Biesse punta a crescere nel business dei servizi e a fare leva sul digitale
Meccanica. Il gruppo spinge le vendite dei sistemi, cioè macchine collegate tra loro. Il rischio di esecuzione nell'integrazione della neoacquisita Forvet
di Vittorio Carlini
5' di lettura
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I punti chiave
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Da un lato aumentare i ricavi da servizi. Dall’altro incrementare il fatturato dei Sistemi, cioè delle macchine non vendute singolarmente ma collegate e interconnesse tra di loro. Poi: spingere la digitalizzazione e informatizzazione dell’azienda. Ancora: integrare la neoacquisita Forvet. Sono tra le priorità di Biesse, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici finanziari, a sostegno del business.
Le divisioni
Già, il business. Questo, al 30 settembre scorso, è contraddistinto dalla seguente ripartizione dei ricavi: il segmento Macchine e Sistemi incide per il 90,9%; la Meccatronica, invece, genera il 13,4% del fatturato. Le elisioni tra i due segmenti, infine, valgono il 4,3%. Si tratta di una fotografia che, al netto della volontà di crescere in valore assoluto in entrambe le aree, cambia nel medio periodo? La risposta è negativa. Cioè: il peso dei due segmenti operativi dovrebbe mantenersi tale. Questo, però, non esclude cambiamenti del mix all’interno dell’area Macchine e Sistemi. In particolare dovrebbe mutare l’incidenza di quest’ultimi. Attualmente i Sistemi pesano meno del 20% del fatturato. Nel medio periodo potrebbero arrivare oltre il 25%. Vale a dire: Biesse punta ad incrementare le vendite di macchine integrate ed interconnesse tra loro. In primis perché, così, aumenta la fidelizzazione del cliente. Poi perché, da un lato, possono offrirsi maggiori servizi; e, dall’altro, la marginalità dei Sistemi è più alta delle soluzioni stand-alone. Infine perché, coerentemente con la strategia del gruppo di posizionarsi su prodotti alto di fascia, si tratta di soluzioni maggiormente sofisticate.
Le acquisizioni
A ben vedere proprio il recente shopping di Forvet, per un valore di circa 41 milioni, rientra nella strategia indicata. La neoacquisita, che consente di ampliare l’offerta di Biesse nelle macchine per la lavorazione del vetro, ha tra i suoi punti di forza la vendita di Sistemi. L’operazione, quindi, contribuirà a spingere l’incidenza dei ricavi legati a macchine collegate ed interconesse. Al di là della mossa su Forvet, la crescita per linee esterne comunque prosegue. Il gruppo, nello shopping, punta a perseguire almeno uno dei due seguenti obiettivi. Il primo è quello di ampliare il portafoglio dei prodotti in un settore dovè già è presente. Un esempio? L’aggiunta di nuovi processi tecnologici nel comparto del legno. Il secondo, invece, è lo sviluppo dell’offerta dei Sistemi in comparti dove la sua presenza è marginale. Tra gli altri può pensarsi al settore delle plastiche o dei metalli. In generale il potenziale target è rappresentato da aziende di piccole-medie dimensioni (fino a 50 milioni di ricavi) e già redditizie. Cioè: sono esclusi i turnaround. Rispetto, invece, al tesoretto da utilizzare nell’M&A da una parte va ricordato l’approccio prudente della società; e, dall’altra, il fatto che al 30/9/2021 la Posizione finanziaria netta è migliorata ed è positiva per 113,88 milioni (cui, però, devono sottrarsi i 41 milioni legati all’operazione su Forvet). Ciò considerato, sottolinea Biesse, bisogna inoltre rimarcare l’esistenza di oltre 125 milioni di linee di credito committed. Insomma: a fronte di un simile contesto il gruppo indica di avere una posizione finanziaria solida al fine, per l’appunto, di sostenere l’ulteriore strategia nelle acquisizioni.
L’execution risk
Tutto rose e fiori, quindi? La realtà è più complicata. Il risparmiatore, ritornando allo shopping di Forvet, sottolinea un rischio che ogni aggregazione porta con sé: quello d’esecuzione. Un’alea che può incidere sul business del gruppo, ad esempio implicando la diluizione dei margini.
Biesse rigetta la preoccupazione. La società ricorda che Forvet è un’azienda altamente redditizia. Certo: avendo una struttura snella, dovranno essere affrontati dei costi per il rafforzamento della sua organizzazione. Ciò detto tuttavia, viene indicato, la neoacquisita potrà sfruttare, a livello di volumi, la più ampia rete commerciale di Biesse. In un simile contesto, afferma sempre la società, da una parte l’Ebitda margin di Forvet potrà momentaneamente scendere per poi risalire (seppure non sui livelli pre-acquisizione); e, dall’altra, il rapporto tra Mol e ricavi dell’intero gruppo non subirà alcuna diluizione, anzi ne trarrà beneficio.


