Un manager su quattro lascia il Mezzogiorno per lavorare in imprese del Centro-Nord
Gli amministratori arrivati da fuori sono 200mila: Milano ne attrae oltre 67mila
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In Italia esiste una fuga di cervelli che non è diretta verso l’estero, ma rimane interna ai confini nazionali: è la migrazione di persone altamente qualificate che lasciano il Mezzogiorno per trasferirsi nelle regioni del Centro-Nord in cerca di opportunità lavorative migliori.
Chiedilo al Sole
Si tratta di una fuoriuscita costante di competenze che si allontanano dal Sud, amplificando le disuguaglianze territoriali.
I territori di origine
Basta osservare la regione d’origine degli amministratori che operano nelle imprese del Centro-Nord: secondo i dati di InfoCamere sono quasi 200mila le persone nate al Sud che ricoprono ruoli di governance aziendale nel resto del Paese. Di queste, 123mila operano in imprese del Nord e 75mila in quelle del Centro. La Lombardia si conferma locomotiva d’Italia, attraendo da sola 67mila manager originari del Sud.
Il contributo delle regioni meridionali alla governance delle imprese settentrionali è in crescita: nel 2012 gli amministratori nati al Sud rappresentavano l’11,6% dei manager attivi nel Centro-Nord; quindici anni dopo sono saliti al 12,6 per cento. Il Mezzogiorno si trova in una situazione paradossale: le persone nate al Sud che ricoprono incarichi di amministrazione aziendale sono cresciute di 268.733 unità rispetto al 2012 (+52%), ma un quarto di loro (25,2%) lascia la propria regione per trasferirsi al Centro-Nord.
La Campania è la principale regione di origine degli amministratori che dal Sud si trasferiscono al Centro-Nord (32%). Segue la Sicilia (20%) e la Puglia (17%).







