Lettera al risparmiatore

BB Biotech: più selezione e focus di lungo periodo contro la Borsa debole

Per il fondo chiuso è essenziale, in un mercato problematico, l’analisi approfondita delle realtà su cui investire. Interesse su malattie rare e oncologia

di Vittorio Carlini

Come funziona la nuova sezione Finanza del Sole 24 Ore

6' di lettura

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Bb Biotech è un fondo chiuso - quotato a Milano, Zurigo e Francoforte - che investe nelle biotecnologie. Una società, di cui la Lettera al risparmiatore ha sentito i vertici del team di gestione, che costituisce una cartina di tornasole del comparto. Un settore, ad elevata crescita ed innovazione tecnologica, il quale, nella nuova recente era di tassi ed inflazione al rialzo, in Borsa soffre non poco. Il Nasdaq biotechnology index (Nbi), paniere di riferimento per l’intero comparto, da inizio 2022 perde il 24,5% (chiusura al 6/5/2022). Sull’arco di tempo di un anno l’andamento non migliora: dai massimi dell’agosto scorso il calo è intorno al 34%. Diverso, invece, il discorso nell’ultimo quinquennio. Qui in Nbi vanta un rialzo di circa il 17%. Insomma: al di là del fatto che le performance variano in funzione del momento preso quale punto di confronto, i numeri confermano le attuali difficoltà delle biotecnologie in Borsa. Si tratta di un trend destinato a proseguire? La risposta è articolata.

Dinamiche di mercato

In primis può essere utile analizzare l’andamento del mercato di riferimento. Qui, a detta del “ World Preview 2021 Outlook to 2026”, c’è il costante incremento del peso del biotech sulle vendite globali di medicine con prescrizione e Otc. L’incidenza era il 19% nel 2012, è arrivata al 34% nel 2021 (stesso valore previsto nell’anno in corso) e dovrebbe salire al 37% nel 2026. Non solo. Le approvazioni complessive da parte della Food and Drug Administration (indicatore che, indirettamente, segnala lo stato di salute del biotech) si nota che lo scorso anno, a detta di BB Biotech, sono state 58. Vale a dire: un numero in aumento sia rispetto al 2019 (48) che al 2020 (53) e in linea con il livello record (59) del 2018. Il dinamismo descritto, tuttavia, non fa rima con crescita in Borsa. Anzi! Le quotazioni, per l’appunto, scendono. E non sembrano, ad oggi, essere aiutate da un tipico driver del settore: le operazioni straordinarie. Queste, da una parte, nel 2021 sono salite come numero (90 deal) sia rispetto al 2020 (69) che al 2019 (70); ma, dall’altra, il loro ammontare (108 miliardi di dollari) è diminuito rispetto a tutti i sette anni precedenti (con l’eccezione del 2017 contraddistinto da uno shopping per 88 miliardi). L’andamento, a ben vedere, è anche l’effetto del calo dei mercati. L’M&A ha accelerato rispetto alle aziende medie (di quì il più alto numero di deal ma con minore valore). E, però, non si è concretizzato in quelle più piccole né in quelle più grandi. Nel primo caso l’ostacolo è dato dal fatto che: o il compratore non vuole offrire un prezzo troppo a premio sulla quotazione in Borsa; oppure la stessa azienda target non accetta un’offerta a sconto rispetto alle sue potenzialità. Riguardo, invece, alle large cap il fatto è che si sono diffuse alleanze commerciali o accordi di licenza. Vale dire: mosse che prescindono da operazioni sul capitale. Sia come sia, l’M&A non pare costituire quel carburante che nel passato ha agevolato il biotech in Borsa. Tanto meno con l’attuale stretta di politica monetaria che spinge al rialzo i tassi di mercato.

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CONTO ECONOMICO A CONFRONTO

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I graficisti

«Dall’angolo visuale dell’analisi tecnica - spiega l’analista indipendente Silvio Bona- il Nasdaq biotechnology index, tra marzo ed aprile 2021, ha realizzato e confermato una figura di “doppio massimo”». Cioè: il paniere per due volte ha raggiunto «il medesimo livello di resistenza in area 5.400 (dove la pressione in vendita è maggiore di quella in acquisto, ndr) senza superarlo e, poi, ha rotto al ribasso il supporto di 4.560 (livello dove la pressione in acquisto è maggiore di quella in vendita, ndr)» coincidente con l’area dove l’indice, dopo essere sceso in scia al primo “scontro” contro la resistenza, era rimbalzato per tentare il secondo attacco alla resistenza stessa. «L’essere andato sotto quota 4.560 -dice sempre Bona- ha bloccato l’impostazione al rialzo di medio periodo». Ora il paniere è «sul primo supporto statico in area 3.500-3.600». Di lì, bisogna poi fare eventualmente attenzione a quello di medio lungo attorno «ai 3.200 punti». Nell’ipotesi in cui il Nbi «scivolasse anche sotto quest’ultimo livello, con una chiusura mensile inferiore al medesimo, si romperebbe l’impostazione al rialzo di lungo periodo». Non solo. «L’indice biotech -conclude Bona -, dal punto vista tecnico, è oggi più debole rispetto al Nasdaq 100». Quindi, il risparmiatore fai-da-te, deve fare attenzione.

