«Banche, con la crisi il divario Usa-Europa si allargherà ancora»
Lorenzo Bini Smaghi: «Le dimensioni consentiranno ai colossi statunitensi di assorbire meglio lo shock. Questa fase è l'occasione per promuovere un vero mercato unico dei capitali»
di Alessandro Graziani
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«Il divario tra grandi banche Usa ed europee è destinato ad aumentare. In entrambi i continenti si prospetta un calo della redditività, ma le dimensioni consentiranno ai colossi statunitensi di assorbire meglio e più rapidamente lo shock economico. In Europa servono grandi banche, ma temo che le aggregazioni paneuropee purtroppo per un po’ di tempo saranno impossibili. Sia per il calo della redditività, e quindi per la crescente difficoltà ad attrarre capitali privati. Sia perché, essendo diventate strumento di politica economica, è difficile che gli Stati rinuncino proprio in questa fase ad avere banche nazionali».
Lorenzo Bini Smaghi, economista e banchiere, è stato membro del consiglio direttivo della Bce ed è attualmente presidente della banca francese Société Générale. In questa intervista al Sole 24 Ore sostiene che la crisi economica scatenata dal Coronavirus possa essere sfruttata dall’Europa come un’occasione per accelerare nel processo di integrazione.
«Il Mes e il progetto di Recovery Fund rappresentano una svolta», commenta l’economista che giudica positivamente l’operato di Bce e «sbagliata e incoerente con i Trattati la sentenza della Corte Costituzionale tedesca». Quanto alle banche europee, si preannuncia un periodo difficile e Bini Smaghi auspica che la crisi rappresenti «l’occasione per promuovere un vero mercato unico dei capitali».
Partiamo proprio dalle banche. Vede il rischio di nuove nazionalizzazioni nel settore bancario? E il temporaneo ruolo pubblico degli istituti di credito andrà a danno degli azionisti privati?
Mi auguro di no, anche perché la nazionalizzazione delle banche va contro l’idea del mercato unico europeo. Tuttavia, il rischio non può essere escluso, dato il calo di redditività del sistema bancario, che si accentuerà per effetto della crisi e dei vincoli regolamentari. Se si accentua il ruolo di utility “pubblica”, le banche diventeranno ancora meno attraenti per gli investitori privati.



