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Nubi su negoziati Usa-Iran frenano Wall Street (-0,59%), Wti sopra i 90 $

Wall Street chiude la seduta in territorio negativo con le incertezze legate ai negoziati tra Usa e Iran per porre fine al conflitto, all’apparenza rinviate: il Dow Jones e il Nasdaq cedono entrambi lo 0,59% e si attestano, rispettivamente, a 49.149,38 e 24.259.96 punti. In calo anche lo S&P 500, a 7.064,01 punti (-0,63%)

di Chiara Di Michele e Martina Soligo

La Borsa, gli indici del 21 aprile 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Le Borse europee invertono la rotta sul finale e chiudono in rosso, penalizzate dalle incertezze sui colloqui Usa-Iran, che ancora non sono stati confermati, e l’audizione di conferma del candidato presidente, Kevin Warsh, alla Commissione bancaria del Senato. Sul fronte mediorientale, il presidente Usa, Donald Trump, crede che ci sarà un «fantastico accordo» con l'Iran, anche perché «non hanno altra scelta», ha detto. Da parte sua, il presidente del parlamento iraniano e negoziatore, Mohammad-Bagher Ghalibaf, aveva precedentemente rimarcato che il suo Paese «non accetta negoziati sotto minaccia». L’Iran non ha ancora preso una decisione definitiva sulla propria partecipazione e i negoziatori americani ancora non hanno lasciato la Casa Bianca.

Sul fronte della Fed, invece, il mercato presta attenzione alle parole di Warsh, per capire come riuscirà a conciliare le richieste di Trump – che ha ribadito di volere tassi più bassi - con un'economia in cui l'inflazione è in aumento a causa della guerra con l'Iran, che ha fatto lievitare i prezzi della benzina. «Non sarò il burattino» di Trump, ha ribadito Warsh.

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Così, mentre si attendono sviluppi da Islamabad, il Ftse Mib di Milano chiude in calo dello 0,63%, il Cac di Parigi cede l’1,1% e il Dax di Francoforte lo 0,5%. A pesare, in particolare, è il comparto della Difesa, in calo sulle speranze di tregua in Iran.

Wall Street chiude in calo con incertezze Usa-Iran. Dj e Nasdaq a -0,59%

Wall Street chiude la seduta in territorio negativo con le incertezze legate ai negoziati tra Usa e Iran per porre fine al conflitto, all’apparenza rinviate: il Dow Jones e il Nasdaq cedono entrambi lo 0,59% e si attestano, rispettivamente, a 49.149,38 e 24.259.96 punti. In calo anche lo S&P 500, a 7.064,01 punti (-0,63%).

Gli operatori di mercato faticano ancora a scontare completamente lo scenario peggiore legato alla guerra, vista la ripresa dei titoli azionari da quasi una correzione ai massimi storici. «La guerra con l'Iran è ormai un ricordo, per il mercato», ha dichiarato a Cnbc David Wagner, responsabile azionario e gestore di portafoglio presso Aptus Capital Advisors.

L'attenzione è anche concentrata sull'udienza di Kevin Warsh, nell’ambito del processo di conferma alla guida della Federal Reserve. Warsh ha definito «errore fatale» da parte della Fed lasciar salire l'inflazione e ha detto che la Banca centrale «si attiene alle sue previsioni più a lungo del dovuto», per questo «serve cambio policy».

A Milano giù la Difesa con Leonardo in coda

Passando all'azionario, pesanti i titoli della Difesa, con Avio che azzera i guadagni e chiude a -0,05% mentre, secondo quanto dichiarato dall'ad Giulio Ranzo al Sole 24 Ore, si prepara a rinnovare il management nell'assemblea del prossimo 28 aprile e mira a consolidarsi nel mercato Usa. Vendite anche su Fincantieri (-2,9%) e Leonardo (-4,87%), che sconta anche il taglio della raccomandazione di Jefferies. Fa bene St (+0,87%) in scia alla corsa del settore tech che ha guidato i rialzi sul mercato asiatico. Acquisti su Tenaris, che termina in testa a +1,7%, ed Eni (+0,45%), con il Brent che è tornato a salire. Fuori dal paniere principale, Bf vola (+12%) e si allinea al prezzo dell'Opa volontaria di Federico Vecchioni e Sergio Dompè a 5 euro per azione.

Euro perde terreno sul dollaro, su greggio e gas

Sul valutario, l’euro perde terreno e vale 1,1748 dollari. La moneta unica scambia anche a 187,25 yen, mentre il cross dollaro/yen è a 159,4. Torna a salire il prezzo del petrolio, con il Brent scambia a 98,2 dollari al barile, in rialzo di oltre il 2% e il Wti che punta ai 90 dollari. Torna a salire anche il gas a 42 euro al megawattora (+4,2%).

«I prezzi delle materie prime continuano a riflettere un contesto di incertezza, mentre i mercati azionari si muovono su scenari più favorevoli, con gli utili destinati a rappresentare il principale fattore trainante. Con la scadenza del cessate il fuoco che incombe e la mancanza di chiarezza sui prossimi negoziati, è probabile che si registri un aumento della volatilità», commenta Anthony Willis, investment manager di Columbia Threadneedle Investments.

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Spread in rialzo, sale anche il rendimento decennale

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato a 76 punti base, in aumento rispetto ai 74 punti della chiusura della vigilia. In rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato un'ultima posizione al 3,77%, in calo rispetto al 3,72% della chiusura della vigilia.

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