Banche in fermento tra risiko e conti, corrono UniCredit e Mps, giù Bper
UniCredit porta il suo bottino a +12% in tre sedute in scia ai conti record e ai tanti fronti aperti
di Enrico Miele
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - L’accelerazione impressa al risiko bancario, almeno nelle intenzioni dei suoi protagonisti, continua a spingere anche i titoli a Piazza Affari (con l’eccezione stavolta di Bper Banca , debole dopo i conti). Si parte da Unicredit (+0,5%) che porta il suo bottino a +12% in tre sedute in scia ai conti record e ai tanti fronti aperti: da quello tedesco su Commerz, dove deve fare i conti con l’intenzione del governo tedesco di schierare come argine la banca statale KfW – e intanto il mercato si interroga per conto di chi Jefferies possegga derivati fino all’11% dell’istituto di Francoforte – fino a quello russo, dove ha appena sottoscritto un accordo per la cessione di parte delle attività della controllata Ao Bank a un investitore degli Emirati Arabi.
Una «news positiva in quanto riduce il rischio connesso al mantenimento delle attività in Russia» spiegano gli analisti di Intermonte, mentre su Commerz quelli di Equita appaiono convinti che «lo scenario più probabile rimanga quello in cui UniCredit superi di poco la soglia del 30% in Commerz», in modo tale che «l'investimento continuerebbe a generare ritorni attraenti sul capitale allocato, ma rimarrebbe sub-ottimale dal punto di vista industriale». In ogni caso, secondo il broker milanese, «la risoluzione del tema Commerz (in qualsiasi direzione)» potrebbe «ridurre un drag sul titolo causato dall’incertezza strategica» (cioè ridurre un fattore che ne sta penalizzando i corsi di Borsa).
Intanto, considerando l'attuale performance dei titoli (a Francoforte Commerzbank segna +0,24% a 37,03 euro), l'ops di UniCredit risulta a sconto del 6,6% (del 3,7% considerando lo stacco del dividendo Commerz da 1,1 euro previsto a fine maggio). La banca tedesca domani alzerà il velo sui conti del primo trimestre e cercherà di convincere il mercato a sostenere le sue quotazioni anche grazie a nuovi target migliorati.
Altro fronte caldo è quello di Banca Monte Paschi Siena (+0,5%), dove le tensioni ai piani alti non sembrano placarsi. Nelle scorse ore, infatti, Fabrizio Palermo si è dimesso dal cda in aperta polemica, «non condividendo le recenti determinazioni in materia di governance». Il mercato ora attende le mosse di Luigi Lovaglio sull’integrazione con Mediobanca , a seguire il destino della quota di Piazzetta Cuccia in Generali e gli eventuali progetti di fusione con Banco Bpm . Soprattutto dopo che il ceo Giuseppe Castagna si è detto «pronto a cogliere opportunità».
In attesa che Intesa Sanpaolo – fin qui spettatore attento di quello che si sta muovendo nel settore – diffonda i conti l'8 maggio, gli investitori hanno riservato un’accoglienza fredda a quelli di Bper, che ha chiuso il primo trimestre con un utile di pertinenza della capogruppo a 518,5 milioni, in crescita del 17,1% rispetto allo stesso periodo del 2025. In parte sono realizzi, visto che il titolo ha guadagnato quasi il 20% da fine marzo. Intermonte parla comunque di «risultati migliori delle attese» mentre Equita li definisce «in linea» con le aspettative e «di migliore qualità». Non tutto, però, sembra aver convinto.


