Il falco Lagarde scoraggia le borse, Milano chiude a -0,28%
Francoforte ha alzato il costo del denaro di 25 punti base, nonostante l'Europa sia in recessione tecnica. Intanto, la Fed si è presa una pausa di riflessione dopo dieci ritocchi dei tassi. Euro conquista 1,09 dollari. In rialzo il gas
di Eleonora Micheli
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Giornata di debolezza per le Borse europee nel giorno in cui la Banca centrale europea ha alzato il costo del denaro di 25 punti base, al 4-4,25%. La numero uno, Christine Lagarde, ha parlato chiaro, asserendo che a luglio ci sarà con ogni probabilità un nuovo aumento dei tassi. La vigilia la Federal Reserve ha invece confermato il costo del denaro fermo al 5-5,25%, ma ha lasciato la porta a porta per nuove manovre restrittive al fine di contenere la corsa dei prezzi al consumo. Milano, riducendo le perdite sul finale, ha chiuso in calo dello 0,28%, con lo spread a 162,9 punti (da 165) e il rendimento dei Btp a dieci anni al 4,12% (dal 4,09%).
Dalla Fed alla Bce, passando per la banca centrale cinese
Le Borse europee sono partite deboli, nell’attesa degli annunci della Bce e dopo la decisione della Fed di lasciare invariati i tassi. I banchieri dell’istituto centrale Usa, però, prevedono che nel corso dell’anno i tassi saliranno ancora, forse di due volte, fino a un valore mediano dei tassi al 5,6%. Inizieranno a scendere solamente nel 2024, portandosi al 4,6% nel 2024. Del resto l’inflazione dovrebbe rimanere sopra il target del 2%, attorno al 3,2% (rivisto dal 3,3%). Il numero uno dell’istituto, Jerome Powell, ha rimarcato che nessuna decisione è stata presa per luglio. Ad ogni modo, ha evidenziato il banchiere, l'inflazione di fondo è ancora troppo alta e pertanto non si profila all’orizzonte un taglio dei tassi finché l'inflazione non sarà scesa in modo significativo. Per Powell «potrebbero volerci un paio d'anni». Se ieri Wall Street ha reagito cautamente, con gli indici contrastati, oggi ha imboccato la strada del rialzo, con gli indici S&P e Nasdaq ai massimi dall'aprile 2022. Nonostante i dati a luci e ombre: i sussidi settimanali alla disoccupazione sono rimasti stabili a 262.000 richieste, sopra le attese che erano per un calo a 245.000. Sopra le stime, invece, è stato il dato sulle vendite al dettaglio di maggio, salite dello 0,3%. Meglio delle stime anche gli indici sul manifatturiero: sale a 6,6 punti l'Empire State a giugno, sopra le attese. E' sceso a -13,7 punti il Fed Philadelphia a giugno, meglio delle stime. Infine, ha deluso il dato sulla produzione industriale scesa dello 0,2% a maggio, sotto le stime.Intanto in Cina la banca centrale ha deciso di tagliare il tasso di riferimento sui prestiti a medio termine verso le istituzioni finanziarie portandolo al 2,65% dal 2,75%, per sostenere l’economia. La mossa è stata varata solamente due giorni dopo la riduzione del 'seven-day reverse repo rate', il tasso di riferimento a breve termine. Del resto anche i dati macro pubblicati oggi fotografano un’economia che stenta a decollare come si aspettavano gli esperti: la produzione industriale a maggio ha rallentata l'andatura al +3,5% annuo, dal 5,6% di aprile, mentre le vendite al dettaglio sono salite del 12,7% rispetto a maggio 2022, dal +18,4% di aprile. Ma gli appuntamenti clou della giornata erano l’annuncio della Bce sui tassi e la successiva conferenza stampa della numero uno Lagarde. Come da copione l’istituto centrale ha deciso di alzare i tassi di 25 punti base, specificando che l’obiettivo rimane quello di portare l’inflazione nell’intorno del 2% nel medio periodo. La Bce ha inoltre diffuso le nuove stime sull’economia, limandole al ribasso: gli esperti della banca hanno indicato un tasso di crescita del pil dello 0,9% nel 2023, dell’1,5% nel 2024 e dell’1,6% nel 2025. A marzo lo staff aveva previsto una crescita pari all’1% nel 2023 e all’1,6% sia nel 2024 che nel 2025. Del resto la scorsa settimana era emerso che il pil europeo è caduto in recessione tecnica, avendo registrato per due trimestri di fila un calo dello 0,1%. Quanto all'inflazione, secondo gli esperti della Bce rimarrà sostenuta: è vista al 5,4% nel 2023, al 3% nel 2024 e al 2,2% nel 2025 (5,3% nel 2023, al 2,9% nel 2024 e al 2,1% nel 2025). Non a caso la Lagarde ha ribadito che l’Eurotower ha ancora molta strada da fare. Non solo. La banchiera ha anche tenuto a precisare: «non abbiamo discusso per nulla di fare una pausa perché abbiamo ancora terreno da percorrere e quindi non abbiamo nemmeno iniziato a pensarci». Tradotto la politica monetaria dell Bce con grande probabilità continuerà a stringere i cordoni.
