Bbva e UniCredit, gemelli diversi: anche l’Ops su Sabadell al vaglio del Governo
L’offerta di Bbva su Sabadell ha tante analogie con quella di UniCredit su BancoBpm: dopo i rilievi dell’Antitrust, ora faro del Governo spagnolo
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L’Ops lanciata in Spagna da Bbva su Banco Sabadell, operazione “gemella” per molti aspetti di quella italiana di UniCredit su BancoBpm, si appresta a valicare la dura vetta del Golden Power del Governo di Madrid. E non sarà una passeggiata, se l’esecutivo iberico manterrà fede anche nella decisione formale alle roboanti dichiarazioni di netta contrarietà all’operazione rilasciate finora.
Il lancio dell’Ops del Bbva, colosso bancario spagnolo con una market cap di circa 72 miliardi di euro, sul più piccolo Banco Sabadell (14 miliardi) risale ormai a quasi un anno fa. Il percorso autorizzativo a livello europeo è stato rapido. Ma non quello dell’Antitrust spagnola, che si è presa tutto il tempo istruttorio necessario per prolungare il suo esame del deal portandolo fino alla fase 2. Fase che richiede un esame più approfondito dell’operazione ai fini della concorrenza interna ma che rappresenta anche lo step necessario affinché il Governo spagnolo abbia l’ultima parola sul via libera all’operazione.
In caso di screening approfondito dell’Antitrust, infatti, una legge iberica (approvata ai tempi dell’esecutivo di centrodestra guidato da Mariano Rajoy), delega alla Moncloa la facoltà di approvare la fusione tra due banche. Il Governo non può bloccare l’acquisizione, ma può impedire – in nome dell’interesse strategico nazionale – l’aggregazione tra le due entità. Una eventuale bocciatura della fusione o l’introduzione di condizionalità potrebbero far recedere Bbva dall’acquisizione poiché, senza fusione, verrebbero meno gran parte delle sinergie ipotizzate rendendo il deal meno vantaggioso economicamente. La riunione finale della commissione Antitrust era convocata per ieri ma è stata sospesa, in corso d’opera, a causa del blackout elettrico che ha colpito l’intero Paese. Già domani l’Authority dovrebbe tornare a riunirsi per dare il suo via libera condizionato.
Dopo l’ok condizionato dell’Antitrust iberico, la procedura prevede che il dossier venga trasmesso al ministero dell’Economia che avrà 15 giorni di tempo per decidere se trasferire la questione al Consiglio dei Ministri. In caso ciò avvenga, il Governo avrà un mese di tempo per decidere se approvare, bocciare o condizionare il progetto di fusione. Se la procedura richiederà il tempo massimo a disposizione, la scelta della Moncloa potrebbe arrivare dunque a metà giugno.
La contrarietà dei Governi spagnolo e italiano non è l’unico elemento in comune alle due Ops ostili che paiono viaggiare su binari paralleli e che, per molti versi, sono gemelle.


