Convention GOP

Così Trump sta cambiando il partito repubblicano. NYT: il tycoon avanti su Biden nei 7 Stati in bilico

L’assenza alla convention di ex figure cruciali del partito è la prova di un cambiamento chiave

La convention GOP a Milwaukee. (Photo by Pedro UGARTE / AFP)

4' di lettura

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Dopo l’elezione di Donald J. Trump a presidente nel 2016, il Partito Repubblicano ha subito profondi cambiamenti: la lista di assenti alla convention che si sta tenendo a Milwaukee ne è la prova.

Coloro che un tempo erano il volto dell’establishment repubblicano - tra cui un ex presidente, due vicepresidenti e un candidato alla presidenza - non si sono infatti presentati a raduno, a testimonianza di quanto il partito si sia trasformato.

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La loro assenza è il risultato di un cambiamento avvenuto nell’ultimo quinquennio, se non di più. Nella convention del 2020 era passato più inosservato, poiché l’evento si era tenuto da remoto mentre il mondo era alle prese con la pandemia. A questo giro è invece lampante che si tratta di un Partito Repubblicano Trumpiano.

L’ex speaker della Camera repubblicana e sostenitore di Trump Newt Gingrich ha detto che la convention è “un vero e proprio spartiacque” e dimostra il controllo dell’ex presidente sul partito e sulle sue posizioni “che sono le posizioni di Trump”.

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Gli assenti

Primo fra tutti l’ex presidente George W. Bush, ora coetaneo di Trump, che ha smesso di partecipare da quando Trump si è candidato per la prima volta.

Assenti anche Dan Quayle, che è stato vicepresidente sotto il padre di Bush, George H.W. Bush, e Dick Cheney, vicepresidente sotto il giovane Bush. La figlia Liz Cheney, ex membro del Congresso e uno dei principali critici repubblicani di Trump, ha preso la stessa decisione.

Non si è presentato nemmeno Mike Pence, l’ex governatore dell’Indiana che ha brevemente corso contro Trump per la nomination l’anno scorso, e che gli aveva fatto da vice nel primo mandato. Poi Mitt Romney, candidato alla presidenza del Partito Repubblicano nel 2012, ora senatore dello Utah e uno dei principali critici di Trump.

Non si è visto neanche Paul Ryan, compagno di corsa di Romney ed ex speaker della Camera, sebbene la convention si svolga nel suo Stato natale. Nessuna notizia da un altro ex speaker, John Boehner.

Il gruppo di repubblicani dell’establishment è stato un bersaglio di Trump nel corso degli anni ed è naturale che non si presentino ad una convention che supporta una figura da loro tanto detestata. Basti pensare che lunedì i delegati hanno fischiato sonoramente quando un’immagine di Mitch McConnell, leader dei Repubblicani al Senato e frequente critico di Trump, è apparsa su un maxischermo nella sala.

Secondo Gingrich, “questo dice quanto il mondo sia cambiato” e sottolinea come gli ex leader “non abbiano più potere”.

Il nuovo partito

La convention sta dando chiari segnali di un nuovo partito, che abbraccia sempre più il populismo economico in patria e l’isolazionismo all’estero. Il nuovo compagno di corsa di Trump, il senatore dell’Ohio J.D. Vance, ha dichiarato che il GOP si trova in un “tardo periodo repubblicano” e che il partito deve “diventare piuttosto selvaggio e allontanarsi da qui”. Ed è esattamente quello che sta accadendo a Milwaukee.

Non si tratta solo della scelta di Vance come vicepresidente – un grande oppositore degli aiuti all’Ucraina che ha apertamente detto di non “essere interessato” a cosa succede tra Russia e Ucraina. Si tratta anche dell’adozione da parte del partito di una piattaforma sull’aborto ridotta – modificando una posizione decenniale sul tema – e le critiche alle corporazioni a cui è stata voce alla convention.

Il nuovo partito è il risultato di una confluenza di cambiamenti economici, demografici e culturali, tra cui un movimento sindacale di recente ascesa che attrae sempre più il GOP.

Marc Short, capo dello staff del vicepresidente Mike Pence dal 2019 al 2021, ha detto che “stiamo assistendo a un vero e proprio assalto frontale al conservatorismo”. “Questo è un enorme allontanamento da quello che è stato il nostro partito e non credo che sia una ricetta per il successo”, ha aggiunto.

Intanto arrivano i primi attacchi a Vance. “Non confondiamoci: JD Vance sarà leale solo verso Donald Trump, non verso il nostro Paese. E a differenza di Mike Pence, Vance ha detto che lui avrebbe portato a termine il piano di Trump di sovvertire le elezioni del 2020”. E’ quanto afferma la vice presidente Kamala Harris in un video che è stato diffuso nel giorno in cui è atteso alla convention repubblicana il primo discorso da candidato repubblicano alla vice presidenza del senatore dell’Ohio. “Trump ha scelto il suo nuovo ’running mate’, voleva qualcuno disposto a ratificare la sua agenda estremista” dice ancora la vice di Joe Biden nel video, ricordando che Vance “aiuterà a mettere in pratica il piano estremista, Project 2025, per il secondo mandato di Trump che prenderà di mira programmi cruciali come il Medicare”. “Ma - ha concluso Harris - non permetteremo che questo succeda”.

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NYT: Trump avanti negli stati in bilico

Trump però nel frattempo può gioire. Il tycoon è in vantaggio su Joe Biden nei sette principali Stati in bilico. Lo rivela l’ultimo sondaggio del New York Times. Si tratta in particolare di Arizona, Georgia, Michigan, Nevada, North Carolina, Pennsylvania e Wisconsin. Il margine più stretto è in Michigan, dove il tycoon ha il 42% delle preferenze contro il 40% del presidente, e in Pennsylvania (43% contro 40%).

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