Asml soffre in Borsa: la sfida sui microchip è nel lungo periodo
Il produttore di macchinari per semiconduttori punta sull’intelligenza artificiale per superare la debolezza del 2025 e crescere negli anni successivi
class="dinomecognome_R21"> Vittorio Carlini
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Prima il 15 ottobre 2024, giorno in cui - durante la pubblicazione dei dati del terzo trimestre - le prospettive sul 2025 sono state ridimensionate. Poi: il 14 novembre successivo, in cui le previsioni di lungo periodo al 2023 vengono - invece- confermate. Sono due tra le date più significative - in particolare per gli opposti effetti sul mercato - della recente storia di Asml.
Mercato e trimestrale
Il colosso olandese della produzione di macchinari per la fabbricazione di chip (quotato ad Amsterdam e Nasdaq) nell’ultimo anno è andato in contro-tendenza rispetto al rally dell’hi tech. Il titolo, in Borsa, perde il 3,4% (chiusura al 19/12/2024). Nell’arco di tempo degli ultimi sei mesi, poi, il ribasso arriva al 32,3%. Si tratta di una discesa cui hanno - per l’appunto - contribuito le previsioni per l’anno prossimo, offerte agli investitori contestualmente ai numeri dell’ultimo quarter. Asml - nel terzo trimestre - è stata contraddistinta da un conto economico in crescita. I ricavi hanno raggiunto 7,47 miliardi di euro, a fronte dei 6,67 miliardi di un anno prima. L’utile operativo, dal canto suo, è salito a 2,4 miliardi. Infine: la redditività netta. I profitti sono risultati di 2,1 miliardi (+9,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso esercizio) mentre l’Utile per azione diluito (Eps diluited) è stato di 5,28 euro (4,81 un anno prima).
Stime sul 2025
Sennonché, gli investitori hanno snobbato simili dati, punendo (-15,64% le azioni nella seduta della trimestrale) le prospettive di breve-medio periodo. La multinazionale olandese ha sottolineato come «la ripresa», in scia alla debolezza negli smartphone e pc,«sia più graduale del previsto». Un contesto che «prosegue nel 2025». In un simile scenario le stime del giro d’affari sull’anno prossimo sono comprese tra 30 e 35 miliardi. Il valore è inferiore alle stime di consensus (35,8 miliardi) e nella parte bassa delle previsioni indicate durante l’Investor day del 2022. Il gross margin, dall’altra parte, dovrebbe essere tra il 51 e 53%. Vale a dire: un livello minore di quanto indicato due anni fa. Allora le stime parlavano del margine lordo tra circa il 54 e 56%. Insomma: per Asml il business del 2025 dovrebbe essere più debole di quanto la stessa azienda pensava. Non stupisce, quindi, che il titolo sia rotolato all’ingiù.
Il lungo periodo
Ciò detto, circa un mese dopo, durante l’Investor day del 2024 la società ha ribadito l’outlook al 2030. I ricavi annuali sono previsti intorno al range di 44 - 60 miliardi, con il Gross margin approssimativamente tra il 56 e 60%. Si tratta di una previsione la quale, da un lato, ha ridato sollievo agli investitori (il titolo nella seduta è cresciuto del 6,99%); e che, dall’altro, è conseguenza di un mix di fattori. In generale c’è l’idea che, soprattutto grazie alla continua spinta dell’Artificial intelligence (Ai), il settore dei microprocessori è destinato ad espandersi. «Le vendite globali di chip - indica la multinazionale - arriveranno a superare mille miliardi di dollari entro il 2030». Un fatto che si traduce - tra il 2025 e il 2023 - nel tasso di crescita annuale di circa il 9%. Oltre a ciò, riguardo al più specifico business aziendale, Asml indica diversi focus. Tra gli altri: l’espansione nell’adozione, produzione e capacità della tecnologia Euv.
Già, l’Euv. Di cosa si tratta? Per rispondere è - dapprima - necessario ricordare il core business del gruppo. La multinazionale olandese è leader di mercato nella cosiddetta fotolitografia. La fabbricazione di un chip - va rammentato - è articolata in diverse fasi. La prima è il “design”. Cioè: la progettazione dell’architettura del semiconduttore. Alla seconda è ricondotta la costruzione del microchip sul wafer di silicio. Infine (terzo passo) ci sono i test di funzionamento e l’assemblaggio del microprocessore. Ebbene: la fotolitografia interviene nella fase intermedia. Nel momento in cui la fetta di silicio è pronta, sofisticati macchinari - grazie a particolari fasci di luce - trasferiscono il disegno del circuito attraverso il fotomask (una maschera che contiene il design del medesimo circuito) al wafer stesso. Questo, ricoperto da un materiale sensibile alla luce (il fotoresist), è esposto agli ultravioletti i quali “trasportano” sul fotoresist e, quindi, sul wafer il disegno del circuito. Dopodiché - finita la fotolitografia - inizierà la lavorazione per realizzare, ad esempio, i transistor.



