Tech

L’azienda dei Roomba tracolla in Borsa: a rischio l’accordo con Amazon per l’opposizione dell’Ue

La Commissione starebbe per bloccare l’acquisizione, dopo il deal raggiunto nell’agosto del 2022. Il titolo dell’azienda che fa i Roomba perde il 36%

di Biagio Simonetta

2' di lettura

2' di lettura

L’accordo fra le due società è dell’agosto 2022. Adesso, però, il rischio che possa saltare è concreto, perché i regolatori (in primis quelli europei) sono pronti a mettersi di traverso. La storia fra Amazon e il gigante dei robot per le pulizie, iRobot, rischia di finire nel peggiore dei modi, dunque. E il titolo dell’azienda di Bedford (Massachusetts) che produce i famosi Roomba, tracolla in borsa, perdendo oltre il 37% (dopo il -14% della giornata di ieri, 18 gennaio).

Piccolo passo indietro: come dicevamo l’accordo fra Amazon e iRobot è dell’agosto 2022. Le due società siglarono un deal da 1,4 miliardi di dollari. E l’idea del gigante dell’eCommerce era chiara: arricchire il suo portafoglio di dispositivi intelligenti, che comprende l’assistente vocale Alexa, termostati, dispositivi di sicurezza e display.

Loading...

A un anno e mezzo di distanza, però, i regolatori hanno acceso i fari su questa operazione. E durante l’incontro di giovedì alla Commissione europea, Amazon pare sia stata informata del fatto che l’accordo sarà respinto. La tesi è sempre quella della concorrenza: per l’Ue, infatti, questa acquisizione potrebbe rafforzare il dominio di Amazon. E a quanto pare anche la Federal Trade Commission sta indagando sulla stessa cosa (indiscrezione, quest’ultima, che già ieri aveva fatto tracollare il titolo di iRobot). Le autorità di regolamentazione temono che l’acquisizione di rivali più piccoli possa portare poche aziende ad avere accesso a grandi quantità di dati dei clienti e a controllare il mercato. Le azioni di iRobot sono scese del 53% dall’annuncio dell’accordo.

Una decisione, quella dell’Ue, che se confermata risulterebbe il secondo blocco normativo a operazioni in ambito tech a distanza di poche settimane. A dicembre, infatti, Adobe ha rinunciato all’operazione da 20 miliardi di dollari per il produttore di software di progettazione Figma, citando «l’assenza di un percorso chiaro» per le approvazioni antitrust in Europa e nel Regno Unito.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti