Beach club, ecco i 10 trend che cambiano la ristorazione in spiaggia
Dalla colazione al delivery per gli yatch, le nuove tendenze secondo gli autori della guida ai migliori beach club d’Italia
6' di lettura
6' di lettura
Doppia incoronazione per i migliori Beach Club dell’estate italiana: Alpemare a Forte dei Marmi e Lido Villeggiatura a Taormina, due strutture simbolo dell’eccellenza balneare. A fare da cornice all’annuncio, la presentazione ufficiale della seconda edizione della Guida ai migliori beach club d’Italia (Morellini Editore), firmata da Andrea Guolo e Tiziana Di Masi.
«In questa edizione compaiono circa 300 stabilimenti (su oltre 7mila attivi in Italia), da noi visitati e recensiti, che rappresentano le eccellenze italiane dei beach club. Questo è il frutto di due estati trascorse viaggiando lungo la costa italiana, da Trieste a Ventimiglia (con oltre 9 mila km di viaggio), per andare alla scoperta di quelle che consideriamo come vere e proprie “destinazioni turistiche”, strutture che sono in grado di attrarre il turismo nazionale e internazionale esattamente come gli hotel, i ristoranti e gli altri luoghi di attrazione», raccontano Guolo e Di Masi.
«Il settore è in rapida evoluzione, anche per effetto della Bolkestein che in alcune regioni d’Italia è già stata applicata e con risultati importanti dal punto di vista degli investimenti e delle garanzie per chi li effettua. Abbiamo creato la prima e unica guida al mondo sui beach club con parametri che comprendono, nella valutazione, tutti i principali aspetti che vengono normalmente attribuiti a ristoranti e hotel: location, design, servizi e qualità, ristorazione, beverage e mood».
Abbiamo individuato con i due autori i 10 trend che stanno cambiando il modo di vivere il food&beverage in spiaggia:
1. Gestioni separate tra beach club e ristorante
I clienti esigono un livello di servizio sempre più alto, dalla spiaggia al beach restaurant, e non sono più disposti a lunghe attese per il pranzo. Di conseguenza, chi nasce balneare inizia a prendere in considerazione l’idea di cedere all’esterno la gestione della ristorazione, che è un mestiere diverso e complicato. E i professionisti della ristorazione, disponendo anche di personale stabile che può essere spostato in spiaggia durante il periodo estivo, riescono a gestire meglio i picchi di domanda e i tempi di servizio. Naturalmente, la dimensione delle cucine deve essere adeguata ai flussi previsti, perché a oggi spesso gli spazi sono inadeguati e il servizio tende a entrare in affanno. In prospettiva, arriveranno nuovi gruppi di ristorazione, anche i più blasonati, nelle spiagge italiane, seguendo l’esempio di successo di realtà quali Langosteria.











