Risiko bancario

Bbva e UniCredit, gemelli diversi: anche l’Ops su Sabadell al vaglio del Governo

L’offerta di Bbva su Sabadell ha tante analogie con quella di UniCredit su BancoBpm: dopo i rilievi dell’Antitrust, ora faro del Governo spagnolo

di Alessandro Graziani

3' di lettura

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L’Ops lanciata in Spagna da Bbva su Banco Sabadell, operazione “gemella” per molti aspetti di quella italiana di UniCredit su BancoBpm, si appresta a valicare la dura vetta del Golden Power del Governo di Madrid. E non sarà una passeggiata, se l’esecutivo iberico manterrà fede anche nella decisione formale alle roboanti dichiarazioni di netta contrarietà all’operazione rilasciate finora.

Il lancio dell’Ops del Bbva, colosso bancario spagnolo con una market cap di circa 72 miliardi di euro, sul più piccolo Banco Sabadell (14 miliardi) risale ormai a quasi un anno fa. Il percorso autorizzativo a livello europeo è stato rapido. Ma non quello dell’Antitrust spagnola, che si è presa tutto il tempo istruttorio necessario per prolungare il suo esame del deal portandolo fino alla fase 2. Fase che richiede un esame più approfondito dell’operazione ai fini della concorrenza interna ma che rappresenta anche lo step necessario affinché il Governo spagnolo abbia l’ultima parola sul via libera all’operazione.

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In caso di screening approfondito dell’Antitrust, infatti, una legge iberica (approvata ai tempi dell’esecutivo di centrodestra guidato da Mariano Rajoy), delega alla Moncloa la facoltà di approvare la fusione tra due banche. Il Governo non può bloccare l’acquisizione, ma può impedire – in nome dell’interesse strategico nazionale – l’aggregazione tra le due entità. Una eventuale bocciatura della fusione o l’introduzione di condizionalità potrebbero far recedere Bbva dall’acquisizione poiché, senza fusione, verrebbero meno gran parte delle sinergie ipotizzate rendendo il deal meno vantaggioso economicamente. La riunione finale della commissione Antitrust era convocata per ieri ma è stata sospesa, in corso d’opera, a causa del blackout elettrico che ha colpito l’intero Paese. Già domani l’Authority dovrebbe tornare a riunirsi per dare il suo via libera condizionato.

Dopo l’ok condizionato dell’Antitrust iberico, la procedura prevede che il dossier venga trasmesso al ministero dell’Economia che avrà 15 giorni di tempo per decidere se trasferire la questione al Consiglio dei Ministri. In caso ciò avvenga, il Governo avrà un mese di tempo per decidere se approvare, bocciare o condizionare il progetto di fusione. Se la procedura richiederà il tempo massimo a disposizione, la scelta della Moncloa potrebbe arrivare dunque a metà giugno.

La contrarietà dei Governi spagnolo e italiano non è l’unico elemento in comune alle due Ops ostili che paiono viaggiare su binari paralleli e che, per molti versi, sono gemelle.

Lo sono per status e dimensioni sia delle banche aggregatrici che di quelle che tentano di sfuggire alla fusione. In Spagna il Bbva è il secondo gruppo per capitalizzazione di mercato (circa 72 miliardi di euro) alle spalle del leader Santander (99 miliardi). Analogamente UniCredit è la seconda banca italiana per valore di Borsa (80 miliardi) dietro alla leader Intesa Sanpaolo (83 miliardi).

Il valore di mercato delle due prede è simile ed è compreso tra 14 e 15 miliardi. Non è l’unica analogia. Entrambe le banche target sono ambite perché ben radicate nelle aree più ricche dei due Paesi: il Sabadell in Catalogna, il BancoBpm nel nord Italia e in particolare in Lombardia e Veneto.

E ancora: entrambe le acquisizioni, se andassero in porto, definirebbero una sistemazione quasi definitiva dell’assetto competitivo nei sistemi bancari di Spagna e Italia. Il Governo di Madrid, tramite il ministero dell’Economia, ha più volte dichiarato di essere contrario alla fusione tra Bbva e Sabadell proprio per il rischio che in Spagna si crei un oligopolio bancario a danno dei clienti. Il Bbva sostiene invece che le sovrapposizioni territoriali siano inferiori alle soglie Antitrust. Altro elemento contestato dal Governo iberico è la distruzione di posti di lavoro che la fusione farebbe emergere, più che a livello delle due reti di filiali, nelle strutture di direzione generale. Difesa della concorrenza e dei livelli occupazionali paiono, dunque, essere i due pilastri dell’opposizione del Governo spagnolo per cercare di arginare l’espansionismo di Bbva.

Tra le contestazioni all’Ops di Bbva ce n’è anche un’altra analoga a quella che il Governo italiano imputa a UniCredit nel suo tentativo di Ops su BancoBpm. In Spagna, finora più da parte dei vertici di Sabadell che del Governo, è scattata l’allerta per i rischi che la presenza internazionale di Bbva potrebbe esportare in Sabadell. In particolare, secondo le critiche locali, i pericoli arriverebbero dalla maxi-esposizione all’economia messicana, giudicata claudicante dopo l’arrivo alla presidenza Usa di Donald Trump. Pur se in un contesto geopolitico diverso, timori analoghi hanno portato il Governo di Roma ad avvalersi del Golden Power giustificandolo anche con i rischi esteri che il gruppo guidato dal ceo Andrea Orcel apporterebbero in BancoBpm. In questo caso non si parla di Messico come per Bbva, ma di Russia: Paese in cui UniCredit è ancora presente, malgrado le sollecitazioni ricevute da Bce ad uscirne.

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