BB Biotech riordina il portafoglio: più mid cap di nuova generazione
Il fondo chiuso ribilancia gli investimenti su Pmi che sviluppano ricerca di frontiera su cancro e genetica. In Borsa il settore è volatile: pesa l’anno preelettorale negli Usa. Per il gruppo il comparto non è sopravvalutato
di Vittorio Carlini
5' di lettura
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La frontiera tecnologica. È uno dei focus di BB Biotech nella sua strategia d’investimento. Il fondo chiuso, quotato a Piazza Affari, Zurigo e Francoforte, cerca sempre aziende in grado di fornire soluzioni innovative che possano successivamente trasformarsi in validi farmaci.
È il caso, ad esempio, della nuova posizione in portafoglio che riguarda Arvina. Quest’ultima è una biotech concentrata nella ricerca di nuove terapie di degradazione delle proteine contro varie forme di cancro e di altre malattie difficili da curare. In parole semplici, e senza pretesa di esaustività, il meccanismo punta a sfruttare l’attività dei proteosomi delle cellule i quali degradano le proteine presenti nelle cellula stessa. Ebbene la soluzione di Arvina, ancora in fase di sperimentazione, è realizzare delle molecole bifunzionali: queste da un lato attaccano le proteine patogene, dall’altro “avvicinano” il proteosoma alla stessa proteina “malata” per indurne la degradazione. In tal modo la causa del tumore dovrebbe debellarsi.
Di là dal singolo caso è chiaro, per l’appunto, l’interesse per società di frontiera. Realtà i cui progetti devono però basarsi su solide basi scientifiche e avere concrete potenzialità di crescita. La strategia, a ben vedere, è riscontrabile anche nel mondo delle terapie geniche. Qui c’è il focus di BB Biotech riguardo al cosiddetto “editing genetico”. Cioè: il genoma del paziente è sequenziato in maniera mirata. Dopodiché il difetto genetico viene rimosso e la patologia dovrebbe essere eliminata alla radice senza richiedere ulteriori interventi e cure sul lungo periodo. Su questo fronte, a inizio anno, il fondo ha aperto due posizioni: una riguarda Crispe Therapeutichs e l’altra Homology Medicines. In seguito sono stati realizzati investimenti su altre società e, ad oggi, circa 5% del portafoglio riguarda le terapie geniche.
Small e mid cap
Già, le terapie geniche (o la degradazione di proteine). L’esposizione a simili innovazioni, che spesso sono portate avanti da aziende “giovani”, inevitabilmente passa anche e soprattutto attraverso il posizionamento su small e mid cap. Una tipologia d’investimento che induce il risparmiatore a realizzare il seguente ragionamento: l’incremento di titoli a minore capitalizzazione e a maggiore beta , rendendo il portafoglio più volatile, fa si che l’attività di BB Biotech diventi più rischiosa. Il che fa storcere il naso. Il fondo chiuso non condivide il disappunto. In primis, viene spiegato, si tratta della naturale evoluzione della strategia d’investimento. Le giovani società, divenute grandi aziende, inevitabilmente non garantiscono più i precedenti tassi di crescita. Normale quindi, è l’indicazione, che il loro peso in portafoglio diminuisca per far posto a nuove imprese, le quali giocoforza hanno capitalizzazioni minori. Inoltre, dice sempre BB Biotech, la diversificazione fa sì che il rischio in oggetto sia comunque mitigato. Le big cap (oltre 30 miliardi di market cap) ad esempio, al 30 settembre 2019, hanno un’incidenza sul portafoglio dell’11%. Infine BB Biotech ricorda che circa il 50% delle imprese su cui è investito sono già redditizie. Il che, conclude il fondo chiuso, garantisce la buona stabilità della sua attività.
Il caso di Ionis Pharmaceuticals
Ciò detto, però, può ulteriormente obiettarsi che Ionis Pharmaceuticals, la più ampia singola posizione in portafoglio (14,8% del totale al 30 settembre scorso), nel 2019 è calata molto. Il che ha inciso sull’andamento di BB Biotech. Corretto, dice il fondo chiuso che tuttavia, pur monitorando la situazione, professa ottimismo ed invita ad un’analisi più articolata. Il trend ribassista di Ionis Pharmaceuticals, viene spiegato, è soprattutto dovuto al timore degli investitori per la concorrenza ai suoi farmaci da parte di nuove molecole in arrivo sul mercato. Si tratta di una valutazione con cui il fondo chiuso non concorda. L’enterprise value di Ionis Pharmaceuticals, viene spiegato, è attualmente intorno a 4,2 miliardi di dollari. Ebbene: il valore è inferiore alla stima della futura generazione dei flussi di cassa legato al portafoglio prodotti della stessa Ionis Pharmaceuticals. Una situazione, conclude BB Biotech, che testimonia come l’azienda sia in realtà sottostimata ed abbia le potenzialità per riprendersi in Borsa.




