Internazionalizzazione

Vino, in arrivo 93 milioni per la promozione all’estero

È stato presentato il nuovo bando per la campagna 2024-25 della promozione del vino con fondi Ocm (Organizzazione comune di mercato): progetti cofinanziati al 50% e semplificazione degli iter approvativi e giustificativi

di Giorgio dell'Orefice

Colline del Prosecco di Asolo

3' di lettura

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Via libera a 93 milioni di euro per la promozione all’estero, in particolare sui mercati extra Ue, del vino italiano. È stato infatti presentato oggi 3 maggio al ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare il nuovo bando per la campagna 2024-25 della promozione del vino con fondi Ocm (Organizzazione comune di mercato). Una misura molto attesa dai produttori in particolare quest’anno dopo le difficoltà registrate nel 2023 proprio sui mercati esteri.

Il budget complessivo sarà di 93 milioni per cofinanziare i progetti al 50%. Della dotazione complessiva 22 milioni saranno dedicati alla graduatoria su progetti nazionali e gestita dal ministero dell’Agricoltura mentre altri 71 milioni saranno gestiti dalle regioni che emaneranno propri bandi regionali.

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«L’avevamo detto e l’abbiamo fatto anche prima del previsto - ha commentato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida -. All’inizio ci siamo trovati davanti a meccanismi farraginosi che occorreva sistemare, ma adesso abbiamo ben chiaro come procedere e ci stiamo muovendo per una maggiore valorizzazione dell’export del vino. Sin da subito per il Governo Meloni investire nelle imprese è stata una priorità e lo dimostrano le diverse attività di sostegno e iniziative per la promozione che abbiamo messo in campo. Con questo nuovo avviso sulla Promozione sui mercati dei paesi terzi dell’Ocm vino abbiamo cercato il modo migliore per valorizzare l’export e, anche per questo, coinvolto tutti gli operatori e il sistema delle fiere».
«Consideriamo il vino - ha aggiunto Lollobrigida - come una delle risorse principali per l’indotto economico della Nazione. Ma non solo, è considerato un’eccellenza italiana, apprezzato e ricercato in tutto il mondo, nonché simbolo della nostra cultura e tradizione».

L’avviso emanato dal ministero ha l’obiettivo di migliorare la competitività del settore vitivinicolo attraverso l’apertura, la diversificazione e il consolidamento dei mercati in Stati esteri ed è rivolto sia ai produttori di vino che alle loro organizzazioni e associazioni.

In particolare, saranno finanziate, con un contributo a fondo perduto che può arrivare al 50% delle spese sostenute, attività di promozione e pubblicità, campagne di informazione, la partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale ed ulteriori attività promozionali.

La scadenza per la presentazione dei progetti è fissata per il 3 luglio 2024. Le iniziative verranno attuate dal 16 ottobre 2024 al 15 ottobre 2025.

«Apprezziamo nei tempi e nei modi il lavoro svolto dal ministero – ha commentato il presidente dell’Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi -. In particolare, vista la delicata fase che il comparto vino sta vivendo sui mercati internazionali, riteniamo che dare più tempo alle imprese per elaborare le azioni strategiche di promozione rappresenti un passo molto significativo. Quanto al merito, pur nei limiti dettati dal decreto in vigore, Unione italiana vini ritiene ci siano dei passi avanti significativi in materia di maggior flessibilità».

Secondo quanto sottolineato dall’Unione italiana vini, il bando presenta semplificazioni a partire dai preventivi di spesa, non più necessari per spese di vitto, alloggio e trasporti locali, fino all’eliminazione della dichiarazione del soggetto terzo e del limite dei 5 Paesi per progetto.

Altri elementi migliorativi sono rappresentati dalla riduzione dei tempi di risposta istituzionali alle varianti (da 60 a 30 giorni) e dall’identificazione di elementi oggettivi nella valutazione dei progetti.Tra gli obiettivi per il prossimo futuro, condivisi da Uiv con il Masaf, la revisione del decreto madre con la possibilità di eliminare il problema dei preventivi ricorrendo a un prezziario e l’istituzione di una nuova piattaforma informatica per presentazione dei progetti.

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