La giornata dei mercati

Apple torna numero 1 per capitalizzazione. Borse Ue rimbalzano con calo inflazione Usa, Milano +1,4%

A maggio prezzi Usa fermi contro attese di un modesto rialzo, rallentano rispetto ad aprile. Apple supera Microsoft e torna la società più capitalizzata al mondo, vale oltre 3200 miliardi di dollari

di Paolo Paronetto e Stefania Blasioli

La Borsa, gli indici del 12 giugno 2024

4' di lettura

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il dato migliore delle attese sull’inflazione americana di maggio torna a dare slancio alle Borse europee, che rialzano la testa dopo le due sedute negative seguite all’esito delle elezioni Ue. Il mese scorso l’indice dei prezzi al consumo Usa ha rallentato il passo a +3,3% su base annua, contro attese per una conferma al +3,4%. Dato che regala margini di manovra alla Fed, che in serata annuncerà l’esito della due giorni di vertice e le aspettative per i prossimi mesi. Il mercato, in base alle elaborazioni del Cme FedWatch Tool, dà per scontata la conferma dei tassi di interesse ai livelli attuali nel corso dell’estate e inizia a credere con più convinzione a un taglio di 25 punti base in settembre: eventualità considerata probabile al 61,3%.

Il dato sull’inflazione «rimette la Fed nelle condizioni di orientarsi verso un taglio dei tassi precauzionale nel corso dell’anno, così da poter tener lontane le prospettive di una recessione», hanno commentato gli esperti Janus Henderson, pur avvertendo che «la tendenza odierna è a favore di un taglio preventivo piuttosto che di una svolta nella politica della Fed verso un approccio accomodante». Il Ftse Mib di Piazza Affari ha così chiuso in progresso dell’1,43% riconquistando quota 34mila punti, persa martedì per la prima volta dal 6 maggio. Nel resto d’Europa Francoforte ha guadagnato l’1,49%, Parigi lo 0,97%, Londra lo 0,83% e Amsterdam l’1,14%.

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In serata la riunione della Federal Reserve ha confermato i tassi d’interesse al 5,25%-5,50%. Il dot plot, ovvero il grafico delle previsioni dei banchieri sui tassi, anticipa un solo taglio dei Fed Funds nel 2024 ma il nuovo dato sull’inflazione di maggio potrebbe indurre la banca centrale a un orientamento più morbido nelle prossime riunioni.

Wall Street chiude mista

Wall Street chiude mista. Il Dow Jones cede lo 0,09% a 38.712,47 punti, il Nasdaq guadagna lo 1,53% a 17.608,44 punti mentre lo S&P 500 cresce dello 0,85% a 5.420,96 punti. Tutto questo dopo il dato stabile sui prezzi al consumo di maggio - rispetto al mese prima - e al rallentamento del dato annuale. A maggio, i prezzi al consumo sono rimasti invariati rispetto al mese precedente, dopo il +0,3% di aprile, contro attese per un rialzo dello 0,1%. Il dato annuale ha rallentato dal 3,4% al 3,3%, contro stime per una conferma del 3,4%. Il dato “core”, ovvero quello depurato dalla componente dei prezzi dei beni alimentari ed energetici, è cresciuto dello 0,2%, il minor aumento in sette mesi, contro attese per uno 0,3%. Rispetto a un anno prima, il dato “core” ha registrato un rialzo del 3,4% - contro il 3,5% delle attese e dopo il 3,6% del mese precedente - il minor aumento dall’aprile 2021. I prezzi energetici sono aumentati del 3,7% rispetto all’anno precedente, quelli dei generi alimentari del 2,1%.

Apple supera Microsoft, torna la società più capitalizzata al mondo

Apple supera Microsoft Corp ed è di nuovo la società a maggior capitalizzazione al mondo. Al momento, Apple vale 3.256 miliardi di dollari, grazie al rialzo di giornata, che segue quello della vigilia di oltre il 7% in scia alle novità legate all’intelligenza artificiale. Microsoft, ora, vale 3.249 miliardi, con il rialzo odierno. Apple inseguiva Microsoft dal 24 gennaio, secondo Dow Jones Market Data. Microsoft ha trascorso 96 sessioni mantenendo la vetta della classifica delle società a maggior capitalizzazione.

A Piazza Affari banche in luce. Deboli Leonardo e Saipem

Tra i principali titoli milanesi, gli acquisti hanno premiato StMicroelectronics (+3,28%) in un settore tech effervescente al traino di Apple, che a Wall Street è tornata a sedersi sul trono di società a maggiore capitalizzazione al mondo superando Microsoft. Hanno recuperato terreno le banche: UniCredit, in particolare, è salita del 2,26% dopo il via libera della Commissione europea all’acquisizione di Alpha Bank Romania. In controtendenza invece Leonardo (-1,93%) dopo lo stop alle trattative con Knds sulla collaborazione per la fornitura dei carri armati Leopard 2 all’Esercito italiano. Bene anche Ferrari (+3%), A2a (+2,86%), Banca Mediolanum (+2,75%), Inwit (+2,54%), Unipol (+2,41%) ed Hera (+2,29%). Male invece Tim, che ha lasciato sul terreno il 2,11%. Appena sotto la parità Eni (-0,33%), che ha collocato sul mercato il 10% del capitale di Saipem: quest’ultima ha approfittato della speculazione su una possibile maggiore contendibilità futura mettendo a segno un progresso dell’1,79%. Al di fuori del paniere principale Italmobiliare ha perso l’1,71% (a 28,75 euro) dopo che la Cemital dei Pesenti ha collocato sul mercato una quota pari all’1,3% del capitale a 27,5 euro per azione. In rally Eems (+11,12%) e Bestbe Holding (+14,29%), male Eph (-17,5%) e Risanamento (-6,97%).

Spread chiude a 139 punti, rendimento decennale piomba al 3,92% dopo inflazione Usa

Chiusura in netto calo per lo spread tra BTp e Bund dopo la brusca correzione al ribasso dei rendimenti euro seguita alla diffusione del dato sull’inflazione Usa. A fine seduta lo spread tra il BTp decennale italiano (Isin IT0005560948) e il pari scadenza tedesco si è attestato a 139 punti base, dai 144 punti del closing della vigilia. Scende in modo molto più vigoroso il rendimento del BTp decennale benchmark che ha terminato gli scambi al 3,92%, dal 4,06% del closing di martedì. Da segnalare che il BTp decennale italiano ha sovraperformato tutti gli altri titoli di Stato dei Paesi periferici della Zona euro, bond francesi in testa.

Dollaro giù dopo inflazione americana, euro torna su 1,08

Ripiega il dollaro dopo l’inflazione americana, con l’euro che ne approfitta per recuperare la soglia di 1,08 sul biglietto verde. L’inflazione a maggio è rimasta stabile su base mensile, sotto le attese del mercato: se anche l’obiettivo della Fed appare lontano, il dato segna un punto a favore per le ipotesi di riduzione dei tassi dì’interesse nei prossimi mesi. Debole lo yen, malgrado il dato sui prezzi alla produzione abbia registrato una crescita ben oltre le attese (il maggiore da 18 mesi) alimentando le aspettative di possibili spinte inflattive e di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della BoJ, notano gli analisti di Mps.

Acquisti sul greggio, Brent punta a 83 dollari

Acquisti sul petrolio, con i prezzi del Brent (che punta a quota 83 dollari) e del Wti in rialzo. L’Opec ha lasciato invariate le previsioni di crescita della domanda mondiale di greggio per il 2024, rispetto alle stime diffuse il mese scorso. Il rapporto dell’Aie, dal canto suo, individua il picco della domanda nel 2030, con un surplus che toccherà gli 8 mln di barili al giorno nel decennio. Il gas sale del 2,5% a 35,1 euro al megawattora sulla piattaforma Ttf di Amsterdam.

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