A Copenaghen vola Norden, alza guidance 2026 grazie ad aumento tariffe per trasporto greggio
La compagnia marittima danese beneficerà anche dei maggiori introiti della vendita di navi. Previsto per quest'anno un utile netto fra 70-140 milioni di dollari
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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Norden prende il largo alla Borsa di Copenaghen dopo avere alzato la guidance per il 2026, di riflesso all'aumento delle tariffe per il trasporto di petrolio in conseguenza della guerra che ha provocato il blocco dello stretto di Hormuz. L'esercizio si avvantaggerà anche dei maggiori introiti dalla vendita di navi. Il titolo della compagnia marittima danese attorno a metà mattina (di martedì 27 aprile) mette a segno un progresso dell'8% a 309,10 corone. «Grazie alle vendite di navi e a un mercato delle petroliere più solido, Norden rivede al rialzo le previsioni di utile netto per l'intero anno 2026, portandole a 70-140 milioni di dollari dai 30-100 milioni di dollari indicati in precedenza», si legge in un comunicato. Nel primo trimestre del 2026, l'utile netto del gruppo si è attestato a 11 milioni di dollari (72 milioni di corone danesi), «trainato dalle ottime performance del settore dei tanker» (le navi cisterna per il traporto di petrolio), ma «parzialmente compensato dai risultati deludenti del settore del trasporto di merci secche». Escludendo l’impatto dei contratti di leasing, l'Ebit del settore petrolifero si è attestato a 47,3 milioni di dollari, mentre l'Ebit del ‘dry cargo’ ha registrato una perdita di 45 milioni di dollari.
«La performance del settore petrolifero è stata trainata dall'impennata delle tariffe spot, alimentata dalle interruzioni dei flussi globali di petrolio a seguito del conflitto in Iran e dal conseguente riequilibrio degli scambi commerciali per soddisfare la domanda regionale. Sebbene le prospettive per il settore petrolifero rimangano incerte e dipendano dalla ripresa dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz, prevediamo un significativo aumento degli utili spot per l'intero anno 2026», spiega Norden. Allo stesso tempo, il primo trimestre è stato difficile per la divisione Dry Cargo, con perdite dovute alle spese di noleggio per coprire gli impegni di carico e ai costi operativi e assicurativi aggiuntivi legati al conflitto in Iran. «Nel primo trimestre sono stati sostenuti anche costi per il riposizionamento di parte della flotta, che dovrebbero generare valore nel secondo trimestre. Di conseguenza, prevediamo un graduale miglioramento trimestrale nell'unità aziendale Dry Cargo», precisa Norden. Il gruppo ha inoltre proseguito «la strategia di valorizzazione degli asset» e da inizio anno ha venduto sette navi, tre della flotta di proprietà e quattro oggetto di opzioni di acquisto. Per l'intero anno 2026, Norden ora prevede introiti da transazioni già concluse pari a 64 milioni di dollari dai 20 milioni previsti inizialmente. Fondata nel 1871, Norden è una delle più antiche compagnie di navigazione danesi operanti a livello internazionale, con uffici in 6 continenti.


