Borse, settimana positiva per Piazza Affari (+1,4%) al traino di Mps e Mediobanca
Venerdì i listini continentali hanno chiuso in ordine sparso. Attesa per il taglio dei tassi Fed. Occhi puntati sul lusso dopo la lettura del testamento Armani. L'oro vicino a nuovi massimi
4' di lettura
Le ultime da Radiocor
Tim: nel I trim. ricavi a 3,3 mld (+1,4%), ebitda -1,7%, conferma guidance (RCO)
Campari: -3,4% a 643 mln vendite I trim, conferma guidance 2026
***Sky: chiede danni fino a 1,9 mld a Tim e Dazn per diritti sulla serie A
4' di lettura
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee archiviano una settimana positiva, con l’eccezione di Francoforte. Protagonisti dell’ottava la politica monetaria, con la Bce che come atteso ha lasciato invariati i tassi di interesse, e i dati macroeconomici in arrivo dagli Usa, con l’inflazione in chiaroscuro e i numeri deboli sull'occupazione che alimentano le scommesse su nuovi tagli al costo del denaro tra settembre e gennaio da parte della Fed. In questo contesto, il migliore dell'ottava è stato l’Ibex di Madrid (+2,6%), seguito del Cac di Parigi (+1,6%), che non ha risentito del caos politico in Francia con la caduta del Governo di Francois Bayrou e la nomina di Sebastien Lecornu. Fanno bene anche il Ftse Mib di Milano (+1,4%) e il Ftse 100 di Londra (+0,7%). In calo dello 0,3% il Dax tedesco.
Sull’azionario milanese, i titoli migliori sono quelli di Mps (+14,4%) e Mediobanca (+13,8%), dopo il successo dell'Opas di Rocca Salimbeni su Piazzetta Cuccia con il 62,3% di adesioni, quota che assicura a Siena il pieno controllo della banca milanese. Acquisti anche su Buzzi (+9%) e Banco Bpm (+7,4%), quest'ultima spinta dalle indiscrezioni di fusione con Credit Agricole Italia. Fronte opposto per Nexi (-11,7%), dopo i giudizi negativi degli analisti di Barclays su un possibile aumento della concorrenza in Italia, Campari (-8,2%) e Ferrari (-4,5%).
Sul valutario, l’euro guadagna lo 0,5% sul dollaro, mentre tra le materie prime a correre è ancora l’oro (+2,8% nell’ottava), che chiude la quarta settimana consecutiva in rialzo spinto dalle tensioni globali e dal sempre più probabile allentamento del costo del denaro da parte della Fed. Sul fronte energetico il Wti cede lo 0,3%, mentre il Brent sale dello 0,9%.
Venerdì chiusura in ordine sparso
I listini hanno chiuso la seduta di venerdì in ordine sparso, mentre l'attenzione degli investitori è rivolta da giorni alla decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve, in calendario mercoledì. Il mercato considera ormai certa una revisione al ribasso del costo del denaro e assegna una chance del 5,3% a un maxi taglio di 50 punti base, secondo quanto emerge dall'andamento dei tassi sui Fed Funds elaborati da Cme FedWatch. Nel Vecchio Continente occhi puntati anche alla possibile da parte dell'agenzia di valutazione Fitch dopo le recenti turbolenze politice e il cambio di governo. Il FTSE MIB di Piazza Affari ha comunque chiuso le contrattazioni sopra la parità, trainato dal nuovo sprint di Banca Mps e Mediobanca .
Tornando alla Fed, il rapporto sull’inflazione Usa (con il dato mensile leggermente sopra le attese e l’annuale in linea), unito ai deboli numeri sull’occupazione, secondo i trader «ha praticamente garantito un taglio dei tassi di interesse». Contrastata anche Wall Street dopo i record registrati alla vigilia dai tre maggiori indici azionari statunitensi: chiude mista, con il Nasdaq che segna nuovi massimi storici chiudendo al +0,45 per cento, mentre l’S&P 500 ha siglato gli scambi marginalmente in calo, -0,05 per cento, ma con un bilancio positivo per l’insieme della settimana. Più sottotono il Dow Jones, che ha concluso con un -0,59 per cento.


