene Buzzi (+5,6%) con il resto del settore, e St (+3,5%) in scia Tsmc, spinta dai buoni risultati. Acquisti diffusi anche su Prysmian (+3,6%), promossa da Ubs, mentre è in luce Cucinelli (+5,2%) in rally dopo la diffusione dei conti del trimestre che vedono una crescita dei ricavi oltre le attese e la conferma della guidance 2026. In coda i titoli della difesa, con Leonardo (-5,4%) seguita da Avio (-5,2%) e Fincantieri (-1,8%). Proprio Leonardo è stata sotto i riflettori con la conferma dell’uscita di Roberto Cingolani, sostituito da Lorenzo Mariani - responsabile di Mbda Italia e in passato condirettore generale di Leonardo - che sarà l’ad, mentre per la presidenza è candidato Francesco Macrì. Tornando alle nomine, per Eni (-1,9%) è stato confermato Claudio Descalzi - al suo quinto mandato come Ad - mentre per la presidenza è stata indicata Giuseppina Di Foggia, attuale Ceo di Terna (+0,1%). Guardando a Enel (-0,1%) nuovo mandato sia per il Ceo Cattaneo sia per il presidente Paolo Scaroni.

Euro torna sopra quota 1,17 dollari

Sul valutario, l'euro risale sopra 1,173 dollari (da 1,168 in avvio e 1,17 alla vigilia). In rialzo il cambio euro/yen, a 186,7 (da 186 in avvio), mentre il cross dollaro/yen sale leggermente sopra a 159. In deciso ribasso il gas ad Amsterdam che viaggia a sotto i 44 euro al megawattora. L'oro spot in lieve rialzo si riavvicina ai 4.800 dollari l'oncia. In crescita anche il bitcoin, che viaggia intorno ai 73.000 dollari.

Spread stabile a 77 punti, rendimento decennale sale al 3,82%

Chiusura stabile per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 77 punti, in linea con il closing di ieri. In rialzo, invece, il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,82% dal 3,78% della chiusura della vigilia.

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