Aerei, forte domanda e prezzi alti: è l’estate d’oro dei big
Nonostante le incertezze dell’economia, torna il boom dei viaggi unito a rincari dei biglietti a due cifre percentuali: dopo la crisi Covid le compagnie aeree rivedono al rialzo i target
di Mara Monti
3' di lettura
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E’ l’estate della ripresa per le compagnie aeree: il boom dei viaggi e gli alti prezzi dei biglietti aerei non mostrano segni di rallentamento nonostante l’incertezza economica e l’inflazione che sta erodendo i risparmi delle famiglie. Mentre permangono i dubbi sulla sostenibilità a lungo termine, le compagnie aeree e gli analisti non vedono cedimenti in questo trend che continua a considerare il viaggio una priorità assoluta. Meno il business travel ancora lontano dai livelli raggiunti prima della pandemia: la ripresa c’è anche in questo comparto, ma meno accentuata rispetto a settore leasure per il permanere del lavoro da remoto negli uffici.
Risultati oltre le aspettative
I viaggi internazionali hanno raggiunto quest’anno circa il 90% dei livelli pre-pandemia, secondo la Iata (International Air Transport Association) mentre Moody’s nel suo ultimo report sul trasporto aereo stima che la domanda globale crescerà del 22% su base annua nel 2023 e del 6% nel 2024. Nonostante le previsioni di rallentamento, l’agenzia di rating continua ad essere positiva sul settore.
Le compagnie gongolano in questo primo anno senza pandemia e senza scioperi, evitati con l’aumento degli stipendi di piloti, personale di volo e di terra: la combinazione della forte domanda e dell’aumento a due cifre dei biglietti aerei hanno spinto i vettori a rivedere al rialzo i risultati finanziari dell’anno in corso dopo un secondo trimestre migliore delle previsioni.
Come nel caso della tedesca Lufthansa che ha superato il 90% delle prenotazioni rispetto ai livelli pre-pandemia, mentre il gruppo Air France-KLM prevede di tornare alla capacità pre-Covid nel 2024, obiettivo già raggiunto dalla low cost Ryanair nell’ultimo trimestre che con 123.5 milioni di passeggeri trasportati, ha superato del 23% i livelli pre-Covid in termini di capacità offerta. Il vettore low cost Wizz Air ha cominciato ad estendere il suo network verso il Middle East per trovare nuovi sbocchi di crescita e easyJet prevede di aggiungere il 15% della capacità nel prossimo inverno dal momento che le prenotazioni già oggi sono superiori rispetto allo scorso anno. Lo stesso vale per compagnie americane e asiatiche: Cathay Pacific, la compagnia di riferimento di Hong Kong, ha annunciato profitti semestrali ai massimi dal 2010.
Ancora i aumento i prezzi dei biglietti
A sostenere il settore tra i più colpiti durante la pandemia, l’aumento a due cifre dei prezzi dei biglietti aerei, un trend destinato a consolidarsi anche il prossimo anno. Secondo un report di UBS «Despite fare moderation still double digit fare growth yoy in 4Q», in media per un biglietto di economy andata e ritorno nel terzo trimestre il costo è stimato in crescita del 19% dopo un secondo trimestre salito del 32% e nel quarto trimestre - il periodo delle ferie natalizie - salirà del 36 per cento. Se per le leading companies si prevedono incrementi tutti in linea tra il 33% e il 39% nel quarto trimestre, al contrario tra le low cost gli aumenti possono andare da un minimo del 16% fino a toccare il 50 per cento. Più contenuti gli aumenti delle tariffe in premium economy attorno al 19% con il business travel in recupero, ora all’80% rispetto a pre-pandemia.


