La visione di Trump sull’AI
Negli ultimi mesi, Donald Trump ha espresso diverse opinioni sull’intelligenza artificiale. Durante un’intervista con lo youtuber, Logan Paul, nel giugno 2024, ha descritto l’AI come una «superpotenza» capace di scrivere «meravigliosamente», ma ha anche manifestato preoccupazioni riguardo al suo potenziale allarmante. In particolare, ha espresso timori sui deepfake, ipotizzando che un video falso di un presidente degli Stati Uniti che annuncia il lancio di missili nucleari potrebbe indurre una nazione rivale a reagire con un attacco nucleare preventivo.
Durante la convention del Partito Repubblicano nel luglio 2024, Trump ha invece sottolineato la necessità per gli Stati Uniti di guidare lo sviluppo dell’IA per superare concorrenti come la Cina. Nella stessa occasione, però, ha anche proposto la deregolamentazione del settore per stimolare l’innovazione, criticando l’ordine esecutivo di Joe Biden che ha poi revocato nelle scorse ore.
L’incognita Musk
C’è però una grande incognita, o forse un grande equivoco, in questa storia. Perché questa parvenza liberaria di Trump in fatto di AI, sembra scontrarsi con le posizioni del suo braccio destro: Elon Musk. Il ceo di Tesla, ora anche membro del governo americano, nel marzo 2023, è stato fra i primi firmatari di una lettera aperta promossa dal Future of Life Institute, chiedendo una moratoria di almeno sei mesi sullo sviluppo di sistemi di AI più potenti di GPT-4. Le ragioni principali erano legate alle minacce per la civiltà, all’assenza di una regolamentazione a a una sicurezza insufficiente.
In molti giudicarono quella mossa di Musk come pura ripicca nei confronti di Sam Altaman, ceo di OpenAI. Perché - giova ricordarlo - proprio Musk è il cofondatore - insieme ad Altman - di OpenAI, la società madre del celebre ChatGPT. Mister Tesla pare non abbia mai perdonato ad Altman l’indirizzo verso il business di OpenAI, società nata no-profit. Da qui il suo addio all’azienda nel 2018, e i successivi dissapori con tanto di cause legali. E oggi che Musk fa parte della nuova amministrazione Usa, in molti si chiedono se proverà a utilizzare il suo potere per mettere i bastoni tra le ruote ad Altman e ad OpenAI.
In più occasioni, Musk ha sostenuto che l’AI «è più pericolosa delle armi nucleari», sottolineando la necessità di una supervisione rigorosa. Un pensiero che - se rimasto uguale - si scontra con la decisione di Trump di bocciare le norme di Biden che regolavano l’AI. Vedremo cosa ne penserà The Donald.