Vino, i fondi per la promozione aprono le porte dei mercati esteri
L’ultimo finanziamento Ocm è di 90 milioni ma dal 2004 è stato stanziato più di 1 miliardo, portando a una crescita del giro d’affari del 107% (4,5 miliardi) per denominazioni grandi ed emergenti
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Nei giorni scorsi il ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare ha varato, in anticipo rispetto agli scorsi anni, il decreto che dà il via libera alla presentazione dei progetti per la promozione sui mercati extra Ue del vino italiano con fondi stanziati dall’Organizzazione comune di mercato (Ocm) del vino. Programmi che vanno presentati entro il prossimo 16 ottobre.
Per l’annualità 2024-25 sono stanziati circa 90 milioni di euro per cofinanziare i progetti al 50%. Di questo budget 22 milioni saranno gestiti a livello centrale dal ministero per iniziative di rilevanza nazionale mentre i restanti 78 milioni saranno erogati sul territorio mediante bandi regionali.
Si tratta di una misura molto attesa dai produttori e che ha storicamente rivestito una grande importanza per il vino italiano. Secondo i dati della Commissione Ue tra il 2009 (anno in cui fu istituita la misura) e il 2023 in Italia sono stati investiti sulla promozione del vino nei paesi Terzi 1,113 miliardi di euro. Poco meno della metà del totale (2,55 miliardi) delle risorse stanziate per tutti gli stati membri. Molto più della Spagna (601 milioni) e della Francia (598).
Investimenti che indubbiamente hanno pagato: dal varo della misura a oggi il mercato del vino italiano nei paesi terzi è cresciuto del 107% (escludendo il Regno Unito) per un fatturato che oggi è di 4,5 miliardi.
Una misura importante quindi e della quale c’è ancora molto bisogno in particolare dopo un anno come il 2023 nel quale complice l’inflazione l’export italiano ha invece rallentato per cui tali investimenti sono fondamentali per rilanciare i consumi e individuare nuovi sbocchi. Ma nonostante le evidenze tali contributi sono in una prospettiva futura a rischio. Nei mesi scorsi a Bruxelles e sull’onda delle iniziative antialcol di impronta salutistica è stata messa in dubbio la possibilità che la Commissione continui a investire sulla promozione del vino.









