Bitcoin sotto 10mila dollari: -50% in un mese. Chiude una piattaforma
di Pierangelo Soldavini
3' di lettura
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Prosegue lo scivolone del bitcoin, tornato stamane a quota 10.000 dollari, il livello di inizio dicembre, che traina al ribasso tutte le altre maggiori criptovalute che mettono a segni ribassi consistenti. L’intero comparto è crollato a una capitalizzazione complessiva inferiore ai 480 miliardi di dollari, rispetto agli 800 miliardi di inizio gennaio.
Il bitcoin è scambiato attualmente a 10.200-10.300 dollari, con un ulteriore calo del 15% sulla giornata: questo livello rappresenta di fatto un crollo del 50% rispetto al picco vicino a quota 20.000 dollari toccato giusto a metà dicembre.
Sul mercato continuano ad avere effetto le attese di una nuova stretta sul mondo delle criptovalute in Cina, dove peraltro l’operatività è già molto ridotta dopo la chiusura degli exchange locali e il bando per le Ico, e in Corea del Sud, mercato che ha contribuito negli ultimi tempi a sostenere le quotazioni, dove il Governo si appresta a prendere misure per regolamentare e rendere obbligatoria l’identificazione degli investitori o anche a chiudere gli exchange. Il timore è che i provvedimenti possano rappresentare un preludio di una tendenza alla regolamentazione di un mercato che per sua natura è allergico alle regole e alla centralizzazione. Il tema sarà dibattuto al G20 di marzo.
Intanto è da segnalare la chiusura improvvisa di Bitconnect, piattaforma piuttosto conosciuta anche in Italia, ma molto chiacchierata, di prestito su criptovalute, che ha annunciato la cessazione immediata delle proprie attività. La piattaforma, di cui non si conoscono gestori o proprietari, era accusata di essere in sostanza al centro di uno schema Ponzi: a farne le spese sarebbero stati gli ultimi arrivati.
Criptovalute in caduta
Oltre al bitcoin sono tutte le altre criptovalute ad accusare pesanti ribassi, tanto più che molte tra le maggiori hanno toccato i loro picchi proprio a inizio gennaio. Ne è un esenpio Ethereum, la seconda valuta per capitalizzazione, che sabato scorso ha messo a segno il suo record a quota 1.420 dollari, dopo aver rotto la soglia dei 1.000 a inizio anno, e che adesso è piombato a 900 dollari, con un crollo di quasi il 40% in neanche cinque giorni.


