Materie prime

A Parigi scivola Eramet, silurato il Ceo e sospeso anche il Cfo

Una serie di uscite inattese hanno sollevato molti interrogativi sulla governance del gruppo minerario, specializzato in nichel, manganese e litio

di Giuliana Licini

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  (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Nuovo scossone per Eramet alla Borsa di Parigi, in reazione alle traumatiche evoluzioni della sua governance. Dopo il siluramento del ceo Paulo Castellari la scorsa settimana, il gruppo minerario ha sospeso dalle sue funzioni il direttore finanziario, Abel Martins-Alexandre. A dare notizia della sospensione del cfo è stato per primo il "Financial Times" nel fine settimana. Un portavoce di Eramet ha confermato che «è stato istituito un team di gestione ad interim all'interno della sua direzione finanziaria, mentre il direttore finanziario si dimette temporaneamente durante un'indagine sulle pratiche di gestione».

Il licenziamento dell'amministratore delegato, avvenuto domenica scorsa, era motivato con problemi di coordinamento con il consiglio di amministrazione e i team dell’azienda e non legato ai risultati finanziari, aveva spiegato in quell’occasione la presidente di Eramet, Christel Bories, che ha assunto l'incarico pro-tempore di Ceo, già ricoperto per anni prima dell'arrivo di Castellari. Secondo il Financial Times, Martins-Alexandre, entrato in Eramet a settembre e considerato vicino all'ex Ceo, era in malattia dopo la partenza di Castellari, avvenuta solo otto mesi dopo il suo insediamento. Un'uscita inattesa che ha sollevato molti interrogativi sulla governance del gruppo, specializzato in nichel, manganese e litio. Ft, citando fonti a conoscenza del dossier, ha precisato che il licenziamento di Castellari e la sospensione di Martins-Alexandre non sono correlati ad alcuna accusa di cattiva condotta. Anzi, secondo il quotidiano, i due manager avevano recentemente istituito una task force interna per indagare su potenziali irregolarità finanziarie all'interno del gruppo negli ultimi anni.

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Eramet è controllata per il 37% dalla famiglia Duval e per il 27% dallo Stato francese. La società ha risentito del crollo del prezzo del nickel e delle difficoltà della sua miniera nel territorio francese della Nuova Caledonia. Il gruppo produce inoltre minerale di manganese in Gabon dove il Governo intende proibire le esportazioni del minerale non trasformato. Castellari aveva iniziato un riesame delle attività di Eramet e aveva proposto cambiamenti per migliorarne la performance. Tra le opzioni proposte dal ceo al cda – scrive il Ft – c’erano la vendita di asset e un aumento di capitale. Eramet comunicherà i conti annuali il 18 febbraio, dopo avere chiuso i primi nove mesi con un calo dei ricavi dell’8%.

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