Borse, pesano tensioni Usa-Iran su Hormuz. Milano (+0,3%) tiene con St, a Wall Street scivola Tesla
Il petrolio torna a correre con il Brent sopra 102 dollari. Gli investitori continuano a monitorare anche la stagione delle trimestrali, tra luci e ombre. Sul fronte macro, l'attività del settore privato dell'eurozona entra in contrazione: Pmi sui minimi da 17 mesi
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran per il controllo dello Stretto di Hormuz e lo stallo nei negoziati pesano sui mercati. Il petrolio, dopo una breve frenata, è tornato a correre mentre le Borse europee chiudono in calo e Wall Street è debole, con lo scivolone di Tesla. Uniche eccezioni, Milano (+0,26%) e Parigi (+0,9%), che hanno beneficiato della volata di St (+14%) post conti. Sul listino parigino corre anche L'Oreal dopo i conti, mentre EssilorLuxottica chiude in calo di oltre il 4 per cento. Fanno peggio Madrid (-0,8%), Amsterdam (-0,7% ) , Francoforte (-0,3%) e Londra (-0,2%). Sempre sul fronte trimestrali, premiate Nestlé (+5,9%) a Zurigo e Nokia (6%) a Helsinki spinta dalle prospettive dell'AI.
Intanto, l'economia europea inizia a mostrare gli effetti del conflitto: i Pmi di aprile - attesi proprio perché registrano la prima fase della guerra - mostrano che l'attività economica europea è entrata in contrazione (Pmi sui minimi da 17 mesi), a causa soprattutto dei servizi. Tiene invece in area di espansione il manifatturiero. Notizie migliori arrivano dagli Usa, dove i dati sono risultati superiori alle attese (con il Pmi che ha registrato il dato migliore in 47 mesi).
Wall Street debole, giù Tesla dopo i conti
Le Borse Usa chiudono in calo, dopo i livelli record della vigilia toccati da S&P e Nasdaq. L’indice Dow Jones ha ceduto lo 0,33%, l’S&P500 lo 0,41%, il Nasdaq lo 0,89%. Il sentiment degli investitori è stato rafforzato, negli ultimi giorni, da una stagione degli utili finora molto positiva. Delle 87 società dell'indice S&P che hanno pubblicato i loro risultati, l'81% ha registrato utili superiori alle attese e il 76% ha riportato ricavi superiori alle aspettative. L'attesa trimestrale di Tesla - che ha dato il via alla presentazione dei conti delle 'Magnifiche 7' - ha inizialmente fatto tirare un sospiro di sollievo, dopo utili superiori alle aspettative e un flusso di cassa libero positivo. Tuttavia, i dirigenti di Tesla hanno poi comunicato che il Ceo Elon Musk ha ambizioni ben più grandi e costose. È un promemoria, scrive il New York Times, del fatto che, sia in Tesla sia in SpaceX, investire in un'azienda di proprietà di Musk significa confrontarsi con progetti ambiziosi che potrebbero richiedere anni e miliardi di dollari per essere finanziati. L'azienda prevede di investire 25 miliardi di dollari, quest'anno, in spese in conto capitale per finanziare la sua ricerca sull'intelligenza artificiale, i robot umanoidi e altro ancora. Si prevede che questo porterà il flusso di cassa libero di Tesla in territorio negativo, come ha dichiarato agli analisti Vaibhav Taneja, Cfo dell'azienda. Trimestrali sotto le attese, poi, per Ibm e ServiceNow.
A Milano super rally di St, bene il comparto oil
A Piazza Affari, seduta da incorniciare per Stmicroelectronics (+14%) dopo i numeri dei tre mesi che hanno battuto le attese sul fronte dei ricavi e con le previsioni che hanno superato le stime di consensus. Acquisti sui petroliferi (+1,2% Eni, +1,14% Tenaris, +1,17% Saipem), su Lottomatica (+2%) e sui titoli energetici con Snam (+1,61%) ed Eni (+1,2%). Stellantis - dopo le immatricolazioni in Europa migliori del contesto nel trimestre - rallenta verso il finale e chiude in calo dell'1,5 per cento. Deboli le banche: solo Mediobanca (+0,8%) e Mps (+0,2%) chiudono in rialzo. Chiusura positiva per Generali (+0,8%) nel giorno dell'assemblea, con Unicredit (-1,9%) che si è rafforzata nel capitale salendo all'8,7% del Leone di Trieste. In coda Diasorin (-4,2%), dopo il taglio delle previsioni della francese Biomérieux, a causa di una stagione influenzale meno intensa e delle incertezze legate al contesto geopolitico. Male anche Amplifon (-2,7%) e ancora vendite su Moncler (-2%).
Dollaro si conferma forte, Brent resta sopra 100 dollari
Sul valutario, il rialzo del petrolio e l’incertezza legata allo stallo diplomatico in Medio Oriente continuano a favorire il dollaro, che si è rafforzato e si conferma in prossimità di 1,17 contro euro. Tra i preziosi, ripiega l’oro, penalizzato dai timori di una crescente pressione inflazionistica e un possibile rialzo dei tassi da parte delle banche centrali, scendendo sotto i 4.700 dollari l’oncia.



