BB Biotech, più algoritmi per analizzare le cure. Focus sulle malattie rare
La differenza tra quotazione del fondo e valore del portafoglio è salita, ma la società ribatte: sono gli investitori che apprezzano i titoli del gruppo
di Vittorio Carlini
5' di lettura
Le ultime da Radiocor
Borsa: Milano (+2,2%) regina della settimana con rally Prysmian (+18,8%)
Intel: accordo con Apple per produzione chip, titolo vola a +15%
Delfin: per holding 'ricorso Basilico e' infondato, non incide su passaggio quote'
I punti chiave
5' di lettura
Investire, da un lato, per migliorare l’analisi della sempre maggiore mole d’informazioni su pazienti e cure (soprattutto dei dati cosiddetti strutturati); e, dall’altro, per comprendere con maggiore efficacia business model che diventano ogni giorno più sofisticati. Il tutto a fronte di una strategia d’investimento che punta, tra le altre cose, sulla ricerca di tecnologie avanzate proposte da small e mid cap in settori quali, ad esempio, l’oncologia o le malattie rare. Sono questi tra i focus di Bb Biotech a sostegno del business.
“Data analysis”
Il fondo chiuso, quotato a Piazza Affari, Zurigo e Francoforte investe nelle biotecnologie. Si tratta di un settore che già di per sé richiede grandi sforzi per selezionare e comprendere l’evoluzione di tecnologie e informazioni. Un mix di dati il quale, complice anche la digitalizzazione, è ormai impossibile gestire in maniera artigianale. Ecco quindi la volontà di BB Biotech d’investire - la società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici dell’asset management, non fa disclosure sugli esborsi -su nuove competenze (data scientist) e innovazione tecnologica. L’obiettivo, seppure ad oggi non c’è l’uso concreto, è anche quello di guardare alle possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale.
Le finalita? In primis, per l’appunto, cogliere e interpretare al meglio (grazie agli stessi algoritmi) i big data. E, poi, riuscire a valutare con più efficienza gli innovativi modelli di business e le soluzioni tecnologiche. In tal senso, può pensarsi all’analisi della reale efficacia delle grandi potenze computazionali utilizzate per individuare come si muovono le molecole in una determinata soluzione. Una tecnica sfruttata, ad esempio, da Relay Therapeutics.
Dall’oncologica...
Già, Relay Therapeutics. Quest’ultima, su cui BB Biotech ha una posizione che pesa al 30/6/2021 per il 2% sul suo portafoglio, a ben vedere costituisce un importante tassello di un’altra strategia del fondo. Quella di puntare, in questo caso nel settore dell’oncologia, sulle “clinical stage company”. Cioè realtà ancora medio piccole senza farmaci commercializzati ma con promettenti cure potenziali. Ne è, in tal senso, un ulteriore esempio Fate Therapeutics (4,7% l’incidenza sul portafoglio). In questo caso la società “scommette” sull’uso delle cellule staminali generate artificialmente, di solito da una cellula somatica adulta, per delle applicazioni nell’oncologia. Quelle “oncology diseases” che costituiscono il settore cui può ricondursi la maggiore quota del portafoglio di BB Biotech: il 33,5% del totale. Si tratta di una situazione (purtroppo) ben comprensibile. Le malattie oncologiche, in una società Occidentale contraddistinta dall’invecchiamento della popolazione, assumono un’incidenza sempre maggiore.
...alle malattie rare
Ma non è solo la lotta contro il cancro. BB Biotech pone un forte accento sulle cosiddette malattie rare. Appannaggio di queste è circa il 31% del portafoglio del fondo. C’è da stupirsi? La risposta è negativa. Il settore (sebbene sia cinico sottolinearlo) è contraddistinto, a detta degli esperti, da fattori economici e modelli di business avvantaggiati. Certo: i rischi aziendali anche qui sono notevoli. Tuttavia, dapprima, il numero limitato di pazienti attira meno potenziali produttori (c’è minore concorrenza) e consente (fattore che provoca dure polemiche) elevati prezzi per le medicine. Inoltre, visto che si tratta di malattie gravi, le authority di vigilanza hanno spesso un occhio di riguardo per questi farmaci. Insomma: un mix di fattori che, per chi è realmente in grado di comprendere i processi tecnologici, rende il settore interessante.


