Compagnie aeree

Alaska Airlines sceglie Roma per il suo primo volo transatlantico

Il ceo della compagnia americana Minicucci: «La crisi del carburante non ha modificato i nostri piani. Il jet fuel negli Usa c’è ma costa il doppio»

di Mara Monti

Il Being 787-9 dell’Alaska Airlines atterrato a Roma Fiumicino

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«Quella dei carburanti è una crisi globale: stiamo pagando circa il doppio rispetto ai livelli storici. Si tratta di una crisi di enorme portata, ma non in termini di disponibilità. Il carburante c’è, semplicemente costa molto di più rispetto a due mesi fa. Detto questo, gli Stati Uniti si trovano in una posizione buona, anzi molto buona, dal punto di vista delle forniture».

A dirlo è Ben Minicucci, CEO di Alaska Airlines, atterrato a Roma Fiumicino da Seattle con il volo diretto inaugurale che segna il debutto della compagnia aerea americana in Europa. Il volo, partito dal Seattle-Tacoma International Airport, ha sorvolato l’Atlantico atterrando in Italia alle 13:15 del 29 aprile, dopo 10 ore e 45 minuti e 4.930 miglia nautiche. L’aereo, un Boeing 787-9 Dreamliner, è poi ripartito alle 15:35 per Seattle, con arrivo previsto dopo 11 ore e 20 minuti

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«Dopo Roma, Londra e Reykjavik»

Il ceo di Alaska Airlines, Ben Minicucci

Il lancio del collegamento con Roma rappresenta una svolta strategica per Alaska Airlines, storicamente concentrata sui voli domestici negli Stati Uniti sulla West Coast. La compagnia aveva annunciato già nel 2024 l’intenzione di trasformare il proprio hub di Seattle in un polo globale, dopo la fusione con Hawaiian Airlines, che già disponeva di una flotta di aerei wide-body per le tratte di lungo raggio, tra cui 17 Boeing 787 Dreamliner in consegna nei prossimi cinque anni.

Questa operazione ha permesso alla compagnia di espandere il proprio network verso l’Asia, dove oggi serve destinazioni come Tokyo e Seul, precedentemente operate da Hawaiian Airlines. In Europa, Roma è la prima destinazione, seguita da Londra (dal 21 maggio) e Reykjavik, in Islanda (dal 28 maggio).

Nonostante il lancio dei voli a lungo raggio sia avvenuto nel pieno della crisi dei carburanti, la compagnia non ha modificato i propri piani, che prevedono l’apertura di almeno 12-15 nuove rotte. «È difficile individuare il momento giusto – ha spiegato Minicucci al Sole 24 Ore –. Abbiamo deciso di volare a Roma 18 mesi fa e nessuno poteva prevedere il raddoppio dei prezzi del carburante. L’aspetto positivo è che, dal punto di vista finanziario, siamo riusciti a compensare con gli aumenti delle tariffe dei biglietti aerei mediamente tra i 20 e i 30 dollari, senza impatti sulla domanda che resta forte».

Per contrastare l’aumento dei costi, la compagnia ha introdotto il pagamento di una commissione per i bagagli a mano. La decisione che arriva dopo una perdita di 193 milioni di dollari nel primo trimestre e la sospensione della guidance finanziaria per il 2026, a causa dell’incertezza sui prezzi del carburante.

«I biglietti venduti finora non hanno risentito dell’aumento, perché erano stati prenotati prima della crisi. Ma in futuro sarà diverso – ha aggiunto il CEO –. Contiamo di recuperare tra un terzo e il 50% dei costi del carburante entro quest’anno, ma molto dipenderà dalla domanda che per ora resta forte, soprattutto nelle classi Premium economy e Prima classe sui voli nazionali».

La rotta Seattle-Roma è operata con un Boeing 787-9 Dreamliner originariamente di proprietà della Hawaiian Airlines, configurato con 34 posti di Business class (incluse le nuove suite internazionali), 79 posti in Premium economy e 266 in Economy. Inizialmente il volo era stato pianificato con una frequenza ridotta, ma la forte domanda ha spinto la compagnia a renderlo giornaliero per tutta la stagione estiva.

«Abbiamo visto che c’è richiesta e le prenotazioni sono molto positive. Negli Stati Uniti le vendite sono più forti perché il marchio è più conosciuto, ma stanno crescendo anche in Italia. Puntiamo anche sul cargo: ad esempio, abbiamo trasportato vongole da Seattle. Quindi, se a Roma mangerete pasta alle vongole, potrebbero arrivare proprio da lì», ha commentato Minicucci.

Le Hawaii restano un punto di forza per la compagnia: «Operiamo 60 voli al giorno verso le isole, con una rete molto solida e siamo molto forti sulla West Coast, dall’Alaska alla California. Vogliamo costruire una rete globale partendo da Seattle, il nostro hub di riferimento dove non temiamo la concorrenza».

Alla domanda sul perché sia stata scelta Roma come prima destinazione europea, Minicucci ha risposto: «C’è una motivazione personale nella scelta: amo l’Italia e i miei genitori erano originari di Campobasso. Per me è stata una scelta emotiva, ma non solo. Abbiamo anche analizzato la domanda: da Seattle era difficile raggiungere Roma senza voli diretti. Ora abbiamo colmiamo questo vuoto. È una grande opportunità per collegare la West Coast con l’Italia».

E ha concluso: «I concorrenti stanno iniziando a seguirci, ma non li temiamo: la nostra rete domestica è più forte. Siamo arrivati a Roma per restarci a lungo».

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