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Antitrust, via all’istruttoria sugli accordi fra Tim e Fibercop

L’Antitrust prevede l’avvio di un’istruttoria per accertare l’eventuale violazione di accordi restrittivi della concorrenza in violazione dell’articolo 101 Tfue, sulla base del master servioce agreement fra le parti. Conclusione del procedimento prevista a il 31 gennaio 2026

di Andrea Biondi

(Adobe Stock)

4' di lettura

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La decisione è contenuta nel Bollettino dell’Autorità Antitrust. L’Agcm vuole vederci chiaro all’interno degli accordi - il master service agreement o Msa - fra Tim e Fibercop.

All’esame ci sono soprattutto la durata dell’«esclusiva di fornitura a favore di Fibercop», troppo lunga, «giungendo de facto a trent’anni» con un secondo fattore di criticità che «potrebbe derivare dagli sconti a volume». Infine «è necessario valutare anche le previsioni relative alla concessione dei diritti Iru sui rilegamenti in fibra ottica dedicati ai clienti aziendali». In quest’ultimo caso «Tim potrebbe trattenere indebitamente capacità produttiva e precludere l’accesso a tali infrastrutture da parte di altri operatori concorrenti che intendano servire quei clienti».

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Così l’Autorità guidata da Roberto Rustichelli che avvia la sua azione su «segnalazioni delle società Open Fiber S.p.A. del 21 giugno 2024, integrata successivamente con ulteriori elementi nelle date 19 settembre 2024, 4 ottobre 2024, 12 novembre 2024 e 4 dicembre 2024, Vodafone Italia S.p.A. dell’8 agosto 2024, Iliad Italia S.p.A. del 14 agosto 2024 e dell’Associazione Italiana Internet Provider del 14 ottobre 2024».

La decisione dell’ Antitrust, che fissa al 31 gennaio 2026 la conclusione del procedimento, arriva dopo l’ok incondizionato della Dg Comp della Commissione Ue, arrivato il 29 maggio. Ma quel via libera teneva fuori il master service agreement demandando in sostanza la valutazione all’Agcm. Che quindi è arrivata, contenuta nel Bollettino settimanale.

I trent’anni di durata del master service agreement

Tutto questo perché «successivamente al completamento dell’operazione di scorporo della rete, a luglio 2024 - scrive l’Autorità Antitrust - i rapporti tra Fibercop e Tim sono stati disciplinati da un nuovo contratto denominato Master Service Agreement (di seguito, Msa)». Il contratto è stato depositato da Fibercop - società che ha in pancia l’ex rete Tim e che fa capo a una cordata guidata dal fondo Usa Kkr al cui interno ci sono anche Mef e F2i - il 15 luglio scorso e «prevede che i servizi di accesso all’ingrosso, passivi e attivi, siano forniti in esclusiva da Fibercop per quindici anni, rinnovabili in automatico per altri quindici anni. Altri servizi saranno invece forniti da Tim a Fibercop. Secondo quanto dichiarato da Fibercop nella nota di accompagnamento depositata con l’Msa, l’accesso è reso disponibile a Tim a termini e condizioni non discriminatorie, e con l’impegno di Fibercop a operare sulla base di un modello wholesale-only».

In questo quadro, «per l’intera durata dell’Msa, Tim s’impegna a: (i) acquistare tutti i servizi [omissis], nonché tutti gli altri servizi [omissis] da Fibercop; (ii) non autofornirsi o acquistare da altri alcuna [omissis]. Per Tim la previsione dell’esclusiva di rifornimento da FiberCop costituisce la garanzia di una continuità di approvvigionamento di servizi wholesale necessari alla commercializzazione dei servizi nei mercati retail di rete fissa».

Gli sconti a volume

Alla fine Antitrust ha deciso di mettere l’intesa sotto la lente perché «l’Msa presenta alcune clausole e previsioni che potrebbero risultare esorbitanti rispetto alle suindicate esigenze di continuità aziendale e, soprattutto, potrebbero condurre ad ingiustificati effetti restrittivi della concorrenza, anche alla luce dell’importante posizione concorrenziale che le Parti ricoprono ciascuna nel rispettivo mercato di competenza». Fra questi, come detto, ci sono gli sconti a volume che «aumentano, per ogni cliente aggiuntivo, al superamento di alcune soglie percentuali del rapporto tra linee attivate e linee attivabili, all’interno di una determinata area geografica, arrivando a un massimo di due euro a linea di sconto, rispetto al prezzo regolato da Agcom, una volta superato il 12% di tale rapporto».

In questo caso la valutazione dell’Antitrust è che possano esserci profili di criticità perché «se da un lato questi sconti sono offerti anche ad altri operatori su basi non discriminatorie, dall’altro lato si rileva che le soglie di quote di mercato previste dall’MSA per accedere agli sconti potrebbero essere raggiungibili solo da Tim. Rileva inoltre che, al fine di ottenere gli sconti, l’operatore dovrà scegliere un servizio di accesso attivo, il VULA FTTH, peraltro proprio nel momento in cui l’offerta di servizi passivi (Gpon e semi-Gpon) di Fibercop non è più soggetta al controllo dei prezzi con orientamento ai costi bensì soltanto a criteri di equità e ragionevolezza».

Che questa decisione possa intrecciarsi con i due dossier: il canone di concessione di 1 miliardo, non dovuto, che il Mef dovrebbe girare a Tim e la spinta sulla rete unica? Questa la valutazione di Giorgio Tavolini, di Intermonte: «L’indagine era in qualche modo prevista dopo il deferimento da parte di DgComp della revisione Msa alle autorità nazionali durante l’approvazione dell’accordo a maggio. Tim ha dichiarato che Msa aderisce agli standard normativi, con sconti sui volumi limitati alle attività non regolamentate. Non consideriamo ciò come una ritorsione del governo per il canone di concessione da 1 miliardo di euro, data l’indipendenza di Agcm e le partecipazioni del governo in FiberCop (16% tramite Mef, 11% tramite F2i) e Tim (9,9% tramite Cdp). Tuttavia, l’indagine potrebbe fungere da leva per spingere Kkr a supportare un’unica rete o ad accelerare la transizione dal rame alla fibra».

Revoca impegni coinvestimento Tim

Insieme con la decisione di apertura dell’istruttoria sul master service agreement (Msa) fra Tim e Fibercop, l’Autorità Antitrust nel suo Bollettino ha disposto la revoca degli impegni di coinvestimento presi da Tim e Fibercop nell’ambito degli accordi tra Fibercop, Kkr, Tim, Fastweb e Tiscali nel 2020 all’atto della nascita di Fibercop, newco in cui era stata trasferita la rete secondaria di Tim.

Via libera a Fastweb-Vodafone

Inoltre fra i provvedimenti c’è anche l’ok alla vendita di Vodafone Italia a Swisscom, con alcuni paletti: il proseguimento da parte di Fastweb della fornitura di servizi wholesale agli operatori terzi; la condivisione di informazioni in qualsiasi gara d’appalto della pubblica amministrazione per servizi di telefonia fissa e connettività fissa in cui il fornitore in essere sia Fastweb o Vodafone Italia; la nomina di un monitoring trustee, un fiduciario indipendente, che garantirà sull’adempimento degli impegni che avranno una validità di 3 anni.

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