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Apple, un 2024 ricco di insidie per i servizi

Cause antitrust in Usa e nuove norme in Ue mettono alla prova un business in crescita. Occhi sull’App Store

di Biagio Simonetta

2' di lettura

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Si apre con una serie di incognite, il 2024 di Apple. La società con la maggior capitalizzazione di mercato al mondo (2,99 trilioni di dollari) dovrà affrontare diverse contese legali (sia negli Stati Uniti che in Europa) che potrebbero minare parte del business legato ai servizi, attività che ad oggi fruttano alla casa di Cupertino 85 miliardi di dollari l’anno.

Il colpo più grande - e forse anche più imminente - è nascosto nel processo intentato dall’antitrust statunitense contro Google. Si tratta di una causa dalla quale è emerso che Big G, nel 2021, ha versato 26 miliardi di dollari nelle casse di Apple per fare in modo che il suo motore di ricerca sia quello predefinito sugli iPhone e sui vari dispositivi Apple. Se Google dovesse perdere questa causa, potrebbe essere costretta a sospendere questo tipo di pagamento. E questo potrebbe influire pesantemente sulle entrate annuali della divisione “Servizi” di Apple. Circa un quarto, secondo l’analista Eric Seufert, citato dal Financial Times.

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Chiaramente questa sentenza è molto attesa anche in casa Google, perché se dovesse spuntarla l’antitrust, il motore di ricerca su oltre 1 miliardo di dispositivi in tutto il mondo non sarebbe più automaticamente quello di Mountain View.

Ma non è finita qui. Il 2024 sarà anche l’anno in cui Apple si troverà ad affrontare un controllo crescente da parte dell’amministrazione Biden per le preoccupazioni circa il dominio del suo App Store. App Store che subirà importanti conseguenze soprattutto in Europa, dove con l’arrivo delle nuove norme per tenere a freno Big Tech si prospetta un anno infuocato. Di fatto l’Europa vuole che Apple su iOS (ma anche Google su Android) non imponga più l’uso dell’App Store, ma lasci spazio anche a “negozi” di app terzi. Nell’UE, in sostanza, Apple si sta preparando a consentire il cosiddetto “sideloading”, che consente agli utenti iPhone di bypassare il suo store e scaricare app da altri store.

Sarà una bella battaglia, considerando che secondo le stime di Sensor Tower, Apple ricava tra i 6 e i 7 miliardi di dollari in commissioni dall’App Store a livello globale ogni trimestre: un business assolutamente florido insomma.

Senza dimenticare la recente vittoria di Epic Games contro Google, che di fatto pone interrogativi pesantissimi sul futuro degli Store ufficiali.

Va ricordato che per Apple, il settore dei servizi, che comprende i proventi dell’App Store, dello streaming video e di Apple Music, negli ultimi anni è costantemente aumentato in proporzione ai ricavi totali dell’azienda. Ricavi che sono ancora sotto il dominio assoluto delle vendite di iPhone.

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