Usa

Vance contro Wall Street, immigrati, Cina e alleati

Il candidato vicepresidente definisce Trump «ultima e migliore speranza per il paese». E poi: «Ci assicureremo che i nostri alleati paghino il dovuto. Basta generosità»

di Marco Valsania

Milwaukee, Wisconsin. Convention del Partito Repubblicano

4' di lettura

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E’ stata la grande notte di JD Vance. Del discorso con cui si è presentato ad un Paese che ancora lo conosce poco. Che conosce poco la stella in ascesa del partito repubblicano trasformato da Donald Trump, il quale ha scelto il 39enne senatore dell’Ohio come candidato alla vicepresidenza e possibile erede politico. E nel suo discorso alla platea della Convention di Milwaukee, Vance ha rivendicato proprio trasformazione del partito in una grande “tenda” ispirata al populismo economico sotto le bandiere di America First, pronto a rinnovare il Paese e a liberarlo dalla vecchia politica.

Trump, l’orecchio bendato diventa il simbolo della campagna

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“L’ultima speranza per il Paese”

Vance ha accettato formalmente la nomination a vice-presidente tra l’entusiasmo dei delegati al Fiserv Forum invocando l’unità del Paese. Sostenendo che il partito repubblicano è oggi il partito della libera discussione delle idee migliori. Ma anzitutto affermando, con fiducia, che l’unità del partito stesso sarà decisiva per le elezioni di novembre per la Casa Bianca contro i democratici di Joe Biden, che hanno abbandonato l’America rurale e delle piccole città: “Siamo uniti per vincere”, ha detto ai delegati. “Donald Trump è la l’ultima e migliore speranza per l’America di ritrovare quel che abbiamo perso”, ha continuato.

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“Non daremo più ascolto a Wall Street”

Quando è passato al messaggio di sostanza, ha dato corpo al nuovo populismo. Ha denunciato tradizionali accordi di libero commercio quali il Nafta, e la globalizzazione con l’ingresso della Cina nella Wto, affermando che l’attuale Presidente democratico Joe Biden aveva sottoscritto entrambi. Ha poi messo nel mirino gli interessi del big business: “La finiremo di dare ascolto ai bisogni di Wall Street, ci cureremo di chi lavora”. Il libero commercio è agende favorevoli al grande business sono stati pilastri del partito repubblicano pre-Trump.

Biden “simbolo dell’elite corrotta”

Vance ha poi criticato Biden come politico di lungo corso, parte di una elite e di un establishment corrotti e da cambiare per aiutare la popolazione americana e i ceti medi e popolari, che oggi sarebbero schiacciati da una crisi evidenziata dal carovita. “E’ in politica da prima che nascessi - ha detto - E per mezzo secolo è stato il campione di tutte le iniziative che hanno reso l’America più povera e debole”.

Ha vantato che invece con Trump, quando era alla Casa Bianca, l’economia era stata la migliore di sempre. E che una nuova amministrazione Trump sarà a favore del “working man”, dei lavoratori, che siano sindacalizzati o meno. Basta con importare manodopera dall’estero, ha detto. Basta con catene di forniture che dipendono dall’estero. “Costruiremo fabbriche qui con lavoratori americani, proteggeremo i salari e impediremo al partito comunista cinese di costruire i suoi ceti medi a nostre spese”.

Niente generosità con gli alleati

Ancora, con una stoccata anche agli alleati dell’America: “Assicureremo che i nostri alleati paghino il dovuto, basta con la generosità”. E manderemo nostri soldati in guerra solo quando “necessario”. Infine: “Metteremo i cittadini americani prima di tutto e faremo di nuovo grande l’America”. Sull’immigrazione, uno de temi sui quali più ha insistito, ha chiarito che “siamo una nazione che ammette cittadini dell’estero ma alle nostre condizioni”.

Fare forte l’America

Prima di Vance a scaldare la platea, sul tema Make America Strong Again, rendere l’America di nuovo forte, si sono susseguiti speaker vecchi e nuovi – e a volte controversi. Linea d’attacco comune, la debolezza del Presidente democratico Joe Biden come leader.

Biden verso il ritiro?

Biden ieri sera è stato anche diagnosticato con il Covid ed parso più aperto, ha rilevato il New York Times, a ipotesi di un ritiro per dare spazio a un candidato più giovane e con migliori chance contro Trump e Vance. La sua campagna ha tuttavia risposto duramente al discorso di Vance, affermando che lui è in verità il “poster boy” dell’estremismo repubblicano e che le politiche di Trump “faranno soffrire i ceti medi e popolari”.

Babydog sale sul palco e ruba la scena a tutti i grandi nomi della convention repubblicana.

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Da Navarro a Don Jr

Dal palco della Convention repubblicana ha parlato Peter Navarro, ex consigliere commerciale di Trump, volato a Milwaukee appena rilasciato dal carcere federale a Miami dove ha scontato quattro mesi per ostruzione di inchieste del Congresso sull’assalto a Capitol Hill del 6 gennaio 2021. Ha denunciato i casi legali contro di lui e contro Trump come “persecuzioni” ed è’ stato salutato da un’ovazione in sala al suo arrivo.Il governatore del Texas Greg Abbot ha denunciato l’immigrazione illegale sotto Biden, rivendicando che con Trump era scesa ai minimi – nonostante in realtà i clandestini nell’ultimo anno della sua presidenza fossero aumentati del 14,7% rispetto a prima del su mandato mostrando la difficoltà di affrontare la sfida dei migranti.

Il governatore del North Dakota Doug Burgum, ex rivale di Trump alle primarie, ha dichiarato che Trump brandirà una politica di supremazia energetica come un randello e abbasserà i prezzi per tutti. Kellyanne Conway, tra i grandi consiglieri mediatici di Trump, ha rivendicato come Trump abbia promosso lei e altre donne in posizioni chiave, creando un contrasto con le condanne del magnate in sede civile per molestie sessuali. Sul palco sono saliti poi familiari di soldati morti durante il ritiro dall’Afghanistan, che hanno accusato Biden di aver orchestrato una fuoriuscita disastrosa.

Il figlio primogenito di Trump, Don jr, ha aperto il prime time assalendo Biden come incapace. E ha rivendicato che il padre, Donald Trump, ha un cuore di leone, dimostrato nella reazione all’attentato alla sua vita, quando si è drizzato in piedi allo slogan “lottiamo”. Ha definito l’America oggi sotto il governo di democratici come “un inferno”.

Il ruolo della moglie di Vance

La moglie di JD Vance, Usha Chilukuri Vance, ha infine introdotto il candidato alla vicepresidenza ricordandone la biografia da sogno americano, dalla povertà dell’Appalachia in Ohio ai marines, poi la laurea in legge a Yale e la politica. I repubblicani contano particolarmente su di lei e su un suo ruolo nella campagna per proiettare un’immagine di maggior diversità e inclusione in vista delle elezioni. Avvocato di successo, di famiglia di origine indiana, aveva conosciuto Vance alla facoltà di legge di Yale dove studiavano entrambi. Ha anche un dottorato in filosofia. Era in passato registrata come democratica alle elezioni, ma è stata anche assistente di alti magistrati conservatori alla Corte Suprema, compreso il chief justice John Roberts, e ha votato nelle primarie repubblicane al Senato in Ohio nel 2022. Primarfie vinte dal marito, che l’anno successivo diventò senatore, un successo divenuto un trampolino di lancio nel firmamento repubblicano culminato ora a Milwaukee .

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