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Al via l’Aperitivo Festival di Milano: gli italiani fanno fatica a rinunciare allo spritz

Secondo Cga by Niq il 37% degli italiani ha consumato almeno un aperitivo negli ultimi 3 mesi: una quota stabile nel tempo. Aumentano le vendite al supermercato di spumanti, gin e ready to drink

di Emiliano Sgambato

Lo spritz si conferma al primo posto tra i gusti dgeli italini in fatto di aperitivo

4' di lettura

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L’aperitivo è un rito che si trasforma nel tempo, ma a cui gli italiani difficilmente rinunciano. Secondo un’analisi condotta da Cga by Niq per l’Aperitivo Festival, che si tiene dalle 17 del 9 fino all’11 maggio a Milano, il 13% degli italiani si concede quello che ormai è diventato un rituale più di una volta a settimana, il 17% una volta a settimana, il 46% almeno una volta al mese, mentre il 23% più sporadicamente. Il 37% degli italiani ha consumato un aperitivo negli ultimi 3 mesi (+1% sul 2023). E non solo nel classico bar (39%) o cocktail bar e locali dedicati (34%), ma anche in enoteche, trattorie e discobar (15%), ristoranti (13%) e pub e birrerie (10%).

Poi ci sono i consumi in casa, con il fatturato “aperitivi + vermouth” che in Gdo arrivano a 200 milioni di euro di fatturato, anche se pure in questo ambito il taglio del carrello un po’ si è fatto sentire (-0,5% in valore e - 5,2% in valore). Sembrano invece non risentire della crisi nel carrello spumanti, gin e ready to drink, che totalizzano 813 milioni di euro di incassi (+4,2% in valore e +3,6% in volume).

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Per quanto riguarda il tipo di aperitivo consumato, tra gli alcolici spicca lo Spritz (33%) che si aggiudica il primo posto in classifica, seguito da Prosecco (29%) e birra (26%). Tra le proposte analcoliche, invece, vincono i preparati già pronti in bottiglia, che siano bibite o cocktail già pronti, seguiti dai succhi di frutta.

Complice anche la ritrovata attenzione alle sanzioni del codice della strada, sono soprattutto i giovani a orientarsi prevalentemente verso le opzioni a basso o nullo contenuto alcolico (come la birra 0% alcol e i mocktail): 27% contro 20% medio.
«Sono Tendenze da monitorare - dice Matteo Fortarezza, industry consultant lead di NielsenIQ - visto che non solo permettono di intuire le trasformazioni nei comportamenti di consumo, ma aprono nuove opportunità di posizionamento per i produttori di soft drink e per i locali di quartiere. Il 31% dei consumatori è infatti intenzionato ad aumentare la frequenza delle proprie visite a locali facilmente raggiungibili a piedi, un dato in crescita di 13 punti percentuali per quanto riguarda la Gen Z. Il 15%, invece, ha dichiarato di voler frequentare locali diversi come ristoranti, musei o cinema, tendenza che coinvolge ancora una volta soprattutto la Gen Z (+7 punti percentuali), confermando la sua propensione a modificare le proprie abitudini di consumo».

L’85% del campione considera importante la proposta di abbinamenti con il food: si guarda ai prodotti a km 0, ai prodotti Dop o del territorio; e 4 consumatori su 5 si dicono disposti a pagare un sovrapprezzo per un’offerta gastronomica di livello superiore. In particolare, il 45% sarebbe pronto a spendere fino a 5 euro in più, il 44% tra i 5 e i 10 euro, e il 12% oltre i 10 euro.

Sono appena finiti i brindisi di Mixology experience a Tuttofood, e sempre a Milano già si aprono quelli dell’Aperitivo Festival firmato Mww un week-end in città interamente dedicato all’arte dell’aperitivo, nel cuore pulsante del Tortona Savona District co 27 bartender internazionali, oltre 100 prodotti in degustazione e il coinvolgimento di alcuni dei più grandi brand del settore.
Un segno della vitalità di un settore che ha un’importanza sempre più trasversale (la“sola” mixology è stimata valere 35 miliardi): per i locali, naturalmente, con l’aperitivo che ormai assorbe una buona fetta dei consumi fuori casa, e probabilmente quelli con la marginalità più alta; per i produttori degli spirits più “tradizionali” e probabilmente ancora di più per i produttori di nuove bevande no alcol o low alcol che, grazie all’abilità di bartender sempre pià attenti alla sperimentazione, hanno la possibilità di farsi conoscere. Senza dimenticare il mondo della birra, sia industriale che artigianale, che punta molto su questi momenti di convivialità. E quello del vino, sempre più interessato a questo momento di consumo dato il calo delle vendite nei ristoranti, e con le bollicine (ma non solo) che sono ormai spesso protagoniste nei cocktail.

«La ricerca ci restituisce l’immagine di un’Italia profondamente innamorata dell’aperitivo, sempre più attenta alla qualità, al piacere e alla cura dell’abbinamento con il cibo, ma anche alla moderazione e a una convivialità consapevole - commenta Federico Gordini, founder di Mww Group e ideatore del World Aperitivo Day - . Un’evoluzione generazionale, a cui il mercato del food & beverage risponde con una varietà crescente di proposte di alto livello, sia negli ingredienti che nel gusto. Ad Aperitivo Festival si vive un’esperienza di assaggio unica, con oltre cento proposte da degustare in abbinamento. Un evento che non si esaurisce con la manifestazione, ma che proseguirà con attivazioni e iniziative fino al 2 giugno grazie a Carrefour Italia anche dopo il World Aperitivo Day del 26 maggio, che celebra quest’anno la sua quarta edizione nei locali e nei retail di tutta Italia».

«L’aperitivo italiano - continua Gordini - è una tradizione consolidata fin dai tempi più antichi, fondata sull’abbinamento tra beverage e food - commenta Federico Gordini, founder di Mww Group e ideatore del World Aperitivo Day -. Quando nel 2022 abbiamo creato il Manifesto dell’Aperitivo Italiano insieme a istituzioni, consorzi e grandi marchi, abbiamo voluto offrire una visione chiara dell’italianità di questo rito, sottolineando la necessità di chiamare “aperitivo” quel momento in cui l’abbinamento beverage-food sia centrale. Dai risultati della ricerca emerge chiaramente come questo abbinamento rappresenti oggi il criterio distintivo più importante per gli italiani. È su questo che abbiamo costruito il nostro Manifesto: l’aperitivo è, prima di tutto, armonia tra gusto e cultura gastronomica».

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