Dieci anni di Alley Oop

Violenza sulle donne, dalle leggi alla realtà: ecco cosa resta da fare

I risultati raggiunti in dieci anni e i passi ancora da fare al centro della tavola rotonda a cui hanno preso parte il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, la giudice e consigliera della Corte di Cassazione Paola Di Nicola Travaglini e Cristina Carelli, presidente della rete dei centri antiviolenza D.i.Re

di Chiara Di Cristofaro e Simona Rossitto

Il panel della tavola rotonda sulla violenza contro le donne: da sinistra Cristina Carelli, presidente D.i.Re, la giornalista di Radiocor Chiara Di Cristofaro, la giudice Paola Di Nicola Travaglini e, in collegamento, il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia.

3' di lettura

English Version

3' di lettura

English Version

Negli ultimi dieci anni tutto è cambiato sul tema della violenza di genere: sono stati anni di leggi decisive, di una maggiore attenzione mediatica, della nascita di una consapevolezza e presa di coscienza collettiva di un problema strutturale e profondamente radicato nella cultura. Passi avanti, certamente, che però non hanno ancora portato alla rivoluzione necessaria, come mostrano i numeri: le violenze più gravi non accennano a diminuire e il trend dei femminicidi non segue il calo ben più marcato degli omicidi in generale. Certamente, in positivo, ci sono anche i dati che segnalano un aumento della consapevolezza: diminuisce il numero delle violenze nelle coppie mentre aumenta quello delle violenze compiute dagli ex (fonte Istat), segno che le donne escono prima dalle situazioni che le mettono in pericolo. Cosa manca, allora, perché il cambiamento sia radicale?

Il bilancio di questi anni e i passi che vanno fatti perchè di violenza sulle donne non si debba più parlare sono i temi al centro della tavola rotonda "Violenza sulle donne: dalle leggi alla realtà" che si è tenuta in occasione dei 10 anni di Alley Oop Il Sole 24 ore a Montecitorio, nella Sala della Regina, a cui hanno preso parte il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia (in collegamento), da decenni un punto di riferimento assoluto nello studio e nel contrasto alla violenza domestica e di genere, tanto da essersi conquistato l’appellativo di “giudice delle donne”; la giudice e consigliera della Corte di Cassazione Paola Di Nicola Travaglini, una delle voci più autorevoli nel chiedere un cambio di paradigma culturale, prima ancora che legislativo, per combattere stereotipi e pregiudici che abitano anche le aule di giustizia e Cristina Carelli, presidente della rete dei centri antiviolenza D.i.Re, la più grande rete di centri antiviolenza in Italia che nel solo 2024 hanno accolto oltre 24.800 donne.

Loading...

Di Nicola Travaglini: «Più formazione contro stereotipi e pregiudizi»

Il confronto è iniziato con il racconto di Carelli della realtà quotidiana delle donne che arrivano nei centri antiviolenza, centri che continuano a scontrarsi con l'annoso tema della stabilità dei finanziamenti e che devono contare ancora troppo sul lavoro volontario, per proseguire con l'analisi di Paola Di Nicola Travaglini, che ha messo in evidenza come ancora oggi, nonostante i grandi passi avanti fatti, le donne faticano a essere credute. «Per le donne è difficile essere credute quando hanno di fronte operatrici e operatori non specializzati nel contrasto alla violenza contro le donne, vista sotto il profilo non tanto giuridico quanto dal punto di vista culturale», ha sottolineato la giudice. Il vero problema nel contrasto alla violenza maschile contro le donne, ha ribadito con forza la giudice, «sono i pregiudizi e gli stereotipi giudiziari: l'Italia è stata condannata per questo e adesso la formazione deve vertere prevalentemente su questo profilo».

Violenza donne, online nuovo spot Fondazione Giulia Cecchettin

Roia: «Dieci anni non bastano per una rivoluzione culturale»

Formazione specializzata, dunque, che deve riguardare ambiti diversi, non solo quelli giudiziari. La vittimizzazione secondaria, infatti, si concretizza non solo nelle aule di giustizia, ma anche sui media, sulle narrazioni tossiche che ancora troppo spesso vediamo. Sottolineando il lavoro fatto da Alley Oop in questi anni sul tema, il presidente del Tribunale di Milano ha detto: «Dieci anni sono tanti e sono pochi per creare e per comunicare una rivoluzione culturale che si è mossa, si sta muovendo ma deve fare ancora moltissimi passi». Si tratta, ha proseguito Roia, «di un processo molto lento, ma in questo processo il modo di comunicare e di sensibilizzare è fondamentale». Quella contro la violenza sulle donne, ha detto Roia, «è una battaglia di civiltà». Sulla formazione ha insistito anche Cristina Carelli, che ha sottolineato quanto sia importante che a tenere le formazioni siano persone specializzate ed esperte del tema, che non si improvvisino tali. Al centro del dibattito, anche il tema del consenso.

Carelli e il nodo centrale del consenso nel ddl stupri

Carelli, raccontando quali sono le sfide e gli ostacoli che si trovano a dover affrontare le donne che subiscono violenza, anche quando riescono ad avere la forza di chiedere aiuto, si è soffermata sul «tema centrale del consenso». «In questo momento - ha detto Carelli - ci stiamo molto preoccupando e impegnando per sensibilizzare l'opinione pubblica su quanto sta accadendo in merito alla legge sulla violenza sessuale, che è messa in discussione dalla proposta della senatrice Bongiorno che sposta l'impianto stesso della legge», passando dal concetto di consenso a quello di dissenso. «Se dovesse passare questa proposta - ha detto Carelli - faremmo un passo indietro molto grave e pericoloso non solo per tutte le donne, ma anche per tutta la società. Perché davvero le donne non sono e non possono essere considerati disponibili a priori, e non può assumersi che per non essere considerate disponibili le donne debbano dire di no. Le donne - ha concluso - hanno diritto a esercitare la loro libertà di scelta, anche in ambito sessuale».

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti