Berkshire Hathaway: così funziona la fabbrica dei soldi di Warren Buffet
Utili boom da polizze. Più margini da investimenti in Treasury e plusvalenze nell’azionario. Il rischio recessione sulle attività cicliche del gruppo
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Da un lato la nota - in particolare per il focus dei media - disponibilità in cassa ed equivalenti. Dall’altro, il fatto che il motore della redditività è il business assicurativo. Il tutto con il titolo in Borsa che - finora - ha resistito piuttosto bene al recente tonfo di Wall Street. Così può fotografarsi lo stato dell’arte di Berkshire Hathaway, la honding creata da uno dei più grandi investitori statunitensi: Warren Buffet.
I dati di conto economico
La conglomerata, proprio di recente, ha pubblicato i dati dell’intero 2024. Come sempre accade, tra le molteplici tabelle ce ne è una più interessante delle altre. In questo caso si tratta dello spaccato - per divisione - dei cosiddetti Operating earnings. Vale a dire: la redditività operativa post svalutazioni, ammortamenti e tasse (senza considerare, quindi, investimenti finanziari ed interessi passivi) riconosciuta agli azioni della società. Ebbene: dal grafico salta fuori che la maggiore contribuzione ai profitti - al di là dell’attività d’investimento (vedere box sotto i grafici) - arriva dal settore assicurativo i cui operating earnings si sono assestati a 9,02 miliardi di dollari (+66,17%). L’incremento è la conseguenza - in particolare - della crescita della profittabilità di Geico. Quest’ultima ha raggiunto 7,81 miliardi nel cosiddetto utile di sottoscrizione. Cioè: la differenza tra premi assicurativi incassati e costi sostenuti per pagare sinistri e spese operative. Il risultato è stato raggiunto in che modo? La compagnia statunitense, attiva nel settore auto, ha dapprima sfruttato gli aumenti tariffari che hanno comportato la salita (+7,8%) del premio medio per polizza. Inoltre, il business è stato agevolato dalla riduzione della frequenza dei sinistri. Senza dimenticare, infine, l’incremento dell’efficienza operativa che ha implicato la riduzione dei costi.
Il mondo delle riassicurazioni
La stessa attività riassicurativa, poi, ha dato una mano. Berkshire Hathaway Reinsurance Group ha registrato - sempre nel 2024- 2,73 miliardi di utili di sottoscrizione (erano stati 1,9 miliardi due anni fa). In questo caso - tra le altre cose- la divisione è stata sostenuta dal calo delle passività sui sinistri passati e dal miglioramento - nel ramo danni - del “loss ratio” (rapporto tra sinistri e premi incassati). Non positiva, invece, la dinamica di Berkshire Hathaway Primary Group. Quest’ultima - cui vengono ricondotte una serie di compagnie assicurative gestite in maniera indipendente ed attive principalmente negli Stati Uniti - è stata caratterizzata da utili di sottoscrizione pari a 855 milioni. Il dato, che rappresenta un calo del 35,4% rispetto ai 1,37 miliari di dollari realizzati nel 2023, è la conseguenza di un mix di fattori. Tra gli altri: la salita (+12,8%) delle perdite e spese di liquidazione dei sinistri e l’impatto delle richieste di risarcimento per eventi catastrofali.
I tornado
Già, gli eventi catastrofali. Quest’ultimi, in maniera trasversale al settore assicurativo della holding, hanno inciso sui conti. Le perdite complessive, nel 2024, sono state intorno oltre 1 miliardo. Si tratta di danni (non in senso tecnico) dovuti - soprattutto - ad eventi stremi quali gli uragani Milton ed Helene. Ciononostante, simili fatti - unitamente all’aumento della gravità media dei sinistri nel 2024 rispetto al 2023 - sono stati più che contro bilanciati dalla forza complessiva del business. Soprattutto, in quel di Geico. Da qui l’espansione della reddività del settore assicurativo in generale che ha anche contribuito a sostenere il titolo in Borsa.
Il trasporto ferroviario
Ma non è solamente questione di polizze. Altra parte importante dell’attività di Berkshire Hathaway è legata al trasporto ferroviario. La holding possiede Bnfs Railway. Su questo fronte il trend della redditività non è stato positivo: gli Operating earnings sono scesi dell’ 1,1%. Perché? La risposta è articolata. Gli esperti rimarcano che - nonostante l’aumento dei volumi movimentati - c’è stata la discesa delle entrate tariffarie (prezzo pagato il trasporto dei prodotti) in scia ad un duplice fattore. Il primo sono le minori sovratasse sui carburanti applicate ai clienti/utenti. Il secondo, invece, consiste nel cambiamento del mix di merci trasportate: è crollata, a fronte del maggiore utilizzo di gas, la domanda di carbone che - nel business su rotaia - garantisce margini più alti. Non solo. La redditività è stata schiacciata anche dal rinnovo del contratto collettivo di lavoro che ha comportato maggiori oneri operativi. In un simile scenario la profittabilità di Bnfs ha rallentato.