IL PORTAFOGLIO DI BB BIOTECH

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Le prospettive

In un simile contesto, rispetto alle prospettive di mercato, BB Biotech rimarca comunque che le quotazioni non sono care. In tal senso, secondo il terminale Bloomberg, il rapporto tra prezzo e utili del Nasdaq biotecnology index delle sole aziende profittevoli è stimato sul 2022 a 11,19 volte. Vale a dire: un valore inferiore a quello di ciascun esercizio nell’ultimo decennio. Ciò detto il fondo chiuso, da un lato, sottolinea che allo stato attuale, stante la presenza di variabili imponderabili quali la guerra in Ucraina, è impossibile fare previsioni; ma, dall’altro, sottolinea i solidi fondamentali del settore e i progressi nello sviluppo di nuove tecnologie farmaceutiche. Un esempio? Il CTX-001. Un preparato, per il trattamento della beta talassemia e l’anemia falciforme - realizzato congiuntamente da Crips Therapeutics e Vertex - di cui sono attesi i dati nel prossimo autunno e la presentazione delle domande di autorizzazione entro il 2022.

LE AZIONI BB BIOTECH RISPETTO AL PORTAFOGLIO

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Anche a fronte di ciò, aggiunge sempre BB Biotech, la strategia di fondo non cambia. Per i nuovi investimenti vengono analizzate approfonditamente (ad esempio sotto il profilo finanziario, della pipeline di sviluppo o del portafoglio di brevetti) spesso piccole- medie società. Se del caso, ci sarà l’eventuale entrata nel capitale con una partecipazione limitata (la ponderazione è tra 0,5 e 4%). Per poi, eventualmente, aumentarla nel tempo. Sennonché proprio il rialzo dei tassi di mercato crea non pochi problemi a queste start up che, dovendo affrontare maggiori costi sui finanziamenti, vedono aumentare il rischio di fallimento. Vero, dice BB Biotech che, però, proprio per questo motivo ribadisce come, da un lato, sia essenziale fare ancora più selezione tra i potenziali candidati; e, dall’altro, sia fondamentale tenere in mente che l’approccio corretto non è quello della speculazione di breve, bensì del paziente investimento di medio lungo periodo.

LA COMPOSIZIONE DEL PORTAFOGLIO

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Settori e Nav

Già, il lungo periodo. Ma quali, invece, i settori di cura cui si guarda con maggiore attenzione? Al 31 marzo scorso nel portafoglio del fondo chiuso il peso maggiore (42%) è quello delle malattie rare. A seguire c’è l’oncologia (28%). Poi, sul terzo gradino del podio, si trovano le malattie neurologiche (17%). A ben guardare l’impegno sulle orphan drugs non stupisce. Si tratta di un settore, contraddistinto da alta marginalità, in crescita. Secondo gli esperti, le vendite delle malattie orfane, nel 2021, si sono assestate a 155 miliardi di dollari. Nel 2024 dovrebbero arrivare a 221 miliardi per salire, nel 2026, a 268 miliardi di dollari. Vale a dire: circa il 19% del mercato globale dei farmaci su prescrizione. Al di là di ciò rimane, comunque, importante il mondo della oncologia. Tanto che i più recenti investimenti del fondo chiuso sono stati realizzati proprio nel settore in oggetto. Tutto facile come bere un bicchiere d’acqua, quindi? La realtà è più complicata. Al di là che BB Biotech ha chiuso il primo trimestre con un potenziale rosso di 299 milioni di franchi (l’anno prima il profitto era di 221 milioni), il risparmiatore rileva che al 31/3/2022 il premio (in franchi) del titolo BB Biotech sul Net asset value (Nav) è oltre il 32%. Un valore superiore a quello medio (19,5%) del 2021 e di ciascuno dei tre esercizi precedenti. Al che il dubbio è che il trend indicato segnali una portafoglio non così efficiente. BB Biotech rigetta il timore. In primis, viene sottolineato, l’andamento è soprattutto l’effetto di breve periodo delle vendite generalizzate, in scia al rialzo dei tassi, che hanno colpito i titoli hi tech. Cioè: in realtà, dice sempre il fondo chiuso, attualmente c’è una sottovalutazione del portafoglio che, al contrario, ha importanti potenzialità di crescita. Inoltre, afferma la società, un appeal del suo titolo è legato alla politica del dividendo. Una caratteristica che, evidentemente, sostiene le azioni BB Biotech. Ciò considerato, tuttavia, anche il titolo del fondo chiuso di recente è calato. Sì, ma l’analisi - ribatte sempre BB Biotech - deve considerare un arco di tempo di lunga durata. Il rendimento annualizzato in dollari negli ultimi 10 anni, ricorda il fondo chiuso, è del +19,5%

Per approndire:

L’andamento del titolo

L'analisi tecnica del titolo

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