Borsa, le speranze di pace spingono Milano (+1,4%) sopra la quota record di 48.000. WS +0,66%
In calo i prezzi del petrolio, Brent e Wti restano sotto i 100 dollari. Trimestrali sotto i riflettori in Europa e Stati Uniti: a Wall Street Blackrock sale dopo aver battuto le attese, deboli Jp Morgan e Wells Fargo. Vendite sul dollaro, l'euro riaggancia quota 1,18
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La via diplomatica per la fine della guerra tra Stati Uniti e Iran non appare chiusa e questo alimenta sui mercati le speranze di una pace in arrivo. Potrebbe riassumersi così la seduta sull'azionario globale, in cui prevale un clima di risk-on nonostante il fallimento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran nel fine settimana in Pakistan. Ma la discesa in campo della Cina e la possibilità che le delegazioni riprendano i colloqui prima della scadenza della tregua, insieme alle dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump, secondo il quale l'Iran vorrebbe un accordo, bastano agli investitori per far prevalere l'ottimismo su una de-escalation imminente.
Mentre lo stretto di Hormuz resta chiuso, aumentano i segnali di volontà di distensione da parte sia dell'Iran che degli Usa. Così le Borse europee archiviano una seduta in solido rialzo (il Ftse Mib mette a segno un bel +1,36% superando la quota record di 48.000 punti, Parigi chiude in rialzo dell'1,1%, Francoforte dell'1,2% e Madrid dell'1,5%.) ed è in positivo anche Wall Street, con il rendimento dei Treasury a dieci anni in lieve calo sotto il 4,3%, il petrolio si muove al di sotto dei 100 dollari al barile e il dollaro perde il suo ruolo di bene rifugio. In questo contesto, resta ovviamente l'incognita sugli effetti della guerra sull'economia reale, con l'Fmi che ha rivisto le sue previsioni di crescita globale, ipotizzando diversi scenari per la fine della guerra e la presidente della Bce, Christine Lagarde, che dipinge uno scenario di totale incertezza sul futuro della politica monetaria della Bce.
Geopolitica a parte, gli operatori tengono d'occhio i numeri aziendali, con la stagione delle trimestrali appena iniziata sia negli States, sia in Europa, che tiene banco.
Anche Wall Street in rialzo con le trimestrali sotto i riflettori
Indici in rialzo anche a Wall Street, grazie all'ottimismo sulla possibilità di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Alla vigilia, l'S&P 500 aveva già cancellato le perdite registrate dall'inizio della guerra, con un guadagno dell'1%. Inoltre, i prezzi alla produzione di marzo, un dato importante sull'inflazione, sono aumentati meno del previsto, nonostante il conflitto: il rialzo annuale è stato del 4%, comunque ai massimi dal febbraio 2023, ma inferiore al 4,4% del consensus. In chiusura, il Dow Jones sale dello 0,66% a 48.535,81 punti, il Nasdaq avanza dell’1,96% a 23.639,09 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell’1,18% a 6.967,40 punti.
Sull'azionario, in evidenza i titoli delle banche, dopo le trimestrali: il titolo di Citigroup è in netto rialzo, dopo conti sopra le attese. Nonostante una trimestrale positiva, il titolo di JPMorgan Chase cede terreno dato che la banca ha rivisto al ribasso le previsioni sul margine di interesse netto. Il titolo di Wells Fargo & Co è pesante dopo una trimestrale debole mentre Blackrock sale dopo aver battuto le attese del mercato. Nella seduta di lunedì era stata Goldman Sachs ad annunciare utili record nel primo trimestre 2026, con i titoli, però, sotto pressione a causa dei timori legati all'esposizione della banca verso il private debt.




