Mercati

Borse, la fiammata di Intel spinge il Nasdaq. Milano -2,5% nella settimana

Un'ottava in arretramento per Piazza Affari e per le Borse europee, con le notizie altalenanti sui negoziati Usa-Iran sommate al blocco di fatto dello stretto di Hormuz. Petrolio Brent sui 104 dollari

di Enrico Miele e Ivan Torneo

La Borsa, gli indici del 24 aprile 2026

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - I nervi delle Borse europee (e degli investitori) restano a fior di pelle davanti allo stallo dei colloqui Usa-Iran, con il Vecchio Continente che non riesce a farsi contagiare né dall’ottimismo Wall Street, né dalla corsa del tech, chiudendo quasi del tutto in rosso. Con il "pendolo" della geopolitica che oscilla dal rischio escalation a nuovi negoziati, i listini appaiono delusi dalla mancanza di segnali che indichino una possibile soluzione diplomatica per il Medio Oriente e per lo stretto di Hormuz, con il Brent volatile intorno ai 104 dollari. Le Borse restano in ogni caso sensibili a ogni segnale, come testimonia il parziale recupero verso metà seduta sulla speranza di un nuovo round di colloqui fra Washington e Teheran, subito spento dalla notizia che Mohammad Bagher Ghalibaf avrebbe lasciato per disaccordi interni il ruolo di capo delegazione iraniano in vista dei negoziati a Islamabad (dove è atteso il ministro degli Esteri, Abbas Araqchi).

Borse europee in calo e wall street sui massimi: ecco i motivi della divergenza

In questo contesto, il Ftse Mib di Milano chiude in territorio negativo a -0,52%. Andamento simile per gli altri listini del Vecchio Continente: Parigi -0,8%, Francoforte -0,1%, Madrid -1,1%, con la sola Amsterdam in controtendenza a +0,6%. Nel frattempo, gli investitori si concentrano anche sui fondamentali e sull’impatto della guerra sull’economia globale e sull’inflazione, anche in vista della riunione della prossima settimana della Banca centrale europea.

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Contrastata Wall Street, corre il tech trainato da Intel

Wall Street chiude la seduta contrastata, l’S&P 500 e il Nasdaq terminano ai loro nuovi livelli record sull’imminente avvio. L’S&P 500 sale dello 0,80%, a 7.165,08 punti, mentre il Nasdaq si porta a quota 24.836,60 (+1,63%). Il Dow Jones, tuttavia, ha ceduto lo 0,16%, scivolando a 49.230,71 punti. A Wall Street gli indici principali sono da una parte trainati in positivo dal comparto tecnologico, con Intel protagonista dopo la pubblicazione di conti sopra le stime. Più debole, invece, il Dow Jones, mentre gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi geopolitici nel Golfo. Pesano le incertezze sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo chiave per circa un quinto dei flussi energetici globali prima del conflitto. Intanto l'indice di fiducia dei consumatori Usa è sceso a 49,8 ad aprile rispetto a 53,3 di marzo, secondo i dati definitivi della University of Michigan (previsto a 46,1). I mercati d'Oltreoceano sono reduci da una vigilia in negativo, con Dow Jones e S&P 500 ieri in calo dello 0,4% circa, e il Nasdaq a -0,9%. Al contrario, oggi vola il produttore di chip Intel, come dicevamo dopo conti sopra le attese, con un miglioramento della guidance sulla domanda di Cpu, sulla scia anche dei rialzi di Texas Instruments della vigilia, su cui oggi pesano alcune prese di beneficio. In volata anche il titolo un altro produttore di semiconduttori, Amd, che ha toccato rialzi fino a oltre il 10%.

Milano -2,5% nella settimana dello stallo Usa-Iran

Il continuo stop and go nei negoziati tra Usa Iran, sommato al blocco di fatto dello stretto di Hormuz, riporta indietro le lancette dell’orologio per i mercati europei, che chiudono la settimana tutti con pesanti passivi. La peggiore è la Borsa di Madrid, che nel bilancio delle cinque sedute perde il 4,3%. Sul podio dei peggiori seguono Parigi (-3,2%) e Londra (-2,7%). In rosso anche Milano (-2,5%) e Francoforte (-2,3%). Da notare il diverso trend di Wall Street che, mentre manca ancora l’ultima seduta, registra +1,3% settimanale sul Nasdaq e +0,5% per lo S&P 500. Le tensioni geopolitiche continuano a far sentire i loro effetti sul fronte energetico, come testimonia la corsa delle ultime giornate del Brent (+13,2%), del Wti (+13,6%) e del gas naturale (+14,2%).

A Piazza Affari, a soffrire sono state in particolare le banche (-7,2% il sottoindice del comparto) ma, stringendo lo sguardo sui singoli titoli, non mancano nell'ultima settimana le performance con rialzi in doppia cifra: brilla, ad esempio, il tech dell’italo-francese St (+16,5%) in scia ai conti, assieme a Saipem (+12%) grazie al rally delle quotazioni del greggio. In scia c'è anche Tenaris (+9,7%). Vendite all’opposto su Avio e Fincantieri (entrambe a -11,7%) e UniCredit (-10,9%), protagonista della salita a sorpresa nel capitale della compagnia Generali.

A Piazza Affari venerdì giù difesa e lusso

A Piazza Affari a tenere banco è anche oggi la stagione delle trimestrali. In primo piano i conti di Eni (-1,1%), che ha presentato conti con un utile adj di 1,3 miliardi, incrementato il piano di buyback di circa il 90% a 2,8 miliardi. Bene gli altri petroliferi, con Saipem (+2,7%) e Tenaris (+0,5%). Gli investitori guardano poi ancora a St (+1,3%), ancora brillante a seguito del rally post-conti della vigilia. Acquisti su Prysmian (+4%) in parte spinta dai riflessi positivi del tech internazionale, incoraggiato dalla taiwanese Tsmc e dai conti di Intel insieme a tutto il comparto tech europeo. In coda spicca la difesa, con Avio (-7,1%), Fincantieri (-4,6%) e Leonardo (-3%) insieme al settore europeo e in scia ai possibili spiragli di de-escalation in Medio Oriente. Debole anche Stellantis (-4,9%), oltre al lusso con Cucinelli (-1,9%) e Moncler (-1,3%).

La Borsa in 1 minuto

Euro/dollaro a 1,17, petrolio volatile

Sul valutario, il cambio euro/dollaro in lieve rialzo sopra quota 1,17 dollari. Anchel bitcoin sale leggermente, intorno ai 78.000 dollari. Poco mosso l’oro, che risale sopra i 4.700 dollari l’oncia nel contratto spot. Petrolio Brent con scadenza giugno segna di nuovo un lieve ribasso sotto i 105 dollari al barile, mentre il Wti di pari scadenza registra un calo a circa 94 dollari al barile. Stabile il gas Ttf ad Amsterdam, che si attesta a quota 44 euro al megawattora.

Spread in rialzo a 79 punti

Chiusura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il pari scadenza tedesco si è attestato a 79 punti dai 78 punti della vigilia. Sale anche il rendimento sulla scadenza decennale benchmark italiana che a fine seduta vale il 3,80% dal 3,78% della chiusura di ieri.

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