Energia

Viticoltura, una guida dell’Enea per migliorare sostenibilità e produttività

Per ciascuna soluzione vengono forniti indicatori tecnico-economici precisi: investimento richiesto, risparmio energetico atteso, tempo di recupero

di Davide Madeddu

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Meno consumi energetici e migliore produttività: sono i due punti di forza della Guida per migliorare l’efficienza delle aziende vitivinicole italiane promossa dai ricercatori dell’Enea. In 129 pagine guida suddivide gli interventi per grado di maturità tecnologica passando dalle tecnologie trasversali consolidate ai sistemi per ottimizzare il processo produttivo sino ad arrivare alle tecnologie emergenti. Per ciascuna soluzione vengono forniti indicatori tecnico-economici precisi: investimento richiesto, risparmio energetico atteso, tempo di recupero.

«In un mercato globale sempre più attento alla sostenibilità, l’adozione di pratiche energetiche responsabili rappresenta un fattore determinante di posizionamento competitivo - è il commento di Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento Efficienza energetica dell’Enea-. Questa guida dimostra come la collaborazione tra il mondo della ricerca e il sistema produttivo sia un elemento chiave per trasformare l’innovazione tecnologica in un vantaggio concreto e misurabile per le imprese».

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La guida è stata sviluppata nell’ambito del programma triennale 2025-2027 di Ricerca di Sistema Elettrico, per supportare le aziende nella riduzione dei consumi energetici, concepita come una “roadmap” operativa per integrare innovazioni tecnologiche e ottimizzazioni gestionali lungo l’intero processo produttivo.

Anche grazie all’illustrazione di qualche caso. Come quello di un’azienda vitivinicola del Centro Italia. Il progetto, l’investimento è di 38 mila euro, prevede il recupero del calore dai compressori. In un anno si ha un risparmio di 16.500 Sm3 di gas e di 6,6mila euro l’anno, con un tempo di rientro di 6 anni. Inoltre evitate 32 tonnellate di CO2.

C’è poi il caso dell’azienda media situata nel nord Italia che produce 500 mila bottiglie l’anno di vino. L’intervento riguarda l’ottimizzazione del sistema di generazione del freddo. Con un investimento di 18.500 mila euro si ha un risparmio di energia elettrica di 32.000 kWh ed economico di 7.500 euro l’anno con un periodo di recupero di 2,5 anni.

«L’Italia vanta un numero elevato di aziende vitivinicole, sebbene i dati precisi possano variare tra le fonti - si legge nella rappresentazione dello scenario della guida -. A fronte di circa 241mila imprese viticole sono circa 30mila le aziende vinificatrici, a maggioranza piccole e medie imprese. La superficie vitata nazionale ammonta a circa 681mila ettari, con una dimensione media di 2,83 ettari per azienda, a conferma di un tessuto produttivo frammentato ma caratterizzato da un’elevata diversificazione dell’offerta».

A determinare la creazione della guida un dato: gli elevati costi energetici che interessano le imprese vitivinicole. L’analisi dei consumi reali delle cantine italiane, condotta in collaborazione con l’enologo Mario Ragusa dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio della Regione Siciliana, «evidenzia margini di miglioramento significativi». Circa il 90% dell’energia utilizzata in cantina è elettrica, mentre i sistemi di refrigerazione e controllo termico rappresentano circa il 50% dei consumi complessivi. «Molti degli interventi di efficientamento esaminati - sottolinea la guida - presentano bassi tempi di ritorno rendendo l’investimento economicamente sostenibile».

«Il consumo del comparto vitivinicolo italiano si attesta su valori significativi, con stime che indicano un fabbisogno energetico superiore a 500 milioni di kWh all’anno e - si legge sempre nella guida - un conseguente impatto sui costi che incide soprattutto sulle piccole e medie imprese che rappresentano circa l’80% del settore».

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