A Milano banche contrastate, corre Mps
A Piazza Affari le banche hanno registrato un andamento contrastato. Intesa Sanpaolo ha registrato un +0,34% nel giorno della presentazione di Isybank, la banca digitale del gruppo. Il numero uno, Carlo Messina, è tornato a ribadire che l’istituto ha le mani legate dall’Antitrust per eventuali acquisizioni in Italia e che comunque anche in Europa attenderà la creazione di un’unione bancaria prima di procedere con eventuali operazioni straordinarie. Si sono mosse al rialzo le Banca Mps (+2,28%), sempre sull’ipotesi che qualcosa succederà per l’istituto senese, anche se è sempre più complicato capire con quali banche Rocca Salimbeni potrebbe volare a nozze. Banca Mediolanum ha guadagnato lo 0,4%, nell’attesa di comprendere se la scomparsa di Silvio Berlusconi provocherà qualche colpo di scena, considerando che Fininvest detiene il 30,1% del capitale. Si sono inoltre distinte le Finecobank (+2,57%).
Italgas inciampa dopo il piano, occhi su Tim
Italgas ha invece perso il 2,4%, nel giorno in cui i vertici della società hanno presentato a Londra il piano industriale al 2029, che prevede 7,8 miliardi di investimenti. La crescita media annua di fatturato ed ebitda dovrebbe essere attorno all’8%, in modo che a fine piano il giro d’affari supererà i 2,7 miliardi e l’ebitda 1,8 miliardi. I numeri, però, non hanno convinto il mercato. Sono inoltre rimaste sotto la lente le Telecom Italia (-0,12%), nell’attesa di comprendere la reazione del socio Vivendi alla nomina del consigliere Pansa, al posto di Carta, nome, quest’ultimo, suggerito proprio dal socio transalpino. Moncler ha limato dello 0,27%, nonostante siano arrivate notizie positive per il mondo della moda: la tedesca Hugo Boss, prevedendo che le vendite e gli utili aumenteranno più rapidamente del previsto, ha alzato gli obiettivi a medio termine. A questo punto stima un fatturato di 5 miliardi di euro nel 2025, dopo aver già fissato l'obiettivo originario di 4 miliardi di euro per quest'anno, ovvero due anni prima rispetto al piano originario. L'utile prima degli interessi e delle tasse dovrebbe salire ad almeno 600 milioni di euro nello stesso periodo, rispetto a un precedente obiettivo di 480 milioni di euro, con un margine di almeno il 12%, ha affermato il gruppo. I titoli, però, hanno perso l'1,3%.
Euro si rafforza dopo la Bce sopra quota 1,09. Gas in deciso rialzo
Sul mercato valutario, l’euro si è rafforzato dopo la mossa della Bce: si è spinto a 1,0923 dollari (1,085 ieri in chiusura), conquistando nell’arco della giornata oltre una fugura. La divisa passa inoltre di mano a 153,35 yen (151,18), mentre il cambio dollaro/yen si attesta a 140,57 (139,33). Sul fronte dell’energia, è in rialzo il prezzo del greggio: il contratto scadenza Luglio del Wti sale del 2,6% a 70 dollari al barile. Infine ad Amsterdam il gas è arrivato a sfiorare i 50 euro al megawattora per chiudere a 40,9 euro al megawattora (+6,7%), risentendo dei cali delle forniture norvegesi, che si stanno verificando da inizio giugno a causa di perdite e manutenzione su molte installazioni.



