A Piazza Affari banche in luce. Deboli Leonardo e Saipem
Tra i principali titoli milanesi, gli acquisti hanno premiato StMicroelectronics (+3,28%) in un settore tech effervescente al traino di Apple, che a Wall Street è tornata a sedersi sul trono di società a maggiore capitalizzazione al mondo superando Microsoft. Hanno recuperato terreno le banche: UniCredit, in particolare, è salita del 2,26% dopo il via libera della Commissione europea all’acquisizione di Alpha Bank Romania. In controtendenza invece Leonardo (-1,93%) dopo lo stop alle trattative con Knds sulla collaborazione per la fornitura dei carri armati Leopard 2 all’Esercito italiano. Bene anche Ferrari (+3%), A2a (+2,86%), Banca Mediolanum (+2,75%), Inwit (+2,54%), Unipol (+2,41%) ed Hera (+2,29%). Male invece Tim, che ha lasciato sul terreno il 2,11%. Appena sotto la parità Eni (-0,33%), che ha collocato sul mercato il 10% del capitale di Saipem: quest’ultima ha approfittato della speculazione su una possibile maggiore contendibilità futura mettendo a segno un progresso dell’1,79%. Al di fuori del paniere principale Italmobiliare ha perso l’1,71% (a 28,75 euro) dopo che la Cemital dei Pesenti ha collocato sul mercato una quota pari all’1,3% del capitale a 27,5 euro per azione. In rally Eems (+11,12%) e Bestbe Holding (+14,29%), male Eph (-17,5%) e Risanamento (-6,97%).
Spread chiude a 139 punti, rendimento decennale piomba al 3,92% dopo inflazione Usa
Chiusura in netto calo per lo spread tra BTp e Bund dopo la brusca correzione al ribasso dei rendimenti euro seguita alla diffusione del dato sull’inflazione Usa. A fine seduta lo spread tra il BTp decennale italiano (Isin IT0005560948) e il pari scadenza tedesco si è attestato a 139 punti base, dai 144 punti del closing della vigilia. Scende in modo molto più vigoroso il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato gli scambi al 3,92%, dal 4,06% del closing di martedì. Da segnalare che il BTp decennale italiano ha sovraperformato tutti gli altri titoli di Stato dei Paesi periferici della Zona euro, bond francesi in testa.
Dollaro giù dopo inflazione americana, euro torna su 1,08
Ripiega il dollaro dopo l’inflazione americana, con l’euro che ne approfitta per recuperare la soglia di 1,08 sul biglietto verde. L’inflazione a maggio è rimasta stabile su base mensile, sotto le attese del mercato: se anche l’obiettivo della Fed appare lontano, il dato segna un punto a favore per le ipotesi di riduzione dei tassi dì’interesse nei prossimi mesi. Debole lo yen, malgrado il dato sui prezzi alla produzione abbia registrato una crescita ben oltre le attese (il maggiore da 18 mesi) alimentando le aspettative di possibili spinte inflattive e di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della BoJ, notano gli analisti di Mps.
Acquisti sul greggio, Brent punta a 83 dollari
Acquisti sul petrolio, con i prezzi del Brent (che punta a quota 83 dollari) e del Wti in rialzo. L’Opec ha lasciato invariate le previsioni di crescita della domanda mondiale di greggio per il 2024, rispetto alle stime diffuse il mese scorso. Il rapporto dell’Aie, dal canto suo, individua il picco della domanda nel 2030, con un surplus che toccherà gli 8 mln di barili al giorno nel decennio. Il gas sale del 2,5% a 35,1 euro al megawattora sulla piattaforma Ttf di Amsterdam.