Vino, produttori in allarme per proposta di stretta anti-alcool alla Ue
La Commissione Beca (Beating Cancer) dell’Eurocamera voterà un testo dove si afferma che non esiste un «livello sicuro» di consumo di alcolici. Le aziende italiane temono contraccolpi
di Giorgio dell'Orefice
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Grande preoccupazione nel settore del vino made in Italy per il report relativo al Piano anticancro che la Commissione Beca (Beating cancer) del Parlamento europeo si appresta a votare il prossimo giovedì 9 dicembre.
A lanciare l’allarme l’Unione italiana vini che ovviamente condivide ogni iniziativa di contrasto al male del secolo, tuttavia resta il nodo di un report Ue che generalizza sugli effetti del consumo di alcol, mettendo così a forte rischio il futuro di una componente fondamentale della Dieta mediterranea come il vino, che solo in Italia fornisce occupazione a 1,3 milioni di persone.
«Nel testo - spiegano all’Unione italiana vini - solo parzialmente emendato grazie a decisi interventi in particolare di europarlamentari italiani, si afferma indistintamente come non esista un livello sicuro di consumo di alcol quando si parla di prevenzione del cancro e si incoraggia la Commissione Ue e gli Stati membri a promuovere azioni per ridurre e prevenire danni causati dall'alcool nel contesto di una modificata strategia europea sull'alcool».
Le strette proposte, dal no alla pubblicità all’aumento delle tasse
Tra queste, la richiesta di introdurre etichette di avvertenza sanitaria, del divieto di pubblicità, del divieto di sponsorizzazione di eventi sportivi, dell’aumento della tassazione e della revisione della politica di promozione. «L'Europa – ha detto il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti – ha il dovere di proporre politiche volte a minimizzare i rischi correlati alla malattia ma a nostro avviso non è censurando il consumo, in ogni genere e grado, che si risolve il problema. Occorre tenere conto delle specificità del vino, che in Italia - e non solo - è sinonimo di moderazione: siamo, secondo Eurostat, tra i principali consumatori del Continente e allo stesso tempo ultimi in Europa, dopo Cipro, per episodi di consumo ‘pesanti' di alcol. Non possiamo perciò accettare che nel report non vi sia il minimo cenno alla parola vino e a una cultura di un consumo responsabile che è l'antitesi del binge-drinking».
Dieta mediterranea a rischio?
«Porre come target una diminuzione generale della popolazione che beve alcol - ha aggiunto il presidente dell'associazione europea Wine in Moderation e vicepresidente Uiv, Sandro Sartor - composta per la maggioranza dei casi da consumatori moderati, non aiuterà a raggiungere gli obiettivi della strategia.








