Mercati

Wall Street chiude con nuovi record per S&P 500 e Nasdaq. Piazza Affari regina d'Europa

Lo stallo in Medio Oriente frena le altre Piazze Negli Stati Uniti sono stati creati più posti di lavoro del previsto e disoccupazione stabile al 4,3%. Nasdaq e S&P sono su nuovi massimi

di Chiara Di Michele e Giorgia Colucci

aggiornato ore 20:00

Borsa a metà seduta

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Borsa di Milano in controtendenza nella prima settimana di maggio con il piede sull’acceleratore a fronte di un’Europa che resta prudente in attesa degli sviluppi del conflitto fra Stati Uniti e Iran. E chiusura in rialzo per la Borsa di Wall Street: il Nasdaq ha guadagnato l’1,71%, a 26.247 punti, sulla scia del rally del titolo Intel dopo le indiscrezioni secondo cui avrebbe stetto un preaccordo con Apple per la produzione di alcuni dei chip che alimentano i suoi dispositivi. Le azioni Intel sono salite del 13%. A spiengere i listini in rialzo anche i buoni dati sul mercato del lavoro ad aprile, migliori delle attese. L’S&P ha guadagnato lo 0,81%, a 7.396 punti, il DJ sulla parità, a 49.609 punti.

Il Ftse Mib guadagna il 2,2% puntando ai 50.000 punti, ovvero, al record storico dei tempi della bolla Internet. A sostenere il listino è soprattutto il rally di Prysmian (+18,8%) sostenuto a sua volta dai record del Nasdaq oltre che dalla trimestrale.

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L’Euro Stoxx 600 chiude con un rialzo frazionale (+0,1%) mentre gli altri indici principali (Parigi, Francoforte e Madrid) si attestano sulla parità e Londra finisce in calo dell’1,4%. Da segnalare l’inversione di rotta del petrolio con un tonfo dell’11% per il Brent e dell’8,6% per il Wti, in scia alla tenuta della tregua Usa-Iran, nonostante i nuovi scontri nello Stretto di Hormuz.

Guardando all’azionario, settimana da incorniciare , come detto, per Prysmian, sull’onda della domanda legata a reti elettriche, data center e intelligenza artificiale, accompagnata dalle parole dell’ad, Massimo Battaini, sui piani di crescita organica e M&A. Sugli scudi anche Amplifon (+16,5%) premiata dai conti del trimestre e dalla guidance 2026, seguita da Diasorin (+8,9%). Bilancio positivo anche per Unicredit (+7,4%) con gli occhi puntati sulla partita Commerzbank.

Sul fronte opposto, Campari (-10,8%) archivia la settimana con la maglia nera penalizzata da vendite inferiori alle attese nel primo trimestre. Il ribasso del greggio trascina giù i petroliferi: -5% Eni, -6,6% Saipem e Tenaris. Quest'ultima ha anche risentito dei conti trimestrali con outlook prudente sul secondo trimestre, oltre che sulle novità ai vertici.

Milano invariata nell'ultima seduta della settimana

La tenuta del lavoro Usa e alcune trimestrali solide non bastano alle Borse europee, che chiudono in rosso l'ultima seduta della settimana con l’incognita mediorientale. Piazza Affari termina invariata e fanno peggio Francoforte (-1,4%) e Parigi (-1,1%).

Lo stallo tra Stati Uniti e Iran - in attesa di una risposta di Teheran sull'accordo di pace - continua a pesare sul sentiment degli investitori mentre proseguono gli scontri reciproci nello Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donald Trump ha tuttavia dichiarato che il cessate il fuoco di un mese resta in vigore. Il petrolio viaggia così senza troppi scossoni, dirigendosi verso una decisa perdita settimanale.

Corrono i petroliferi e Prysmian

Euro poco mosso. Spread in calo

Sul valutario, l’euro viaggia verso quota 1,18 dollari (da 1,177 della vigilia in chiusura). Andamento in lieve rialzo per lo spread tra BTp e Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 72, in flessione rispetto ai 75 punti della chiusura precedente. In lieve rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark.

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