Lettera al risparmiatore

BB Biotech, più algoritmi per analizzare le cure. Focus sulle malattie rare

La differenza tra quotazione del fondo e valore del portafoglio è salita, ma la società ribatte: sono gli investitori che apprezzano i titoli del gruppo

di Vittorio Carlini

5' di lettura

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Investire, da un lato, per migliorare l’analisi della sempre maggiore mole d’informazioni su pazienti e cure (soprattutto dei dati cosiddetti strutturati); e, dall’altro, per comprendere con maggiore efficacia business model che diventano ogni giorno più sofisticati. Il tutto a fronte di una strategia d’investimento che punta, tra le altre cose, sulla ricerca di tecnologie avanzate proposte da small e mid cap in settori quali, ad esempio, l’oncologia o le malattie rare. Sono questi tra i focus di Bb Biotech a sostegno del business.

“Data analysis”

Il fondo chiuso, quotato a Piazza Affari, Zurigo e Francoforte investe nelle biotecnologie. Si tratta di un settore che già di per sé richiede grandi sforzi per selezionare e comprendere l’evoluzione di tecnologie e informazioni. Un mix di dati il quale, complice anche la digitalizzazione, è ormai impossibile gestire in maniera artigianale. Ecco quindi la volontà di BB Biotech d’investire - la società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha sentito i vertici dell’asset management, non fa disclosure sugli esborsi -su nuove competenze (data scientist) e innovazione tecnologica. L’obiettivo, seppure ad oggi non c’è l’uso concreto, è anche quello di guardare alle possibili applicazioni dell’intelligenza artificiale.

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Le finalita? In primis, per l’appunto, cogliere e interpretare al meglio (grazie agli stessi algoritmi) i big data. E, poi, riuscire a valutare con più efficienza gli innovativi modelli di business e le soluzioni tecnologiche. In tal senso, può pensarsi all’analisi della reale efficacia delle grandi potenze computazionali utilizzate per individuare come si muovono le molecole in una determinata soluzione. Una tecnica sfruttata, ad esempio, da Relay Therapeutics.

Dall’oncologica...

Già, Relay Therapeutics. Quest’ultima, su cui BB Biotech ha una posizione che pesa al 30/6/2021 per il 2% sul suo portafoglio, a ben vedere costituisce un importante tassello di un’altra strategia del fondo. Quella di puntare, in questo caso nel settore dell’oncologia, sulle “clinical stage company”. Cioè realtà ancora medio piccole senza farmaci commercializzati ma con promettenti cure potenziali. Ne è, in tal senso, un ulteriore esempio Fate Therapeutics (4,7% l’incidenza sul portafoglio). In questo caso la società “scommette” sull’uso delle cellule staminali generate artificialmente, di solito da una cellula somatica adulta, per delle applicazioni nell’oncologia. Quelle “oncology diseases” che costituiscono il settore cui può ricondursi la maggiore quota del portafoglio di BB Biotech: il 33,5% del totale. Si tratta di una situazione (purtroppo) ben comprensibile. Le malattie oncologiche, in una società Occidentale contraddistinta dall’invecchiamento della popolazione, assumono un’incidenza sempre maggiore.

IL PORTAFOGLIO DI BB BIOTECH PER TIPOLOGIA MALATTIA

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...alle malattie rare

Ma non è solo la lotta contro il cancro. BB Biotech pone un forte accento sulle cosiddette malattie rare. Appannaggio di queste è circa il 31% del portafoglio del fondo. C’è da stupirsi? La risposta è negativa. Il settore (sebbene sia cinico sottolinearlo) è contraddistinto, a detta degli esperti, da fattori economici e modelli di business avvantaggiati. Certo: i rischi aziendali anche qui sono notevoli. Tuttavia, dapprima, il numero limitato di pazienti attira meno potenziali produttori (c’è minore concorrenza) e consente (fattore che provoca dure polemiche) elevati prezzi per le medicine. Inoltre, visto che si tratta di malattie gravi, le authority di vigilanza hanno spesso un occhio di riguardo per questi farmaci. Insomma: un mix di fattori che, per chi è realmente in grado di comprendere i processi tecnologici, rende il settore interessante.

I PRIMI DIECI TITOLI IN PORTAFOGLIO DI BB BIOTECH

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Dinamiche di Borsa

Fin qui alcune suggestioni rispetto all’impegno su big data e i comparti dell’oncologia e delle malattie rare. Il risparmiatore, tuttavia, guarda ad altri aspetti. Uno di questi è la dinamica delle biotecnologie in Borsa. Il Nasdaq biotechnogy index (Nbi), che raggruppa grande parte dei titoli del settore, negli ultimi 12 mesi è salito del 31,6% (chiusura al 31/8/2021). Da inizio anno è cresciuto del 13% ma il paniere, ultimamente, si è mosso tra alti e bassi.

«A ben vedere -spiega Silvio Bona, analista tecnico indipendente - il Nbi a fine di maggio 2020 ha concluso una lunga fase di accumulo». Da quel momento in poi «l’indice ha impostato un andamento al rialzo, che ha raggiunto i massimi nel febbraio scorso intorno all’area di 5.450 punti». Successivamente il paniere ha ritracciato per, poi, «risalire con i vari minimi sempre superiori a quelli precedenti». Nel complesso, quindi, «l’impostazione positiva rimane con la resistenza statica posizionata sui massimi di febbraio». Al ribasso, invece, «da monitorare il supporto statico di medio periodo intorno a 4.550 punti. Se questo venisse rotto all’ingiù, verrebbe meno l’attuale dinamica rialzista».

IL VALORE DEL FATTURATO DELLE BIOTECNOLOGIE

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Trend e politiche monetarie

Al di là delle indicazioni dell’analisi tecnica, va sottolineato che il recente trend del Nbi è anche figlio della futura stretta monetaria annunciata dalla Federal reserve. Soprattutto perché parte della spinta al comparto arriva da operatori generalisti che investono l’eccesso di liquidità. Se questa scompare può esserci un problema. BB Biotech, pure consapevole della situazione, professa tranquillità. In primis perché, viene ricordato, stanti le stesse positive prospettive di crescita del settore (il fatturato globale è previsto nel 2021 arrivare a 208 miliardi di dollari), da una parte eventuali flussi di vendita hanno un impatto solo di breve periodo; e dall’altra, a fronte dell’orizzonte di lungo periodo degli investimenti di BB Biotech, i paventati ribassi costituiscono, in realtà, un’interessante opportunità d’acquisto a prezzi inferiori. Tanto che, a fronte di un grado d’investimento fino al tetto massimo del 115%, il fondo chiuso ricorda di essere intorno al 105%. Vale a dire: ha spazio per investire.

Ciò detto, però, può ulteriormente obiettarsi che il prospettato rialzo dei tassi d’interesse farà aumentare gli oneri finanziari sui prestiti. Una condizione la quale dà fastidio a quelle small mid cap del biotech, che non hanno farmaci in commercio e richiedono investimenti per svilupparli. Una tipologia di aziende su cui il BB Biotech, va ricordato, è per sua tradizione esposto. La considerazione, ribatte la società, in generale è corretta ma va contestualizzata: grande parte delle imprese in portafoglio, viene spiegato, ha già effettuato i round d’investimento è ha cassa a disposizione. Quindi il rialzo dei tassi non le riguarda. Inoltre, dice sempre BB Biotech, lo stesso portafoglio è diversificato anche su realtà più mature le quali non devono affrontare il problema in oggetto.

LE APPROVAZIONI DI FARMACI BIOTECH

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Premio o sconto

Già, il problema in oggetto. Altro fronte che, essendo BB Biotech un fondo quotato (il Ter annuo, al 30/6/2021, è dell’1,23%), viene monitorato è quello del confronto tra il prezzo del titolo e il Net asset value (Nav). Cioè, di fatto, il valore di tutti i beni, titoli e liquidità presenti nel portafoglio del fondo stesso.

Ebbene: alla fine dello scorso giugno la media annuale del rapporto tra azione e Nav è di un premio (titolo con quotazione maggiore) del 15,4% rispetto al Nav. Si tratta di un valore più elevato sia rispetto al 2020 (premio del 9,2%) che al 2019 (11,8%). Per non parlare, poi, del 2017 quando le azioni erano a sconto (2,5%). A fronte di un simile contesto il risparmiatore esprime la preoccupazione per un portafoglio che, attualmente, può apparire non così efficiente.

BB Biotech rigetta il dubbio. Dapprima, viene sottolineato, il rapporto in oggetto si allarga o si chiude nel tempo: nel marzo del 2020, ad esempio, il premio del titolo sul Nav era andato oltre il 20%. Inoltre, dice sempre il fondo chiuso, l’attuale rapporto segnala più l’apprezzamento degli investitori per le azioni BB Biotech che una dinamica di portafoglio. Infine, ribadendo la strategia di lungo periodo, la società da una parte sottolinea le potenzialità inespresse dal portafoglio stesso: e, dall’altra, ricorda il rendimento storico annualizzato del Net asset value. Dal 1993 ad oggi, in dollari e considerando i dividendi, è stato (al 31/12/2021) del 14,8%. Mentre, sul decennio, si è assestato al 21%. Ad un anno, invece, lo yield è risultato del 26,3%. Insomma: il fondo chiuso dice di non vedere particolari problemi sulla questione specifica.

Per approfondire

L'andamento del titolo
L'analisi tecnica del titolo

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