Trimestrali

Amazon: utile sopra le stime. Apple, l’iPhone non basta. Titolo giù

Il gruppo di Bezos convince sul fronte di investimenti e Ai. Alla casa della mela morsicata non basta il rialzo delle vendite del melafonino

 (EPA)

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Dopo Alphabet, Meta e Microsoft è stato il turno di Apple e Amazon.

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I conti di Amazon

La società fondata da Jeff Bezos ha pubblicato numeri oltre le stime, confermando il forte slancio del business legato all’Intelligenza artificiale. I ricavi hanno raggiunto 200,6 miliardi di dollari (+25% rispetto allo stesso periodo del 2025), mentre l’utile per azione si è attestato a 5,75 dollari, ben oltre le previsioni degli analisti.

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A trainare la crescita è stata soprattutto Amazon Web Services (AWS), la divisione cloud, che ha registrato un incremento delle vendite del 37%, fino a 42,2 miliardi, grazie alla crescente domanda di infrastrutture per l’Artificial intelligence (Ai). Il mercato ha accolto positivamente i risultati, spingendo il titolo in rialzo nelle contrattazioni after-hours.

Restano però elevate le spese per gli investimenti nei data center e nell’intelligenza artificiale, che continuano a pesare sui flussi di cassa. Amazon, in tal senso, ha confermato circa 200 miliardi di Capex sul 2026. Nel complesso, i dati indicano comunque che la strategia del gruppo sull’Intelligenza artificiale sta dando risultati concreti, anche se gli investitori continueranno a monitorare con attenzione l’impatto dei massicci investimenti sui margini futuri.

Outlook

Con riferimento alle aspettative per il futuro, il gruppo nel terzo trimestre prevede i ricavi compresi tra 197,0 e 202,0 miliardi, pari a una crescita tra il 9% e il 12% rispetto al terzo trimestre del 2025. Escludendo l’effetto del Prime Day sia nel 2025 sia nel 2026, l’incremento su base annua del terzo quarter 2026 sarebbe superiore di quasi 4 punti percentuali (400 punti base). Le stime tengono conto di un impatto negativo di circa 80 punti base dovuto alle variazioni dei tassi di cambio. L’utile operativo, dal canto suo, è atteso in un intervallo compreso tra 22,5 e 26,5 miliardi, rispetto ai 17,4 miliardi registrati nel terzo trimestre del 2025.

I numeri di Apple

Anche la casa della mela morsicata ha pubblicato i dati trimestrali che rappresentano il terzo quarter dell’esercizio 2025-2026. In particolare, Apple ha registrato ricavi pari a 109,4 miliardi, in crescita del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il margine lordo dell’azienda si è attestato al 50,1%, beneficiando di un impatto positivo di circa 2 punti percentuali grazie ai rimborsi sui dazi doganali. L’utile per azione diluito è stato, invece, di 2,02 dollari, in rialzo del 29% su base annua, includendo un contributo positivo di 0,11 dollari per azione derivante dai rimborsi sui dazi.

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La reazione negativa

Sennonché, gli operatori - nonostante i dati di conto economico siano sopre le stime- hanno reagito negativamente. Il titolo di Apple, nell’after hours, è in calo. Perchè? A pesare non sono stati tanto i risultati quanto la loro qualità e le prospettive future. Il margine lordo del 50,1% e l’Eps hanno, per l’appunto, beneficiato rispettivamente di circa 2 punti percentuali e di 0,11 dollari per azione grazie ai rimborsi sui dazi, un contributo straordinario destinato a non ripetersi.

Delusione anche per la divisione Servizi, che ha riportato ricavi per 30,7 miliardi, in crescita del 12%, ma leggermente inferiori alle attese del mercato. Sullo sfondo resta poi il tema dell’Intelligenza artificiale: gli investitori attendono ancora prove concrete della capacità di Apple di trasformare gli annunci su Siri AI in un motore di crescita dei ricavi. In altre parole, il trimestre è stato molto solido, ma non abbastanza per soddisfare aspettative che, dopo il forte rialzo del titolo, erano diventate particolarmente elevate.

Infine, ma non meno rilevante, l’iPhone. Il melafonino si è confermato il principale motore della crescita di Apple, con ricavi in aumento del 21,7% a 54,25 miliardi di dollari, superiori ai 53,86 miliardi attesi dagli analisti. Sul fronte dei costi, il gruppo ha però avvertito che il forte aumento dei prezzi delle memorie DRAM e NAND, alimentato dalla domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale, continuerà a esercitare pressioni sui margini. Apple ha spiegato di aver finora mitigato l’impatto grazie alle scorte acquistate in precedenza, ma ha riconosciuto che questo vantaggio tenderà progressivamente a esaurirsi nei prossimi trimestri.

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