Generali valuta Ops Mediobanca su Banca Generali. BancoBpm, Tar respinge ricorso contro sospensione Ops UniCredit
La compagnia triestina: «In pieno rispetto procedura operazioni con parti correlate»
3' di lettura
3' di lettura
In relazione all’ops volontaria di Mediobanca su Banca Generali, la compagnia triestina conferma «che esaminerà tutte le implicazioni commerciali, economiche e di valore dell’offerta proposta, che andrebbe a definire una partnership con un primario leader nel settore del Wealth Management». Così in una nota, nella quale il Leone di Trieste conferma di «aver avviato il processo volto a esaminare compiutamente la proposta avanzata da Mediobanca, nel pieno rispetto della procedura in materia di operazioni con parti correlate del gruppo».
Intanto, il Tar del Lazio ha respinto il ricorso di Banco Bpm contro la delibera Consob che, lo scorso 21 maggio, aveva sospeso i termini dell’offerta pubblica di scambio volontaria presentata da Unicredit sullo stesso Banco Bpm. La sospensione Consob di 30 giorni era legata alle ulteriori informazioni e approfondimenti sul provvedimento Golden Power adottato dal governo relativo all’offerta di Unicredit.
Per effetto della sentenza, l’offerta resterà congelata fino al 23 giugno, come deciso dall’authority. Mentre il 9 luglio sarà discusso nel merito il ricorso, questa volta di UniCredit, contro le modalità di esercizio del golden power.
La replica: «Il contesto non cambia, manca chiarezza»
«Prendiamo atto della decisione del Tar, anche se per noi non cambia il contesto. Siamo ormai abituati da sette mesi a non avere chiarezza sui tempi e sulle reali intenzioni dell’offerente su questa operazione», commentano il presidente di Banco Bpm, Massimo Tononi, e il suo a.d. Giuseppe Castagna, dopo che i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso di Piazza Meda contro la delibera Consob che ha sospeso l’Ops Unicredit. «Alla luce delle recenti informazioni emerse sui media circa le cessioni proposte» da UniCredit «in relazione alle filiali in molti dei nostri territori di riferimento, questa Ops – proseguono – desta ulteriore preoccupazione per il futuro di colleghe e colleghi così come per le famiglie, le Pmi e le comunità locali». I vertici di Bpm spiegano, infine, come «spiace, per rispetto dei nostri stakeholder così come del mercato, continuare a leggere dichiarazioni dell’offerente che per l’ennesima volta non chiarisce le sue reali intenzioni sulla scelta di procedere o meno con l’offerta pubblica di scambio».
L’affondo di Orcel
Sulla vicenda Banco Bpm ieri è peralto arrivato un nuovo aut aut da parte di Andrea Orcel, ceo di UniCredit. «Se non ci sarà chiarezza sul ’golden power’ da parte del governo ci tireremo indietro» ha detto il manager. Alla Goldman Sachs European Financial Conference il banker questa volta non porge un ramoscello d’ulivo, anzi. Il punto è sostanzialmente uno. «Se mi chiedono di cessare le attività in Russia rispondo che abbiamo effettivamente interrotto i prestiti dal 2022 - spiega - ma se ho un mutuo di 20 anni non posso accelerare su questo». E ancora. «Mi debbono spiegare esattamente che cosa vogliono sulla Russia - argomenta - perché non possiamo interrompere i pagamenti perché ci sono imprese in Germania, Italia e Francia che stanno ancora operando là e per loro ci dobbiamo essere». Poi Orcel spiega che in Russia “per legge” Unicredit è tenuta a mantenere gli attuali depositi, che ora sono pari a «meno di 1 miliardo di euro». «Li stiamo riducendo - sottolinea - ma li dobbiamo mantenere».


