Cokctail e spirits

Il mondo della mixology vale più di 35 miliardi e conquista i giovani

A livelo europeo la previsione di crescita è del 4%: porterà il valore vicino ai 580 miliardi entro il 2028

di Maria Teresa Manuelli

Cocktail sempre più creativi e di design

3' di lettura

3' di lettura

Il mondo mixology si prepara a un anno di cambiamenti, trainato da un mercato europeo che continua a crescere e a ridefinirsi. Un settore dinamico che nel 2025 promette di sorprendere bartender e consumatori.

I numeri parlano chiaro: da un’analisi di Fiere di Parma, il mercato europeo della mixology - che comprende prevalentemente spirits ma anche vini frizzanti e prodotti complementari (soda, concentrati, attrezzature, ecc.) - vale oggi 465 miliardi di euro, con una previsione di crescita del 4% che porterà il valore vicino ai 580 miliardi entro il 2028. L’Europa si conferma l’epicentro globale di questo settore, con Germania, Regno Unito, Francia, Spagna e Italia che detengono oltre il 50% del mercato complessivo. Il nostro Paese si posiziona come quinto mercato europeo, con 35,6 miliardi di euro e una crescita media attesa del 2,9%, destinata a raggiungere 41 miliardi nel 2028.

Loading...

Le macro-tendenze secondo Bacardi: cinque nuove direzioni

Cosa berremo quindi nel 2025? Il Bacardi Cocktail Trends Report 2025 ha cercato di rispondere a questa domanda e ha individuato cinque macro-tendenze che ridisegneranno il mondo dei cocktail:

- Premium Fans. Un’evoluzione dell’intrattenimento che vede i consumatori, soprattutto della Generazione Z, investire in esperienze immersive. Il 44% dei giovani intervistati prevede di partecipare a più festival musicali, cercando connessioni autentiche attraverso i cocktail.

- In-The-Know Imbibing. I mixologist diventano veri e propri designer dell’esperienza. Il 62% dei consumatori diffida delle creazioni generate dall’intelligenza artificiale, preferendo l’arte e l’emotività umana nella preparazione dei drink.

- New Cocktail Frontiers. Si cercano esperienze multisensoriali che vadano oltre il semplice consumo. Il 25% dei consumatori è disposto a pagare di più per un cocktail che offra un’esperienza coinvolgente a 360 gradi.

- Culinary Connoisseurs. La mixology abbraccia la gastronomia, con il 70% dei bartender che traggono ispirazione dalla cucina. Crescono del 20% i sapori salati e del 15% quelli erbacei, aprendo nuove frontiere del gusto.

- The Future Spirit. Un focus sull’inclusività e sul cambiamento positivo, con un’attenzione particolare alla comunità e all’educazione del consumatore.

La Gen Z sembra essere il motore di questa rivoluzione: il 49% dei giovani intervistati prevede di godersi più aperitivi, il 32% preferisce un cocktail al vino, e il 35% è disposto a pagare di più per drink di qualità. «L’occasione dell’aperitivo si sta evolvendo e la risposta positiva della Gen Z è incredibile – afferma François in Albon, direttore generale di Bacardi per l’Europa del Sud –. Cocktail come l’Americano, l’Hugo e il Gin & Tonic stanno rivoluzionando il momento dell’aperitivo. Inoltre, la prossima grande tendenza nel mondo dei distillati è la tequila».

Le tendenze emergenti in Italia: un viaggio tra territorio e innovazione

Accanto a questi trend globali, secondo l’opinione di Mattia Pastori, mixologist di riferimento e autore del libro Il Figlio del Bar, nel nostro Paese emergono alcune direzioni particolarmente interessanti:

- Ingredienti locali e sostenibilità. I bartender riscopriranno erbe selvatiche, varietà autoctone e prodotti tipici, creando cocktail che celebrano la biodiversità e il patrimonio culturale locale. Un approccio che trasforma ogni drink in un racconto del territorio.

- L’evoluzione del gusto: dal dolce al salato. I cocktail stanno abbracciando profili di gusto più complessi, utilizzando ingredienti come brodi, parmigiano, salse di soia e miso. Gin arricchiti con acqua di mare e distillati sperimentali stanno ridefinendo i confini del gusto.

- Multiconcept bar: luoghi di esperienza. I bar si trasformano in hub multifunzionali, dove mixology, formazione, socialità e innovazione si incontrano. Non più semplici luoghi di consumo, ma spazi di condivisione e crescita.

- Il Messico nella mixology globale. Tequila e mezcal conquistano la scena internazionale, portando con sé non solo distillati, ma un’intera cultura dell’ospitalità.

- L’ascesa del 50/50: semplicità e bilanciamento perfetto. Dai 50/50 (cocktail con parti uguali di amaro e distillato) al ritorno dei grandi classici rivisitati, la mixology del 2025 sarà un equilibrio tra memoria e creatività.

- Il ritorno dei grandi classici: un viaggio nel passato. I classici tornano in auge, riportando l’attenzione su drink che hanno fatto la storia della mixology. Dai Daiquiri ai Long island, rivisitati in chiave moderna e personalizzata, le drink list vedranno un ritorno alle origini.

«Nel mondo della mixology – commenta Mattia Pastori – ogni drink è un’opportunità per raccontare una storia, un’esperienza che va oltre il semplice gusto. La chiave per fondere l’arte della tradizione con l’innovazione, è ascoltare i cambiamenti sociali e culturali che ci circondano».

Riproduzione riservata ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti