Tech

Bezos: «L’intelligenza artificiale? Una bolla industriale, ma può essere positiva»

Il fondatore di Amazon all’Italian Tech Week di Torino: «L’AI è reale e cambierà ogni settore. Viviamo in un’età dell’oro, c’è motivo per essere ottimisti»

di Stefania Arcudi

JEFF BEZOS FONDATORE AMAZON

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Tecnologia di rottura con applicazioni in tutti i campi, una sfida da affrontare e un’occasione da cogliere: l’intelligenza artificiale è qui per restare. Ma se fosse una bolla, come è stata quella di internet 25 anni fa? A lanciare il sasso è stato il fondatore di Amazon, Jeff Bezos: «L’AI è reale e cambierà ogni settore. Viviamo in un’età dell’oro, c’è motivo per essere ottimisti. Non c’è mai stato un momento migliore per essere imprenditori e per avviare una start up», ha detto dal palco dell’Italian Tech Week, alle OGR di Torino. Tuttavia - ha spiegato - quando le persone si entusiasmano molto, ogni “esperimento” trova finanziamenti, rendendo difficile per gli investitori distinguere una buona idea da una cattiva.

Il rischio

E così, nasce il rischio-bolla: «Questa dell’AI è una sorta di bolla industriale, diversa da quelle finanziarie. Le bolle industriali non sono così dannose: possono rivelarsi positive, perché quando la polvere si posa e si vede chi sono i vincitori, la società beneficia di quelle invenzioni», ha detto Bezos, in un dialogo con John Elkann, Ceo di Exor, che con la piattaforma di investimento early-stage Vento ha organizzato la tech conference, dove sono passati più di 15.000 imprenditori, investitori e innovatori, oltre a voci autorevoli come quella della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il Cto di Microsoft Kevin Scott, il Ceo di Sap Christian Klein e il numero uno di Goldman Sachs, David Solomon.

Loading...

La cautela di Elkann

Ed è stato proprio Elkann a predicare cautela: «La bolla di internet ha somiglianze con l’AI. Se torniamo indietro di 25 anni, quando internet era in ascesa, nessuno avrebbe potuto prevedere i benefici industriali che ne sarebbero derivati. Il mio istinto è essere cauto», comunque «restando estremamente ottimista sul fatto che le conseguenze sociali e i benefici dell’intelligenza artificiale siano concreti e fatti per restare», proprio come è successo con internet. Per questo, secondo Elkann, «è importante distinguere le bolle speculative e le loro possibili conseguenze dal contesto reale di lungo periodo. Perché, se guardiamo all’AI in modo analogo a internet o all’elettricità, vediamo che è destinata a diffondersi in modo capillare».

Von der Leyen: «Cambiare marcia in Europa»

La parola d’ordine è dunque ottimismo, come ha spiegato von der Leyen, chiarendo che però occorre «cambiare marcia in Europa», per evitare di restare indietro in una competizione che «è solo all’inizio». E bisogna lavorare per evitare che grandi talenti che si trovano in Europa, e in Italia, non fuggano altrove: «Voglio che l’Europa migliore scelga l’Europa. E voglio che il futuro dell’intelligenza artificiale sia scritto in Europa», ha detto la presidente. Vero è che gli ostacoli sono numerosi, in primis la mancanza di finanziamenti e la lentezza con cui le nuove tecnologie si diffondono. Ma la rotta si può invertire: «In Europa i capitali non mancano. Il risparmio delle famiglie europee raggiunge quasi 1.400 miliardi di euro, a fronte di poco più di 800 miliardi negli Stati Uniti. Quello che manca è il capitale di rischio e l’equity», ha detto von der Leyen, anticipando che «la prossima settimana presenteremo una strategia per l’AI applicata, che si basa su un principio semplice ma rivoluzionario: l’AI al primo posto».

L’Europa, dunque, può vincere la sfida dell’AI: «Si dice che ci sono troppe regole, ma quelle ci sono ovunque. L’Europa ha tutti gli ingredienti necessari per essere dinamica dal punto di vista imprenditoriale e avere un enorme successo», ha detto Bezos.

E il futuro? È nello spazio. «Entro la prima settimana di novembre lanceremo il nostro veicolo New Glenn. Stiamo costruendo un lander lunare che atterrerà sulla Luna tra pochi anni», ha detto Bezos, che ha anche previsto che entro vent’anni l’umanità inizierà a costruire grandi data center nello spazio alimentati dall’energia solare.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti