Trimestrali

Meta e Microsoft meglio delle stime ma giù dopo i conti. Amazon ok. Balzo di Google

Il giro d’affari delle 4 big tech raggiunge 430,6 miliardi di dollari. L’utile netto complessivo è di 151,4 miliardi.

di Vittorio Carlini

5' di lettura

English Version

5' di lettura

English Version

Era tanta l’attesa per i conti di quattro big tech: Alphabet (la controllante di Google), Amazon, Microsoft e Meta. I risultati trimestrali sono arrivati.

Il giro d’affari dei colossi tecnologici raggiunge 430,6 miliardi di dollari (+20,2% sullo stesso periodo del 2025).

Loading...

L’utile netto complessivo è di 151,4 miliardi (+60%)

La società di Facebook

In particolare Meta ha riportato ricavi in rialzo del 33 % a 56,3 miliardi di dollari.

L’utile diluito per azione è stato di 10,44 dollari (+62%).

La società prevede, sul secondo quarter dell’anno, ricavi totali in un intervallo compreso tra 58 e 61 miliardi. «Una previsione - spiega l’azienda - che tiene conto del fatto che i cambi valutari avranno un impatto positivo di circa il 2% sulla crescita dei ricavi anno su anno».

Le spese totali per l’intero esercizio 2026 saranno comprese tra 162 e 169 miliardi, in linea con le previsioni precedenti. In generale, poi, Meta stima di generare, nel 2026, un utile operativo superiore a quello del 2025.

Ciò detto, e nonostante la redditività abbia battuto le stime, gli investitori hanno storto il naso quando hanno visto che Meta - sul 2026 - vuole aumentare fino a 135 miliardi (nella previsione mediana) i Capex. Una cifra evidentemente considerata eccessiva, tanto che il titolo, nell’after hours, è caduto.

La grande «G»

Alphabet, dal canto suo, ha visto aumentare del 22% (19% a cambi costanti) il fatturato a 109,9 miliardi. A questo dato hanno contribuito - dice la società - un po’ tutte le principali aree.

I ricavi di Google Services sono aumentati del 16% a 89,6 miliardi, trainati da una crescita del 19% di Google Search e altre attività, del 19% nelle sottoscrizioni, piattaforme e dispositivi, e dell’11% nella pubblicità su YouTube.

Google Cloud ha registrato una significativa accelerazione, con ricavi in rialzo del 63% a 20 miliardi. Si tratta di un trend dovuto alla espansione di Google Cloud Platform (Gcp) nelle soluzioni di Artificial intelligence per le imprese, nell’infrastruttura Ai e nei servizi core di Gcp . I profitti netti, poi, sono saliti dell’81% e l’Eps ha messo a segno un incremento dell’82%, raggiungendo 5,11 dollari.

Tra tutti questi dati il mercato, nell’after hours, ha guardato la dinamica della nuvola informatica. Il fatto che - in un contesto di grandi investimenti per la società - il cloud abbia accelerato è stato considerato in maniera positiva è il titolo è andato all’insù

I software di Microsoft

In linea di massima dati solidi per la società cofondata da Bill Gates. Il giro d’affari del terzo trimestre 2025 2026 è stati pari a 82,9 miliardi, in aumento del 18% ( +15% a cambi costanti). L’utile operativo è risultato di 38,4 miliardi, in crescita del 20% (+16% a cambi costanti).

L’utile netto, dal canto suo, si è attestato 31,8 miliardi, in aumento del 23% su base GAAP e del 20% su base non-GAAP (+18% a cambi costanti).

Infine: l’Eps diluito è di 4,27 dollari (+ 23% su base GAAP e + 21% su base non-GAAP che esclude l’impatto degli investimenti in OpenAi)

«Siamo focalizzati nel fornire infrastrutture cloud e soluzioni di Intelligenza artificiale che consentano a ogni azienda di massimizzare i propri risultati nell’era del computing agentico» ha dichiarato Satya Nadella, ceo di Microsoft.

«Il nostro business legato all’Intelligenza artificiale ha superato un ritmo di ricavi annuali di 37 miliardi, in crescita del 123% su base annua» ha concluso il manager. In generale, però, la trimestrale non ha soddisfatto - almeno nell’after hours - gli operatori che hanno iniziato a vendere.

Si tratta di una debolezza del titolo la quale, a ben vedere, non è di adesso. Da inizio anno - ricorda Barron’s- Microsoft cede circa il 12%. Una discesa in parte causata dalle preoccupazioni che i modelli di intelligenza artificiale possano sostituire funzioni chiave del software tradizionale.

La casa di Redmond, che ha un’enorme attività nel software enterprise, deve dimostrare di riuscire ad attrarre una forte domanda sul suo prodotto di AI Copilot, al fine di attenuare simili timori.

Il colosso Amazon

Per la società fondata da jeff Bezos le vendite nette - nel primo trimestre del 2026 - sono aumentate del 17%, raggiungendo 181,5 miliardi. Escludendo l’impatto favorevole di 2,9 miliardi derivante dalle variazioni dei tassi di cambio, l’incremento è del 15% rispetto al primo trimestre 2025.

L’utile operativo, invece, è salito a 23,9 miliardi, rispetto ai 18,4 miliardi dello stesso periodo del 2025.

L’utile netto, infine, si è assestato a 30,3 miliardi, pari a 2,78 dollari per azione diluita (erano stati 1,59 dollari un anno fa). In frenata il flusso di cassa libero. Questo è calato a 1,2 miliardi negli ultimi dodici mesi, principalmente a causa di un aumento anno su anno di 59,3 miliardi di dollari negli investimenti in immobili, impianti e attrezzature (al netto dei proventi da vendite e incentivi).

Al di là di ciò, anche qua il focus del mercato è sulla nuvola informatica. Amazon Web Services è cresciuto del 28% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 37,6 miliardi. Il numero è superiore alle stime di Wall Street e rappresenta un’accelerazione rispetto alla crescita del 24% su base annua registrata nel trimestre precedente.

Il risultato, all’inizio, non è bastato. In avvio di after hours le azioni di Amazon hanno perso il 2%. Successivamente, in scia alla conference call con gli analisti, le azioni si sono riprese.

I multipli

Fin qui alcune suggestioni sui dati trimestrali. Nel complesso, va sottolineato, si tratta di aziende che, sul fronte dell’andamento in Borsa, sono arrivate al valzer dei numeri in maniera differente. La riprova? L’hanno offerta i multipli.

Secondo il terminale Bloomberg al 27/4/2026, Alphabet ha un rapporto tra prezzo ed utile corrente di 37,3 volte. Un valore, a ben vedere, superiore a quello della media annuale negli ultimi 10 esercizi.

Amazon, dal canto suo, vanta un P/e che è praticamente in linea con quello della controllante della grande «G». Sennonché, il confronto con la serie storica è differente. La società in oggetto, infatti, nell’esercizio 2022 è arrivata ad avere l’indicatore oltre 113.

Un dato, quest’ultimo, conseguenza anche dell’onda lunga del Covid su commercio elettronico e cloud computing.

Meta, invece, è la big tech la quale - tra le realtà che presentano i conti - ha il multiplo più basso. Il rapporto tra prezzo ed Eps si situa al livello di 23. Il numero, però non è il livello inferiore nell’ultimo decennio.

Nel 2022, ad esempio, l’indicatore - sempre secondo il terminale Bloomberg, era scivolato a 10,5 volte.

Infine: Microsoft. L’azienda c fondata da Bill Gates vanta un P/e attuale di 28,3 volte. Vale a dire un valore che si piazza nella parte bassa della forchetta del medesimo P/e negli ultimi 10 anni.

Grandi aspettative

Al di là di ciò, e sempre considerando che il P/e corrente reagisce in maniera immediata alle variazioni delle quotazioni, un po’ tutte e quattro le big tech considerate sono contraddistinte dal medesimo trend prospettico. Quale? Quello che vede il multiplo stimato sulla fine dell’esercizio in corso inferiore all’attuale. Vero!

La caratteristica indicata non è rara nel momento in cui si analizza un po’ approfonditamente il funzionamento del rapporto tra prezzo ed utile per azione. Ciò detto, tuttavia, il trend descritto indica che - seppure con differenti velocità legate anche alle singole storie aziendali - il mercato prevede la continua espansione dei profitti.

Una condizione la quale - lo si è visto tante volte nel recente passato - ha una doppia valenza: positiva se le previsioni e gli outlook trimestrali battono le stime del mercato; più che proporzionalmente negativa nel momento in cui numeri risultano inferiori.

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti