Banche Uk nel mirino del governo per delle nuove tasse, a Londra giù Natwest
Nella City è diffusa la preoccupazione che l'esecutivo prenda in considerazione un aumento delle imposte sugli utili per colmare un ‘buco’ di bilancio stimato dagli economisti ad almeno 20 miliardi di sterline
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Banche a malpartito alla Borsa di Londra (FT-SE 100 ) per i crescenti timori che il Governo britannico inasprisca la tassazione sugli istituti per rimettere in sesto i disastrati conti pubblici. Perdono così terreno Natwest, Lloyds Banking Group e Barclays.
Secondo il ‘Financial Times’ nella City è diffusa la preoccupazione che un aumento delle imposte sugli utili delle banche o una nuova tassa vengano presi in considerazione dal Governo per aiutare a colmare un ‘buco’ di bilancio stimato dagli economisti ad almeno 20 miliardi di sterline, mentre si sta definendo il Budget autunnale. Il settore bancario tuttavia ha messo in guardia che misure del genere finirebbero per danneggiare l’agenda di crescita del Governo. Resta il fatto che, come commenta un ‘senior banker’ citato dal FT, «le banche sono politicamente un obiettivo facile. Non piacciono a nessuno». Un’altra fonte della City ricorda che la vice-premier Angela Rayner nello scorso maggio aveva suggerito al Cancelliere dello Scacchiere Angela Reeves di alzare dal 28% al 30% l’imposta sulle società nel caso delle banche. Un aumento della tassazione esistente sulle banche secondo un osservatore potrebbe portare circa 3 miliardi delle casse governative. Visto dal punto di vista del partito laburista, inoltre, come rileva un osservatore, mostrerebbe che il Governo vuole fare in modo che i ‘dolori fiscali’ siano condivisi.
Ad aggiungere benzina sul fuoco, è giunto il rapporto del think-tank Ippr (Institute for Public Policy Research) secondo cui il Tesoro Britannico dovrebbe imporre un nuovo prelievo per tassare le banche sui miliardi di sterline che percepiscono come interessi dalla Banca d’Inghilterra a titolo delle riserve che detengono presso la BoE. Si tratta di un’eredità del programma di Quantitative Easing, lanciato nel 2008-2009 in occasione della crisi finanziaria che ha portato la banca centrale ad acquistare dalle banche centinaia di miliardi di bond statali, remunerati al tasso d’interesse ufficiale, che ora - al 4% - è molto più alto che in passato. Secondo l’Iprr si tratta di una sovvenzione agli istituti di credito a spese del contribuente, con un costo finale stimato a 22 miliardi di sterline l'anno. Il think thank stima che aumentare le imposte sugli utili delle grandi banche potrebbe far affluire 8 miliardi di sterline l’anno nelle casse pubbliche e offrirebbe al Tesoro maggiori margini per rispettare i criteri del bilancio. «Quello che è iniziato come un programma di sostegno all'economia è ora un peso enorme per le finanze pubbliche», ha affermato Carsten Jung, direttore associato per la politica economica dell’Ippr.
Il Governo britannico al momento non conferma nulla. Anzi, un portavoce del ministero del Tesoro ha dichiarato che il modo migliore per rafforzare le finanze pubbliche è quello di accelerare la crescita economica e che «i cambiamenti della fiscalità e delle spese non sono le uniche leve» a cui ricorrere. Un portavoce di UK Finance, l’associazione di categoria del settore finanziario, ha da parte sua sottolineato che le banche hanno pagato quasi 45 miliardi di sterline di tasse lo scorso anno, tra cui una sovrattassa sull'imposta sulle società e un'imposta specifica sul settore bancario. «L'aggiunta di una nuova imposta renderebbe il Regno Unito meno competitivo a livello internazionale e sarebbe in contrasto con l'obiettivo del governo di sostenere il settore finanziario per stimolare la crescita e gli investimenti in tutta l'economia», ha affermato il portavoce. Resta il fatto che le richieste di una revisione dell’attuale sistema di pagamento degli interessi alle banche non sono una novità. Paul Tucker, ex vicegovernatore della Banca d'Inghilterra, aveva già suggerito nel 2022 che il governo lo rivedesse. Ogni decisione del cancelliere dello Scacchiere dipenderà comunque dall’entità del ‘buco’ fiscale che emergerà dalle previsioni dell’Office for Budget Responsibility, che devono essere ancora approntate. E al Tesoro britannico si spera che il disavanzo sia inferiore ai fatidici 20 miliardi di sterline.

