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Apple chiude Pay Later, ma con l’UE torna il sereno sui pagamenti

La società di Cupertino pensiona dopo pochi mesi il servizio dei mini-prestiti, ma lo sostiutirà con un programma globale più ampio

di Biagio Simonetta

2' di lettura

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È durato poco il buy now pay later di Apple. Il servizio, chiamato Apple Pay Later, era attivo da pochi mesi negli Stati Uniti (mai approdato in Europa). Ed è stato interrotto nelle scorse ore, con la società di Cupertino che ha spiegato di volersi concentrare su un nuovo servizio di prestito rateale offerto tramite carte di credito e debito di terze parti.

«A partire dalla fine dell’anno, gli utenti di tutto il mondo potranno accedere ai prestiti rateali offerti tramite carte di credito e debito, nonché istituti di credito, quando effettuano il check-out con Apple Pay», ha spiegato un portavoce di Apple. «Con l’introduzione di questa nuova offerta globale di prestito rateale, non offriremo più Apple Pay Later negli Stati Uniti».

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Apple ha affermato che gli utenti che desiderano piani rateali potranno accedervi tramite altri intermediari finanziari in più paesi in tutto il mondo rispetto a Apple Pay Later, disponibile solo negli USA. La società di Cupertino, del resto, ha una priorità: Apple Pay, il marchio del suo software di pagamento contactless e online. Ed è lì concentrerà gli sforsi. Gli utenti con prestiti aperti continueranno ad avere accesso alle funzionalità di Apple Pay Later per gestire e pagare i loro prestiti, hanno fatto sapere da Cupertino.

Ma come funzionava Apple Pay Later, prima che venisse interrotto? Di fatto era il più classico dei buy now pay later, sistema molto in voga soprattutto durante la pandemia. Un modello di pagamento che consente agli utenti di richiedere prestiti tramite l’app Wallet dell’iPhone, con l’opzione “Paga dopo” al momento del pagamento online. Tutto a carico di Apple, con i prestiti di Apple emessi da una sussidiaria interamente posseduta dal colosso di Cupertino.

Ora Apple cambia strada sui prestiti, e annuncia un programma più corposto che arriverà nei prossimi mesi e avrà intermediari terzi.

Schiarita con l’UE su Apple Pay

Intanto, secondo il Financial Times c’è un accordo in dirittura d’arrivo fra Apple e la Commissione UE che indaga su Apple Pay. La società californiana eviterà una multa importante grazie a una serie di concessioni verso i rivali, che consentiranno un maggiore accesso al suo sistema di tecnologia contactless. La Commissione europea, il braccio esecutivo dell’UE, jnel 2022 ha accusato il produttore di iPhone di aver violato la legge sulla concorrenza. I regolatori di Bruxelles hanno sostenuto che la società tecnologica ha impedito ai competitor di accedere ai chip “tap-and-go” o al NFC per trarre vantaggio dal suo sistema Apple Pay.

Ora Apple, con le ultime modifiche annunciate, sta aprendo il suo sistema, e i pagamenti da iPhone (e altri dispositivi Apple) saranno possibili anche al di là di Apple Pay. Una soluzione che a quanto pare soddisferebbe l’UE e garantirebbe ad Apple di evitare sanzioni come una multa fino al 10% del fatturato annuo totale mondiale dell’azienda (che per Apple potrebbe arrivare a 40 miliardi di dollari).

Il tavolo è ancora aperto, ma l’accordo fra le parti sembra vicinissimo.

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