Compagnie aeree

Air France sotto la lente con l'offerta per una quota di Tap, ma pesa la crisi in Medio Oriente

Morgan Stanley taglia target price a 9,60 euro da 11,70

di Laura Bonadies

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Accoglienza fredda del mercato alla notizia che Air France-Klm ha presentato una offerta non vincolante per una quota di minoranza in Tap Air Portugal, il vettore portoghese di cui Lisbona ha avviato la privatizzazione. Il punto di forza del gruppo portoghese risiede nella sua posizione geografica a Lisbona, un hub dell'Europa meridionale che offre un'ampia connettività, in particolare verso le Americhe (incluso il Brasile), mercato chiave sia per Tap che per Air France-Klm, nonché verso l'Africa.

Dal canto suo, Tap beneficerebbe dell'integrazione in un'organizzazione commerciale globale che comprende Air France-Klm e Transavia, oltre a una stretta collaborazione con Delta Air Lines e Virgin Atlantic, partner del gruppo franco-olandese nell'ambito della loro joint venture transatlantica. Le reti di Tap e Air France-Klm sono ampiamente complementari e il Portogallo trarrebbe vantaggio da una maggiore connettività aerea.

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Nel comunicato, il gruppo franco-olandese spiega che il suo approccio unico «in materia di consolidamento privilegia la cooperazione all'interno di un quadro chiaro, concepito per massimizzare le sinergie economiche e operative. Questo modello permetterebbe a Tap di beneficiare appieno di un'integrazione fluida all'interno di un gruppo vasto e solido, avvalendosi di economie di scala e di una portata globale, rafforzando così la propria competitività. Tale cooperazione si estenderebbe a tutti i settori di attività e includerebbe un'attenzione particolare alla decarbonizzazione».

A pesare sul titolo però la decisione di Morgan Stanley di declassare alcune compagnie aeree europee tra cui Air France, abbassando il target price a 9,60 euro da 11,70 euro con giudizio ancora a Equal-weight. In linea generale le compagnie aree stanno vivendo un periodo di pressione con i prezzi del petrolio che continuano a viaggiare abbondantemente sopra i 100 dollari (al momento il Wti a 107,14 dollari e il Brent a 108,66 dollari). A questo si aggiungono le ultime dichiarazioni del presidente americano, Donald Trump, secondo l'esercito intensificherà le sue operazioni contro l'Iran nelle prossime due o tre settimane, allontanando di fatto le speranze per una durata breve del conflitto.

Un quadro complesso che non aiuta le compagnie aeree tanto che sia Deutsche Lufthansa che Ryanair (a New York nel pre market) hanno lanciato i primi allarmi. La prima conseguenza potrebbe essere la messa a terra fino a 40 aerei degli aerei, in piena stagione estiva, nel caso di Lufthansa. Nessuna decisione è stata presa al momento, ma secondo il ceo Carsten Spohr l’aumento dei costi del carburante si ripercuoterà anche sui prezzi dei biglietti. Il secondo allarme arriva dal numero uno di Ryanair, Michael O’Leary secondo il quale la fornitura di carburante per aerei all’Europa potrebbe subire interruzioni a partire da giugno se il conflitto in Medio Oriente non si concluderà entro il prossimo mese, costringendo potenzialmente la compagnia aerea e i suoi concorrenti a valutare la cancellazione dei voli per la stagione estiva. A livello numerico, la compagnia ha reso noto che il traffico è cresciuto del 5% a marzo con 15,8 milioni di passeggeri.

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