Intelligenza artificiale

Accordo OpenAI-Oracle, 300 miliardi di investimenti in potenza di calcolo in 5 anni

OpenAI ha firmato un contratto con Oracle per acquistare 300 miliardi di dollari in potenza di calcolo in circa 5 anni, un impegno enorme che supera di gran lunga l’attuale fatturato della startup: lo scrive il Wall Street Journal

(FILE) Masayoshi Son, presidente e amministratore delegato di SoftBank Group Corp, Larry Ellison, amministratore delegato di Oracle e Sam Altman, amministratore delegato di Open AI ascoltano il presidente degli Stati Uniti Trump parlare nella Roosevelt Room della Casa Bianca il 21 gennaio 2025, a Washington (Foto di Jim WATSON / AFP)

2' di lettura

2' di lettura

OpenAI ha firmato un contratto con Oracle per acquistare 300 miliardi di dollari in potenza di calcolo in circa 5 anni, un impegno enorme che supera di gran lunga l’attuale fatturato della startup: lo scrive il Wall Street Journal. E’ uno dei più grandi contratti cloud mai firmati, a dimostrazione di come la spesa per i data center di IA stia raggiungendo nuovi massimi nonostante i crescenti timori per una potenziale bolla. Il contratto con Oracle richiederà 4,5 gigawatt di capacità energetica, all’incirca paragonabile all’elettricità prodotta da più di 2 dighe di Hoover o alla quantità consumata da circa 4 milioni di persone.

Ieri Oracle ha fatto registrare una impennata incredibile in Borsa, realizzando guadagni fino al 40%, portando la capitalizzazione da 678 a 943 miliardi di dollari e facendo schizzare il patrimonio del co-fondatore Larry Ellison, che raggiunge i 393 miliardi di dollari, superando Elon Musk (fermo a 383).

Loading...

La spinta dell’Intelligenza artificiale

La spinta è arrivata dai conti trimestrali e soprattutto dall’ondata di contratti legati all’intelligenza artificiale. Presentando i conti, l’amministratrice delegata Safra Catz ha parlato di un «trimestre straordinario», complici quattro contratti plurimiliardari firmati in tre mesi e prenotazioni salite a 455 miliardi di dollari, ben oltre i 138 miliardi del periodo precedente e le attese del mercato.

Una crescita resa possibile dalla fame di infrastrutture cloud necessarie ad addestrare e far funzionare i nuovi modelli di AI, che indica anche un nuovo fattore: dopo i chip (che hanno reso Nvidia l’azienda di maggior valore al mondo), ora è il cloud l’altro eldorado prodotto dal boom dell’intelligenza artificiale.

In luglio era già trapelata la notizia di un possibile maxi-accordo con OpenAI per 4,5 gigawatt di potenza di calcolo, ma la cifra siglata tra le due aziende e riportata dal Wall Street Journal è doppia rispetto a quanto anticipato allora.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti