Apple, non solo iPhone: più ricavi da servizi. In Borsa il titolo è caro
Il business, più diversificato, cresce. La minima differenza con le stime di mercato, soprattutto nell’intelligenza artificiale, rende le azioni volatili
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Nei documenti contabili c’è sempre qualche spunto più interessante degli altri. Così è anche per il bilancio 2023-2024 di Apple.
Il mondo dei servizi
Il colosso hi tech di Cupertino riporta l’andamento del business per segmenti geografici. Ebbene: sia nelle Americhe (167,04 miliardi di dollari di ricavi) che in Europa (101,3 miliardi) la società indica che la spinta all’attività è arrivata anche, e soprattutto, dalle più alte vendite nei servizi. Un andamento che si riscontra nella stessa zona denominata Resto dell’Asia (ex Grande Cina e Giappone) che è valsa 30,6 miliardi di fatturato. In altre parole: su circa il 76% dell’intero business annuale, i servizi hanno recitato un ruolo primario. Tanto che non stupisce il trend dell’ultimo trimestre. Nel quarter -appena concluso - i medesimi servizi sono saliti del 12% a 25 miliardi. Insomma: la Casa della Mela morsicata, concretamente e in sintonia con quanto il mercato chiede, va realizzando la diversificazione del business.
Le serie storiche
La sempre maggiore articolazione, peraltro, è visibile anche sul lungo periodo. Secondo il terminale Bloomberg, nel 2016-2017 i services valevano il 14,3% del giro d’affari. Successivamente, passando per il 19,6% del 2019 - 2020, l’incidenza dell’area - cui si riconducono tra gli altri pubblicità, cloud, Apple+ ed Apple Pay - è salita al 22,2% nello scorso esercizio fiscale. Poi, nel 2023-2024, il peso dei servizi è arrivato al 24,6% (75,4% i prodotti).
Si tratta di una dinamica importante anche perché -deve essere ricordato - il Gross margin dei services è più alto di quello dei products. Era il 71,7% nel 2021-2022 (36,3% la redditività lorda dei prodotti). Nell’anno fiscale successivo si è assestato al 70,8% (36,5%) mentre lo scorso esercizio è salito al 73,9% (37,2%). In altre parole: la maggiore articolazione dell’attività è nei numeri. Il che, da una parte, rende il business meno rischioso e iPhone-dipendente; e, dall’altra, permette un maggiore incremento della redditività. Il mercato, però, pare non tenere troppo in considerazione le condizioni descritte.Almeno, nel breve periodo.
Trimestrali e mercati
La riprova? Arriva dall’ultima trimestrale e dalla reazione di Wall Street alla medesima. Il big hi tech ha riportato ricavi e profitti netti in rialzo (senza contabilizzare l’onere fiscale una tantum per la condanna Ue sugli aiuti di Stato in Europa). La prima riga di conto economico è risultata di 94,9 miliardi, in aumento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2022-23. In espansione lo stesso Gross margin a 43,88 miliardi (erano stati 40,4 un anno prima). L’utile netto, per l’appunto, ha frenato. Il profitto per azione diluito (Eps) è stato di 0,97 dollari contro l’1,46 del quarto “quarter” dell’anno precedente. Sennonché, al netto della posta fiscale di 10,2 miliardi, l’Eps diluited - ha indicato in direttore finanziario Luca Maestri - sarebbe stato di 1,64 dollari (+12% anno su anno).


