Da quel momento in poi New York è stata tuttavia capace di invertire rotta e riconquistare ancora una volta la guida dei mercati finanziari, mentre la narrativa attorno a big tech e all’intelligenza artificiale ha di nuovo preso piede, sostituendosi rapidamente ai temi legati all’incertezza determinata dalle politiche commerciali e dal rischio geopolitico. Con il risultato di far segnare record a ripetizione tanto al Nasdaq dei tecnologici, quanto all’indice generale S&P 500 sostenuto a sua volta anche dal tentativo di rotazione settoriale, che hanno concluso l’anno con progressi in valuta locale rispettivamente del 17 e del 20 per cento.
Bolla sì, bolla no
La parte conclusiva del 2025 ha poi riproposto il dibattito sulle valutazioni raggiunte da certi titoli legati appunto in particolare al fenomeno AI e all’esistenza o meno di una bolla speculativa analoga a quella Internet dei primi anni 2000. All’interrogativo che va di sicuro per la maggiore si aggiungono anche i dubbi connessi con la perdurante incertezza politica, la crescita inarrestabile dei debiti pubblici e un livello dell’inflazione che non appare domato.
Il tutto a caratterizzare un nuovo anno che appare per molti aspetti contornato da un quadro globale decisamente meno drammatico rispetto agli anni precedenti, ma che non è allo stesso tempo privo di insidie e incognite. In un contesto simile, le previsioni formulate dagli esperti delle grandi case di investimento sugli indici sembrano, come Il Sole 24 Ore non ha mancato di far notare nei giorni scorsi, ancora una volta piuttosto rosee: un ottimismo più che mai in cerca di conferme.
I numeri di Piazza Affari
Tornando a Piazza Affari, il numero complessivo di società quotate sui mercati di Borsa Italiana è intanto sceso a 411: ai 199 titoli presenti sul listino principale, 62 dei quali sul segmento Star, si aggiungono i 212 su Euronext Growth Milan. Il mercato delle «piccole» ha visto in particolare ben 21 nuove ammissioni nel corso del 2025, registrando vitalità almeno sotto questo aspetto visto che l’indice Ftse Italia Growth ha segnato una variazione positiva pari ad appena il 7,8% rispetto al +31% del Ftse Italia All Share.
I rialzi generalizzati delle quotazioni hanno invece contribuito ad aumentare a 1.044 miliardi di euro la capitalizzazione complessiva delle società presenti sul listino, che adesso vale il 47,3% del Pil.